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venerdì 22 giugno 2018

Altri problemi in Europa. Germania: nuove elezioni in vista?


Altro pericolo per l'Europa e soprattutto altro pericolo targato politica e per di più da chi non te lo aspetti. Niente Italia questa volta, ma Germania, la nazione che, granitica per eccellenza, già nel recente passato ha dovuto scontrarsi con un risultato elettorale che non permetteva a nessuna forza di formare un governo con maggioranza stabile.
Risultato: un ritorno, sofferto, alla Grosse Koalition, dopo oltre 6 mesi di trattative. Un vero e proprio tour de force che però potrebbe essere stato inutile.

Il motivo?

Secondo Der Spiegel Lars Klingbeil, segretario generale del partito dei socialdemocratici tedeschi, l'SPD, sarebbe già sul piede di guerra e avrebbe addirittura individuato alcune date utili per le prossime elezioni a settembre.

Le tensioni tra i due schieramenti sono realtà nota da tempo, per la precisione da quando, dopo l'ultima tornata elettorale, i socialdemocratici hanno dovuto prendere atto di una caduta verticale dei propri consensi. Un crollo chea febbraio ha spinto il loro leader Martin Shulz alle dimissioni dalla guida del partito e il partito stesso ad annunciare una strica decisione, quella di non entrare a far parte di una nuova Grosse Koalition qualora si fosse formata.
Una scelta che però, per forza di cose e dopo lunghe trattative, è stata ritirata. Ufficialmente per il bene della nazione visto che il risultato elettorale, come detto, non permetteva a nessun partito di avere la maggioranza assoluta in Parlamento. Per questo motivo, e non senza aver ottenuto importanti ministeri in cambio, l'SPD decise a suo tempo di rifar parte dell'esecutivo.

La questione migranti

Ma ecco la nuova pietra d'inciampo: la questione migranti e la bozza (attualmente accantonata) da presentare all'Unione per regolare il problema a livello internazionale.

Il ministro degli Interni Horst Seehofer, (CSU alleato del CDU della Merkel), in vista delle prossime elezioni locali previste ad ottobre in Baviera, roccaforte dei cristianosociali) punta a cavalcare l'aria di campagna elettorale che già si respire e ha perciò presentato un piano che di fatto blocca l'entrata alla maggior parte dei migranti imponendo il rimpatrio forzato.
La proposta, però, va contro la politica della Merkel la quale, per sua stessa dichiarazione, ha più volte confermato di non voler lasciare sola l'Italia e di voler affrontare il problema in ottica europea. Intanto, però, Seehofer ha già dichiarato di essere disposto ad aspettare non più di due settimane per trovare un accordo, dopodichè presenterà la sua proposta direttamente alla Bundestag.

La stessa Merkel, però, potrebbe usare il piano della CSU come una sorta di ricatto: appoggiarla significherebbe salvare il suo governo ma nello stesso tempo rimandare indietro (quindi anche in Italia) centinaia di migranti mandando in tilt anche il patto di Shengen visto che Matteo Salvini ha già fatto sapere che qualora ciò si verificasse sarebbe pronto a chiudere le frontiere.
L'Europa è avvertita. 
Fonte: News Trend Online

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