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venerdì 15 giugno 2018

EUR/USD in risalita: quali scenari dopo il crollo targato BCE?


Sul mercato valutario l'attenzione continua a rimanere molta alta sull'euro-dollaro che nelle ultime ore ha vissuto momenti di grande tensione ribassista. Dopo il recupero messo a segno dai minimi di fine maggio segnati a poca distanza da quota 1,15, la moneta unica è riuscita a dare vita ad un forte recupero tanto da spingersi non più tardi di ieri nuovamente al di sopra di area 1,18.

Nel pomeriggio però l'appuntamento con la BCE si è rivelato fatale e il cross è stato bersagliato di vendite, con una chiusura poco sotto 1,157, sui minimi di fine maggio, al termine di una giornata che ha fatto registrare il maggior deprezzamento giornaliero dal 26 giugno del 2016.


In mattinata l'euro ha subito un altro veloce scossone che lo ha portato a segnare un minimo intraday a 1,1543, sulla scia di alcuni rumors relativi alla possibile uscita del partito tedesco Csu dalla coalizione di Governo guidata dalla Merkel. Indiscrezioni che però sono state smentite con decisione e tanto è bastato all'euro-dollaro per risalire con decisione la china e spingersi in positivo, con un cross fotografato ora a 1,622.

L'euro comunque si mantiene ancora circa due figure più in basso dei valori segnati ieri prima dell'appuntamento con la BCE che ha avuto un effetto dirompente sul versante valutario. 
La moneta unica è stata infatti colpita da una violenta pioggia di vendite dopo che l'Eurotower ha indicato che gli acquisti nell'ambito del QE passeranno da 30 a 15 miliardi di euro da fine settembre, per poi terminare del tutto il 31 dicembre prossimo.


Inoltre la BCE ha fatto sapere che i tassi di interesse non saranno rivisti al rialzo prima dell'estate 2019 e questo ha pesato non poco sull'euro, visto che il mercato si era preparato ad un ritocco all'insù del costo del denaro prima di questa data.
Secondo gli analisti di Unicredit l'effetto negativo della BCE sull'euro svanirà in maniera graduale, ma gli stessi fanno notare che i margini per un rimbalzo della moneta unica contro il dollaro sono diventati più ristretti, ma questo non significa che siano scomparsi del tutto.


Per gli esperti ora che le intenzioni della Fed e della BCE sono chiare, ci sarà meno spazio per le sorprese andando avanti nel tempo. Unicredit guarda ancora con un pizzico di fiducia all'euro, anche in ragione del fatto che i motivi che hanno spinto al rialzo il biglietto verde da metà aprile sono probabilmente superati e i dati mostrano che il mercato è tornato ribassista sul dollaro.

Societè Generale crede che il trend rialzista dell'euro nei confronti del dollaro possa ripartire, ma ciò avverrà in maniera più incostante rispetto al passato. L'idea è che il cambio si stia avviando verso una fase di volatilità che non tornerà sui livelli molto bassi visti in precedenza.


L'idea degli esperti di Societè Generale è che il cross euro-dollaro si muoverà attraverso una serie di trading range successivi. 
Non è da escludere in ogni caso un ulteriore indebolimento della moneta unica nei confronti del biglietto verde. A lanciare un alert in questa direzione sono gli economisti di Gam Investments secondo cui l'atteggiamento più falco mostrato dalla Fed potrebbe rafforzare il dollaro.  
Quest'ultimo però deve fare i conti anche con le politiche protezionistiche portate avanti dal presidente Trump e di sicuro l'imposizione di nuovi dazi alla Cina, come quelli annunciati oggi, mitiga in qualche modo la spinta propulsiva della divisa Usa a vantaggio di quella europea.


Fonte: News Trend Online

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