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martedì 19 giugno 2018

Alert sulle Big Pharma. Cosa sta succedendo?


Punto di forza di molti farmaceutici sono i loro brevetti ma allo stesso tempo sono anche i punti deboli. Secondo quanto rivelato dalla società di ricerche di mercato EvaluatePharma, tra il 2018 e il 2024 scadranno brevetti per l'equivalente di circa $ 250 miliardi di vendite.
A risho 4 società: AbbVie (NYSE: ABBV) , Celgene (NASDAQ: CELG) , Johnson & Johnson (NYSE: JNJ) e Novo Nordisk (NYSE: NVO) .

I numeri 

EvaluatePharma è riuscita ad arrivare alla cifra complessiva (che per la precisione è di 251 miliardi di dollari) considerando tutti i brevetti in scadenza tra quest'anno e il 2024, guardando le stime di vendita dell'anno precedente a quello in cui erano stati dichiarati i brevetti dei farmaci coinvolti e ha applicato tale importo agli anni successivi.
A rischio più di tutti sembra essere Humira, farmaco autoimmune che ha permesso l'anno scorso alla AbbVie di registrare un fatturato di $ 18,4 miliardi; nel suo caso in realtà il brevetto è scaduto ufficialmente da due anni ma grazie ad alcuni accordi paralleli, è stato protetto fino al 2022.

L'anno successivo arriverà sul mercato la concorrenza di Amjevita di Amgen che si affiancherà a quella dei biosimilari già presenti in Europa. Guai anche per Celgene, con il secondo farmaco più venduto al mondo nel 2017 dopo Humira, Revlimid, molecola per la cura del tumore del sangue, che ha generato un fatturato di $ 8,2 miliardi: in questo caso il brevetto europeo scadrà anch'esso nel 2022 (quelli statunitensi sono stati prorogati fino al 2026 ma Natco Pharma potrà vendere un farmaco equivalente, sebbene in volumi limitati, già da marzo 2022).

Guardando a Johnson & Johnson è in pericolo il suo prodotto di punta, Remicade ma anche per Stelara: quest'ultimo, nel 2017, ha generato vendite per 4 miliardi di dollari.

Come resistere? 

In bilico più di tutti, però, è Novo Nordisk con l'intero campionario di farmaci per la cura del diabete: i brevetti per NovoLog/NovoRapid e NovoLog Mix / NovoMix sono già scaduti mentrealtri sono in scadenza nel prossimo anno.

A conti fatti si parla di un totale di perdite che arriva a superare i $ 9 miliardi.
Stime più ottimiste parlano di 139 miliardi, cifra monstre anch'essa ma che è senza dubbio inferiore a quella inizialmente stimata a 250 miliardi. In realtà questo secondo risultato si basa su previsioni che vedono i farmaci menzionati “scivolare” in classifica e non venire seppelliti dalla concorrenza.
Humira, ad esempio, dovrebbe ancora essere in grado di mantenere la leadership per qualche tempo oltre il 2024, con vendite superiori a $ 15,2 miliardi. EvaluatePharma ritiene che Revlimid scivolerà dal secondo al terzo posto garantendo comunque entrate per 8,2 miliardi di dollari ogni anno per sette anni.

Johnson & Johnson è forse il caso più complesso: nonostante sia riuscita a reggere il peso della perdita dei brevetti, ha adottato misure che hanno provocato la denuncia di Pfizer per presunta violazione delle leggi antitrust. Paradossalmente, inq uesto quadro, proprio Novo Nordisk è quella che potrebbe correre meno rischi: l'azienda ha infatti dichiarato che le aspettative di vendita per i suoi farmaci continuano a rimanere relativamente elevate nonostante la perdità dell'esclusività.
Intanto, per maggiore sicurezza, tutte le aziende coinvolte hanno già pianificato strategie per ammortizzare le perdite con il lanci di nuovi prodotti.
Fonte: News Trend Online

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