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mercoledì 9 maggio 2018

Trump manda in orbita il petrolio, stamattina le Borse dell'Asia sono tranquille

L'arrivo delle sanzioni contro l'Iran, il terzo produttore di petrolio dell'Opec, sta spingendo all'insù il prezzo del greggio, il future del Brent tratta stamattina sui mercati dell'Asia a 76,7 dollari il barile, in rialzo del 2,5%. Nelle ultime ore le quotazioni hanno oscillato in modo violento, ieri sera, ad un certo punto, il Brent perdeva circa il 3%.Il forte calo delle scorte di petrolio degli Stati Uniti, anticipato stanotte da un'associazione di produttori, contribuisce al rialzo. In più, ci sono i timori sul Venezuela, la cui produzione, nelle ultime settimane, è scesa ancora, ora dovrebbe essere intorno a 1,5 milioni di barili al giorno.
Stamattina, le Borse dell'Asia sono contrastate, continua a rafforzarsi il dollaro e salgono i rendimenti delle obbligazioni.
L'indice Nikkei di Tokyo perde lo 0,6%, lo yen perde lo 0,4%. I dati diffusi stanotte, a sorpresa, hanno mostrato che in Giappone la paga oraria ha ripreso a salire, il mese scorso ha registrato il più forte guadagno anno su anno dal 1997.
La Borsa di Hong Kong è in rialzo dello 0,4%. L'indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen è in calo dello 0,1%.
In calo dello 0,2% i mercati azionari della Corea del Sud e dell'India. Si indeboliscono sia la valuta coreana (lo won) che la rupia indiana.
Stanotte il peso argentino ha chiuso a 22,5 su dollaro, dopo essere sceso fino a 23. Nel pomeriggio, il ministro delle Finanze argentino, Nicolas Dujovne, incontra i vertici del Fondo Monetario Internazionale. Secondo indiscrezioni, l'Argentina chiederà un prestito da 30 miliardi di dollari.
Ieri sera, l'uscita degli Stati Uniti dall'accordo con l'Iran, non ha avuto, tutto sommato, un impatto notevole su Wall Street, anche perché non è chiaro quando le sanzioni scatteranno. L'indice S&P500 ha chiuso in calo dello 0,1%.
L'euro stamattina è sui minimi da dicembre rispetto al dollaro, a 1,186.Salgono i rendimenti in tutto il mondo, Treasury Bill a dieci anni a 2,98%. Bond decennale australiano a 2,78%, da 2,73% di ieri.
In questo contesto, aggravato dall'innalzamento del rischio politico, soffre particolarmente il BTP, il cui rendimento è salito ieri di dieci punti base, a 1,85%. Fino a venerdì, il decennale italiano non sarà protetto dagli acquisti della BCE, per cui, se nelle prossime ore non dovessero esserci delle schiarite sul tema del prossimo governo, si potrebbe assistere ad un forte allargamento dello spread con il Bund.

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