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giovedì 3 maggio 2018

Unicredit cala, ma per i broker è un ottimo affare. Ecco perchè


A Piazza Affari, complice l'andamento negativo dell'indice Ftse Mib, si appesantisce strada facendo il bilancio di Unicredit. Dopo aver chiuso la sessione di ieri con un frazionale calo dello 0,013%, il titolo quest'oggi ha cercato di spingersi in avanti, ma dopo aver lambito l'area dei 18 euro, si è mosso a passo di gambero.
Negli ultimi minuti Unicredit viene scambiato a 17,816 euro, con un ribasso dello 0,75% e oltre 3 milioni di azioni transitate sul mercato fino ad ora, rispetto alla media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 14 milioni di pezzi.

Berenberg conferma il buy e alza il prezzo obiettivo 

Unicredit perde terreno in linea con la negativa intonazione del mercato e del settore di riferimento, senza beneficiare in alcun modo delle positive indicazioni arrivate da Berenberg.


Gli analisti di quest'ultimo mantengono una strategia bullish sul titolo, reiterando la raccomandazione "buy", con un prezzo obiettivo ritoccato verso l'alto ds 18,5 a 19 euro.
Quest'ultima mossa riflette una revisione delle stime sull'utile per azione che sono state aumentate del 3,6% per quest'anno, del 2,7% per il 2019 e dell'1,4% con riferimento al 2020, per via dell'attesa di perdite su crediti più contenute.

Secondo il broker la valutazione obiettivo di Unicredit salirebbe a 20,5 euro nello scenario migliore, ossia se la banca riuscisse a raggiungere gli obiettivi previsti dal suo piano industriale.

Un titolo da avere in portafoglio: ecco perchè 

Gli analisti credono che Unicredit sia una delle poche banche dell'area euro da avere in portafoglio, perchè se da una parte il focus sulla gestione del rischio può portare a ricavi inferiori alle attese nel breve, dall'altra dovrebbe permettere rendimenti più sostenibili nel lungo termine.

Focus sulla riduzione dei costi 

Un altro fattore chiave della strategia di Unicredit è rappresentato dalla riduzione dei costi, con risultati positivi già raggiunti su questo fronte, visto che nel 2017 i costi sono stati pari a 11,4 miliardi di euro, poco al di sotto dell'obiettivo fissato a 11,7 miliardi.
Da segnalare che l'AD, Jean Pierre Mustier, vede una riduzione dei costi non solo in un piano triennale, ma ventennale, e Berenberg loda questo approccio perchè secondo gli analisti le banche devono concentrarsi proprio sulla riduzione dei costi e dei rischi per incentivare i rendimenti.
Il broker crede che Unicredit possa e sarà in grado di fare di più sul fronte della riduzione dei costi: l'idea è che ci sia spazio per un ulteriore taglio nella divisione commercial banking del gruppo.


Da non dimenticare inoltre che la banca vanta un capitale solido con un Common Equity Tier 1 pro-forma del 13%: da tenere presente inoltre che con una migliore generazione di capitale organico Unicredit potrà affrontare i venti contrari nei prossimi anni e raggiungere l'obiettivo di un Common Equity Tier 1 superiore al 12,5%.

Anche Barclays e Deutsche Bank puntano su Unicredit

Berenberg però non è l'unico a puntare su Unicredit visto che nei giorni scorsi i colleghi di Barclays hanno deciso di rivedere la loro strategia da "equalweight" a "overweight", con un target price ritoccato verso l'alto da 19 a 19,5 euro.


Secondo gli esperti le attuali valutazioni del titolo sono interessanti visto il multiplo di 0,7 volte gli asset tangibili, ma anche la stima di Rote del 9% e le potenzialità di distribuzione di capitale superiori alle attuali previsioni del management.
Infine, indicazioni positive arrivano anche dagli analisti di Deutsche Bank, per i quali Unicredit è il titolo preferito nel settore bancario italiano, sul quale la casa tedesca ha una view positiva alla luce delle condizioni macro favorevoli e del fatto che la situazione politica nel nostro Paese non sta influenzando il sentiment generale.   
Fonte: News Trend Online

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