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giovedì 21 giugno 2018

Guerra dei dazi Usa-Cina: come si è arrivati a questo punto?


Il botta e risposta (spesso aspro) che sta coinvolgendo Cina e Usa ma che si sta estendendo anche all'Europa, al Messico e al Canada si dimostra sempre pi? spesso l'ago della bilancia per le borse internazionali.
Risale al 7 aprile 2017 il primo tentativo ad alti livelli di giungere ad un compromesso.
In quell'occasione il presidente cinese Xi Jinping incontr? Trump nel suo resort di Mar-a-Lago in Florida, summit di due giorni che si concluse in termini amichevoli con il presidente Xi che aveva confermato una serie di colloqui commerciali per aumentare le esportazioni statunitensi e ridurre il deficit con la Cina, oltre ad aumentare la cooperazione per limitare la minaccia nucleare della Corea del Nord.

Sezione 301 del Trade Act

Il 18 agosto, per?, le autorit? del commercio Usa invocano la Sezione 301 del Trade Act del 1974 con la quale il governo statunitense pu? imporre sanzioni a Paesi stranieri colpevoli di aver violato accordi commerciali.

Si tratta di una legge che risale all'era Ford ma che permette a Trump di usare questo escamotage come una sorta di minaccia: l'inchiesta, infatti, richiede lunghi tempi, tempi che Trump potrebbe sfruttare per strappare nuove concessioni da parte di Pechino. Si arriva cos? all'8 marzo 2018 quando Trump firma il via libera per dazi del 25% sull'acciaio e del 10% sull'alluminio, citando la sicurezza nazionale tra i motivi che lo hanno spinto alla decisione.
Canada e Messico sono inizialmente esenti. E' il 22 marzo 2018 quando arrivano le conclusioni dell'indagine della Sezione 301 e vengono perci? ufficializzati i dazi di Trump. 1 aprile 2018 : la Cina risponde alle prime misure statunitensi con un aumento del 25% sull'aliquota tariffaria per i prodotti a base di carne di maiale e gli scarti di alluminio oltre a un aumento del 15% su 120 altri prodotti statunitensi, per lo pi? sul settore agroalimentare.

3 aprile 2018: l'ufficio del rappresentante degli Stati Uniti pubblica un elenco di prodotti importati dalla Cina per l'equivalente di circa 50 miliardi di dollari. In questo caso i settori colpiti riguardano la robotica, l'informatica, le comunicazioni e l'aerospaziale. Il giorno dopo il ministero del governo cinese pubblica una sua lista tariffaria che copre 106 prodotti statunitensi, tra cui soia, carne bovina, mais, alcuni aerei e una serie di veicoli con dazi da applicare a data da destinarsi.

24 ore dopo Trump conferma di aver chiesto al rappresentante commerciale degli Stati Uniti di di individuare altri $ 100 miliardi di merci su cui applicare altre tariffe aggiuntive contro la Cina.

Tra alti e bassi

La Cina risponde a tono il 6 aprile e intanto il 10 presenta una denuncia ufficiale all'Organizzazione mondiale del commercio sulle tariffe di Trump per acciaio e alluminio.
Ma il presidente cinese Xi, intanto, inizia ad adottare una strategia accomodante parlando di voler aumentare le importazioni, abbassare le tariffe sulle automobili straniere e aprire la propria industria dei servizi finanziari. Poco dopo scoppia il caso ZTE. E' il 16 aprile 2018: il Dipartimento del commercio degli Stati Uniti vieta al gigante cinese delle telecomunicazioni ZTE di comprare componenti statunitensi per sette anni, a causa di alcune violazioni sull'embargo vigente in l'Iran e Corea del Nord.

Il 18 maggio la Cina annuncia la chiusura di un'inchiesta antidumping sulle importazioni di sorgo americano mentre si parla di una serie di misure volute da Pechino per ridurre il deficit commerciale degli Stati Uniti fino a $ 200 miliardi, notizie pi successivamente smentite dal governo cinese. 19 maggio 2018: in una dichiarazione congiunta, Stati Uniti e Cina annunciano "aumenti significativi delle esportazioni di energia e di agricoltura negli Stati Uniti" e aumenti "significativi" di beni e servizi statunitensi in generale, il che fa pensare a una sorta di stand by.

Il 22 maggio l'idea si rafforza quando la Cina annuncia la riduzione delle tariffe sulle auto importate, tariffe che dal 25% scendono al 15% a cominciare dal 1 luglio.

L'escalation

Troppo poco per Trump che nota come gli articoli scelti siano di poco ointeresse per l'economia Usa, perci? il 29 maggio avvisa via Twitter altre liste di proscrizione su prodotti "Made in China 2025".
L'elenco definitivo delle tariffe sar? pubblicato il 15 giugno. 7 giugno: svolta nel caso ZTE disposta a pagare una multa di 1,4 miliardi di dollari. Fino a quand la cifra non sar? saldata, per?, resteranno in vigore le limitazioni imposte. Siamo agli sgoccioli, dopo la storica stretta di mano tra il dittatore nordcoreano Kim Jong Un e il presidente Usa Trump, la Cina non ? pi? necessaria (da un punto di vista strettamente diplomatico) a Washington e quindi ? possibile dare il via all'escalation.

E' 15 giugno quando l'ufficio del rappresentante commerciale degli Stati Uniti pubblica l'elenco annunciato di1.102 prodotti cinesi del valore di circa $ 50 miliardi che saranno soggetti a nuovi dazi in vigore dal 6 luglio. Immediata la risposta della Cina: 545 prodotti statunitensi del valore di circa $ 34 miliardi di dollari dalla stessa data avranno un aumento tariffario del 25% mentre alti 114 prodotti tra cui greggio, diesel e kit per la risonanza magnetica sono sotto osservazione per aumenti decisi a data da stabilire.

Intanto Stati Uniti hanno lanciato la loro ultima offensiva (in ordine di tempo) per circa 200 miliardi di dollari di beni importati, con tariffe al 10% che entreranno in vigore se Pechino non far? un passo indietro.
Fonte: News Trend Online

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