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lunedì 14 maggio 2018

Unicredit chiude in rosso, ma per i broker è un ottimo affare


Questa prima seduta della settimana si è conclusa con il segno meno per Unicredit che, dopo due giornate consecutive in salita, oggi ha prestato il fianco alle prese di profitto. Il titolo, dopo aver archiviato la sessione di venerdì scorso con un progresso di circa mezzo punto percentuale, oggi ha tentato di spingersi ancora in avanti, ma dopo un massimo intraday a 18,01 euro, si è mosso a passo di gambero.

A fine sessione Unicredit, che è stato l'unico titolo del settore bancario a chiudere con il segno meno, si è fermato a 17,79 euro, con un ribasso dello 0,83% e oltre 14 milioni di azioni transitate sul mercato, rispetto alla media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a quasi 13 milioni di pezzi.


Unicredit oggi ha tirato un po' il fiato dopo aver guadagnato terreno nelle ultime due sedute in seguito alla diffusione dei conti del primo trimestre avvenuta giovedì scorso. 
I numeri presentati dal gruppo guidato da Mustier sono stati accolti con favore dal mercato e da numerose banche d'affari che invitano a puntare su Unicredit.
E' il caso di Equita SIM che venerdì scorso ha rinnovato la strategia "buy" sul titolo, con un prezzo obiettivo ritoccato verso l'alto da 23,5 a 23,7 euro. Quest'ultima mossa riflette una revisione delle stime sull'utile per azione che sono state alzate in media del 7% per tener conto del minor costo del rischio.


Gli analisti della SIM milanese evidenziano che la principale novità emersa dalla conference call relativa alla presentazione dei conti trimestrali di Unicredit riguarda l’obiettivo di anticipare l’azzeramento del portafoglio della non-core bank dal 2025 al 2021.
Il suddetto azzeramento permette di ridurre l’NPE ratio di gruppo dal 9,5% a meno del 5% e secondo gli analisti l’obiettivo sarà realizzato prevalentemente attraverso cessioni di asset.
Inoltre, l'azzeramento del portafoglio della non-core bank consentirà di portare a zero le perdite della business unit, con conseguente impatto positivo sugli utili di gruppo.
Dalla conference call è emerso inoltre che è atteso un aumento del costo del credito nella seconda metà dell'anno rispetto al run-rate del primo trimestre per effetto prociclicalità.
Prevista altresì pressione sulle commissioni da risparmio gestito, mentre il target sui costi è fissato a 11 miliardi di euro per quest'anno e a 10,6 miliardi nel 2019.


A puntare su Unicredit intanto è anche UBS che proprio oggi ha confermato la raccomandazione "buy", con un target price ritoccato verso l'alto da 20,3 a 20,5 euro. La banca elvetica ha apprezzato i risultati trimestrali del gruppo, segnalando tre aspetti positivi in particolare: l'andamento dei ricavi, i bassi accantonamenti per perdite su crediti e l'accelerazione nel rundown del non core.
La strategia bullish di UBS è condivisa anche da Deutsche Bank che invita ad acquistare Unicredit, con un fair value rivisto da 21,5 a 21,9 euro, sulla scia della forte trimestrale che ha portato gli analisti a confermare il titolo tra i preferiti nel settore bancario italiano.


Unicredit è un buy anche per Oddo BHF che fissa un prezzo obiettivo a 21 euro: gli analisti segnalano l'inizio d'anno solido registrato dalla banca, come evidenziato dai numeri dei primi tre mesi. 
Più cauta la view di Credit Suisse che sul titolo mantiene fermo il rating "neutral", con un target price ritoccato da 19,2 a 19,3 euro, sulla scia di un miglioramento delle stime relative all'utile per azione dopo i conti del primo trimestre.
Fonte: News Trend Online

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