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venerdì 15 giugno 2018

Ad Ripple: e se il Bitcoin fosse controllato dalla Cina?


L'amministratore delegato di Ripple, Brad Garlinghouse, ha dichiarato che, secondo quanto da lui osservato, in realtà le quotazioni del Bitcoin, da lui ritenuta una moneta troppo lenta con i suoi 45 minuti in media di transazione contro i 4 secondi di Ripple, potrebbero essere controllate dalla Cina, il che impedirebbe, anche solo a livello teorico, di rendere la prima delle criptomonete, una valuta diffusa a livello internazionale come affermato da molti esperti del settore.

La view sul Bitcoin

Non è dunque la panacea che tutti pensavano, come lui stesso aveva affermato non più tardi di qualche giorno fa.Lo stesso Garlinghouse ha detto
Il Bitcoin viene in realtà controllato dalla Cina.

Quattro miner controllano oltre il 50% della criptovaluta. [..] chi vorrebbe utilizzare una moneta controllata dalla Cina? 
Non solo ma il Bitcoin non distruggerà le banche, a differenza di quello che in molti temono, anzi, giocherà un ruolo importante nell'evoluzione del sistema.
Gli fa eco David Schwartz, esperto di crittografia di Ripple, secondo cui difficilmente nel prossimo futuro le banche adotteranno la blockchain per l'elaborazione dei pagamenti internazionali.

Il motivo? La stessa pecca riscontrata da Garlinghouse: un andamento troppo lento, problemi legati alla privacy nonostante sia quello uno dei fattori fondanti di una crypto e soprattutto difficoltà di scalabilità.

Blockchain e banche

Già in passarto Ripple aveva proposto soluzioni basate su un sistema di blockchain classico ma si è sempre trovata di fronte al rifiuto delle banche stesse le quali hanno notato come fosse praticamente impossibile inserire il mondo in una blockchain.

La soluzione? Schwartz non ha dubbi Ripple offre xCurrent, una soluzione software che permette a banche e istituzioni di effettuare pagamenti internazionali in tempo reale ma che, allo stesso tempo, si differenzia dai registri soliti dal momento che con xCurrent i membri della rete non hanno accesso all'intero archivio dei dati, filosofia che si trova invece alla base di numerose reti blockchain come Ethereum (ETH) o Hyperledger.
La nascita di xCurrent arriva dopo la presa di coscienza di una necessità di base chiesta dai clienti e cioè mantenere le transazioni private, gestire migliaia di scambi e, contemporaneamente, riuscire a supportare il più ampio ventaglio di beni e valute.
Fonte: News Trend Online

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