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martedì 26 giugno 2018

Borse: focus su guerra dazi. Si riuscirà ad evitare il peggio?


La seduta odierna prosegue all'insegna della cautela per i principali mercati azionari che faticano a reagire con decisione dopo le vendite di ieri. In Europa il Dax30 ha annullato il vantaggio iniziale ed è scivolato in territorio negativo, con una flessione ora dello 0,44%, mentre il Cac40 si sta dirigendo verso la parità, con un frazionale rialzo dello 0,06%, preceduto dal Ftse100 che sale dello 0,26%.
Non molto diversa la situazione a Piazza Affari dove il Ftse Mib viaggia ad un soffio dai 21.400 punti, con un lieve rialzo dello 0,16%, mentre in America il Dow Jones e l'S&p500 viaggiano in positivo di circa lo 0,1%, preceduto dal Nasdaq Composite che sale dello 0,21%.  
I mercati azionari non hanno dato vita a particolari reazioni dopo le ultime indicazioni arrivate dal presidente Trump, il quale su Twitter ha scritto che si sta completando lo studio sui dazi sulle auto importante dall'Unione europea, da lui accusata di aver ricavato un profitto con barriere e tariffe commerciali.  
Come spiegato dagli esperti di BNP Paribas, gli investitori mantengono un atteggiamento improntato alla prudenza, soprattutto in considerazione del fatto che lo scontro commerciale tra gli Stati Uniti e il resto del mondo si sta evolvendo velocemente.


Una chiara dimostrazione del nervosismo degli investitori è stata fornita proprio dalla seduta di ieri, quanto abbiamo assistito a dei forti cali in Borsa, in particolare su quelle europee. Secondo Michael Hewson, Chief Market Analyst di CMC Markets, il movimento di ieri ha spazzato via ogni dubbio sulle tensioni vissute dagli operatori per via della questione commerciale.

Il tema dei dazi continua così a dominare la scena e a guidare in qualche modo i mercati che ieri sono stati colpiti dalle vendite per via delle indiscrezioni di stampa sulle prossime mosse del presidente Trump. 
Un articolo del Wall Street Journal parlava infatti di nuove ritorsioni Usa sul fronte degli investimenti esteri in aziende che operano nel settore tecnologico.

A tal proposito il Segretario del Tesoro Usa, Mnuchin, ha affermato ieri che le restrizioni sugli investimenti non riguarderanno solo la Cina, ma saranno applicata a tutti i Paesi che stanno "cercando di rubare la tecnologia statunitense". 
In seguito però il consigliere per il commercio della Casa Bianca Peter Navarro, ha smentito le indiscrezioni circolate, dichiarando che non vi è alcuna intenzione di limitare gli investimenti in Cina o in altri Paesi.

Sembra quindi non esserci una chiara unità di intenti in seno all'amministrazione Trump e intanto da parte sua il presidente cinese ha fatto sapere ai manager di alcuni aziende multinazionali, che Pechino risponderà in maniera decisa e aggressiva alle recenti azioni degli Stati Uniti.


La Cina ha sicuramente meno munizioni da sparare rispetto all'America sul fronte dei dazi, per via dell'entità relativamente ridotta delle importazioni dagli Stati Uniti, ma gli economisti di Intesa Sanpaolo evidenziano che il Paese asiatico ha altri strumenti a disposizione. Il riferimento è alla regolamentazione, ai controllo, all'indebolimento del cambio e allo spostamento di domanda su prodotti di altri Paesi.

Non più tardi di ieri gli esperti di Intesa Sanpaolo hanno segnalato che al momento le ripercussioni sulla crescita globale sono abbastanza marginali, ma c'è il rischio di impatti ben più significativi in caso di ulteriore escalation dello scontro in atto tra Stati Uniti da una parte e Cina ed Europa dall'altra.
Sarà molto importante vedere come evolverà la situazione nei prossimi mesi in vista delle elezioni Usa di metà mandato in agenda a novembre.

Secondo gli esperti di Neuberger Berman non è da escludere che fino ad allora la situazione sul fronte dei dazi finisca per sfuggire di mano, perchè c'è il rischio concreto che l'amministrazione Trump sia disposta davvero a tutto pur di danneggiare il modello economico della Cina.

Gli esperti però credono che le tensioni commerciali in atto tra Usa e Pechino non rappresentino l'inizio di una fase con conseguenze ben più gravi, ma solo un picco di volatilità a breve termine. L'idea degli esperti del gruppo finanziario americano è che i due avversari, malgrado l'escalation delle tensioni in atto, alla fine eviteranno lo scontro frontale.


 
Fonte: News Trend Online

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