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lunedì 25 giugno 2018

Ancora positivi sull’high yield USA


Finché non si registreranno nuovi timori di recessione o un rallentamento dell’attività globale, Rob Neithart, gestore del fondo Capital Group Global High Income Opportunities (LUX), ritiene che il segmento high yield continuerà a offrire rendimenti piuttosto interessanti.
L’asset class ha superato il marcato inasprimento delle condizioni monetarie avvenuto negli Stati Uniti con il rialzo dei tassi, e adesso sembra che il messaggio della Fed e quello dei mercati siano in sintonia.
Inoltre, i fondamentali e i fattori tecnici continuano ad essere di sostegno.

Nel corso degli ultimi anni le emissioni nette sono diminuite, mentre la domanda degli investitori rimane robusta, creando un contesto tecnico favorevole per il mercato. Quanto ai fondamentali, benché molti emittenti siano sensibili ai prezzi delle materie prime, parecchi di loro sono stati penalizzati nel 2014 e 2015 e quelli sopravvissuti hanno ristrutturato i propri bilanci.
Inoltre, anni di rendimenti relativamente bassi hanno permesso alle società di rifinanziarsi a condizioni più vantaggiose, il che dovrebbe mantenere il tasso di default contenuto per il prossimo futuro. Le obbligazioni high yield hanno una scadenza media di circa sei anni[1] e pertanto le imprese statunitensi non accuseranno le tensioni causate da un aumento dei tassi per diversi anni.
Infine, è difficile ottenere un rendimento altrove, specialmente con una duration relativamente ridotta - spiega Rob Neithart -.

Un investitore che decidesse di restare fuori dal mercato per un anno nell’attuale contesto rinuncerebbe a un rendimento del 6-7%. Anche nel caso di un ampliamento degli spread, l’high yield dovrebbe generare comunque un extra-rendimento positivo nel corso dell’anno, in quanto il carry compenserebbe l’effetto negativo dell’aumento dei differenziali.
In generale, il contesto a lungo termine degli ultimi anni è stato caratterizzato dalla stabilità o dalla debolezza del dollaro.

Diversi fattori potrebbero adesso provocare un cambiamento di questa situazione. I differenziali d’interesse (in seguito all’aumento dei tassi USA) rispetto ad altri mercati sviluppati potrebbero diventare sufficientemente generosi da attrarre flussi di capitali più consistenti.
Gli Stati Uniti devono già richiamare capitali significativi in quanto le esigenze di finanziamento sono aumentate notevolmente. Ma un’inversione di rotta potrebbe essere causata semplicemente dalle valutazioni, qualora gli investitori ritenessero che il biglietto verde si sia già indebolito abbastanza.

Infine, un apprezzamento del dollaro potrebbe essere causato anche da uno shock a livello globale, come il nervosismo sulla Cina, una crisi in Europa o un qualche tipo di shock finanziario.
I rendimenti dei Treasury USA decennali hanno recentemente superato la soglia del 3%, tuttavia non crediamo che questo avrà un impatto significativo sul segmento - spiega Rob Neithart -.
Le valutazioni dei titoli high yield sono solitamente meno sensibili all’andamento dei rendimenti dei Treasury USA rispetto a quelle delle obbligazioni investment grade, poiché tendono ad avere rendimenti iniziali più elevati e scadenza più breve. Inoltre, gli spread delle emissioni high yield tendono a ridursi a fronte di un aumento dei rendimenti dei Treasury, come accade di norma quando l’economia è in crescita.

Se l’attività economica è vigorosa, i tassi d’insolvenza dovrebbero restare contenuti, le aziende dovrebbero prosperare e i differenziali di rendimenti potrebbero diminuire. Per contro, i differenziali dei titoli high yield tendono ad aumentare nelle fasi di debolezza economica per le ragioni opposte.
Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online

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