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martedì 19 giugno 2018

Analisi fondamentale settimanale sul prezzo dell’oro

I future sull’oro hanno chiuso la settimana in netto ribasso, la maggior parte dell’azione dei prezzi si è verificata il venerdì quando gli investitori long hanno finalmente ceduto alla pressione che la banca centrale ha esercitato dall’inizio della settimana. La forte svendita è avvenuta il giorno dopo che il contratto future ha raggiunto il massimo mensile a 1.313,00$.
I future Comex Gold di agosto si sono attestati a 1.278,50$, perdendo 24,20$ con un -1.84%.
Gli eventi catalizzatori che hanno portarono al crollo sono stati stati: la rinnovata forza del dollaro e l’inaspettata reazione negativa all’annuncio del presidente Trump di tariffe contro la Cina.
Mentre il sostegno al dollaro è arrivato dalla dichiarazione sulla politica monetaria statunitense da parte della Federal Reserve.
Comex Gold di agosto-settimanale
Il 13 giugno, con una decisione ampiamente prevista, la Fed ha votato per aumentare il tasso di interesse per la seconda volta quest’anno. Secondo quanto stabilito, il tasso dei fondi federali statunitensi è passato dall’1,75% al 2,00%, inoltre, con una decisione meno unanime, la banca centrale ha in programma altri due aumenti che verranno attuati durante il resto dell’anno.
Nell’aggiornamento delle previsioni economiche trimestrali della Fed è stato indicato che l’inflazione core, che aveva l’obiettivo del 2% entro la fine dell’anno, ora è passata al 2,8%. I membri del comitato hanno anche abbassato le stime sulla disoccupazione al 3,6% entro la fine dell’anno.
Venerdì, il presidente Trump ha annunciato che gli Stati Uniti applicheranno dazi del 25% su 50 miliardi di dollari di merci importate dalla Cina, con Pechino che ha risposto minacciando a sua volta di tassare le importazioni dagli Stati Uniti. Anche i trader di lunga data sono stati sorpresi quando l’oro non ha reagito alle notizie del Fondo Monetario Internazionale, secondo queste notizie i nuovi dazi rischiano di indebolire il sistema commerciale globale.
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Previsioni
La caduta a picco dell’oro non è stata una sorpresa per gli investitori, quest’ultimi hanno già assistito all’immobilismo del mercato nonostante le notizie potenzialmente rialziste verificatesi nel corso dell’ultimo mese, tra le quali possiamo citare: le tensioni commerciali, i disordini politici in Italia, i disordini economici in Venezuela e la conferma dell’incontro tra il presidente Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un.
I grafici suggerivano che non fosse profittevole un ingresso in short a causa di una lieve tendenza ascendente, se si considerava un intervallo ristretto di tempo di circa un mese, e l’unico modo per causare un’importante uscita dal mercato da parte dei trader sarebbe stata una discesa rapida come quella verificatasi questo venerdì.
Ci aspettiamo che i prezzi dell’oro continuino a scivolare verso il basso fino a quando gli investitori non trovino nuovo valore nel metallo prezioso, il che potrebbe non arrivare fino ai 1.251,90$, valore del minimo del 12 dicembre.
Nonostante le prospettive ribassiste, riteniamo che le condizioni potrebbero volgersi rapidamente al rialzo con un’improvvisa frenata dei titoli azionari azionari che favorirebbe un forte acquisto di beni rifugio.

This article was originally posted on FX Empire

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