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giovedì 24 maggio 2018

Report dei mercati



Wall Street parte male poi vira al rialzo con i verbali Fed
La Borsa di New York ha chiuso la seduta in rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,21%, l'S&P 500 lo 0,32% e il Nasdaq Composite lo 0,6%.
Wall Street, partita male a causa delle incertezze sul fronte del commercio internazionale e del calo del pretrolio, ha invertito la rotta dopo la pubblicazione delle minute della Fed.
Dai verbali dell'ultima riunione di politica monetaria della banca centrale americana emerge la volontà di alzare ulteriore i tassi nel prossimo appuntamento del 13 giugno.
Tra i titoli in evidenza Tiffany +23,35%. Il gruppo dei gioielli di alta gamma ha annunciato una trimestrale più forte del previsto. Nel primo trimestre fiscale l'utile per azione è cresciuto a 1,14 dollari da 0,74 dollari di un anno prima e contro gli 0,83 dollari del consensus. I ricavi sono aumentati del 15% a 1,0 miliardi di dollari (consensus 959 milioni) mentre le vendite a perimetro costante sono cresciute del 10% (consensus +3,5%).
General Electric -7,36%. Il Ceo della conglomerata, John Flannery, ha messo in dubbio la distribuzione del dividendo ed ha avvertito che i risultati 2018 potrebbero attestarsi nella parte bassa della guidance.
Hp Enterprise (Hpe) -10,51%. L'azienda in cui sono confluite le attività di più stretto ambito enterprise di Hewlett Packard ha comunicato risultati relativi al secondo trimestre dell'esercizio 2018 segnati da profitti netti per 778 milioni di dollari, pari a 49 centesimi per azione, contro il rosso di 612 milioni, e 37 centesimi, del pari periodo del precedente anno fiscale. Su base rettificata l'eps si è attestato a 34 centesimi, contro i 31 centesimi del consensus di FactSet.
Nei tre mesi allo scorso 30 aprile, Hpe ha registrato ricavi in crescita da 6,81 a 7,47 miliardi di dollari, contro i 7,39 miliardi stimati dagli analisti. Per il terzo trimestre la società di Palo Alto stima un eps rettificato a 35-39 centesimi, contro 1,40-1,50 dollari nell'intero esercizio. Il consensus di FactSet è invece per 36 centesimi e 1,41 dollari rispettivamente.
Target -5,74%. La catena discount ha chiuso il primo trimestre fiscale con profitti inferiori alle attese. Nei tre mesi al 5 maggio l'utile per azione adjusted si è attestato a 1,32 dollari contro gli 1,39 dollari del consensus.
Lowe's +10,43%. Il rivenditore di articoli per la casa ha fornito un outlook convincente. Per l'esercizio in corso i ricavi sono attesi in crescita del 5% contro il +3,8% del consensus. Meglio del previsto anche la stima sulle vendite a perimetro costante (+3,5% contro il +3,3% del consensus).
Sul fronte macroeconomico Markit ha reso noto che nel mese di maggio l'Indice PMI Manifatturiero (stima flash) e' salito a 56,6 punti dai 56,5 punti del mese precedente. La rilevazione di maggio evidenzia un incremento del ritmo di crescita del comparto manifatturiero, su livelli massimi da marzo 2015. In crescita il settore privato, salito a 55,7 punti dai 54,6 punti della lettura precedente, su livelli massimi da 3 mesi. L'indice Composite è salito a 55,7 punti da 54,9 di aprile.
Le vendite di nuove abitazioni sono diminuite dell'1,5% ad aprile rispetto al mese precedente, attestandosi a 662 mila unita' (consensus 680 mila), in calo rispetto alle 672 mila unità della rilevazione precedente (rivista da 694 mila unità). Le attese erano per un decremento mensile del 2%.
MERCATI ASIATICI
Asia frenata dall'auto. A Tokyo il Nikkei 225 perde l'1,11%
Dopo una positiva seduta per Wall Street (migliore dei tre principali indici Usa mercoledì il Dow Jones Industrial Average, apprezzatosi dello 0,64%), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza è stata invece maggiormente contrastata, come confermato dall'andamento dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, fermo intorno alla parità.
A tenere banco più dei verbali del meeting di maggio del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Federal Reserve che si occupa di politiche monetarie), che hanno evidenziato il probabile ritorno al rialzo dei tassi d'interesse Usa già il prossimo mese, è l'ennesima uscita di Donald Trump, che punterebbe a nuove imposte del 25% sull'import di automobili negli States. Segnale opposto, nell'ottica di un allentamento della guerra commerciale Pechino-Washington, rispetto all'annuncio del ministero delle Finanze della Cina, che aveva comunicato martedì che dal prossimo 1° luglio verrà ridotta dall'attuale 25% al 15% l'imposta sulle importazioni di automobili.
Il risultato è stato una decisa frenata per il comparto, come confermato dalla perdita di quasi l'1% del sottoindice dell'Msci che raggruppa case automobilistiche e produttori di componentistica. A Tokyo è invece stato del 2,6% il declino del Topix Transportation Equipment. Non a caso il calo dell'1,11% segnato in chiusura dal Nikkei 225 (performance poco peggiore per l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dell'1,21%) è stato trainato dal crollo dei titoli dell'automotive (peggiore dell'indice Mazda Motor, in flessione di oltre il 5%).
Tra i dati macroeconomici di giornata, da segnalare la ripresa della fiducia delle aziende manifatturiere del Giappone: il Reuters Tankan, indice che anticipa l’omonimo sondaggio trimestrale della Bank of Japan (BoJ), è infatti salito in maggio a 22 punti dai 21 punti di aprile (28 punti in marzo), nel primo incremento dopo tre flessioni consecutive. Rivista invece al ribasso da 105,0 a 104,4 punti la lettura dell’indice anticipatore del Giappone relativa a marzo (105,9 punti in febbraio).
La Bank of Korea ha lasciato i tassi d’interesse fermi all'1,50% in linea con le attese degli economisti, che prevedono un possibile rialzo, unico quest'anno, nel prossimo meeting di luglio. A Seoul è comunque intorno allo 0,20% il declino del Kospi che, come Tokyo, sente l'impatto delle vendite nell'automotive. A circa un'ora dallo stop alle contrattazioni Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono in ribasso di circa lo 0,30% e lo 0,60% rispettivamente, contro a una perdita intorno allo 0,30% anche per lo Shenzhen Composite.
Contrastata la giornata di Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in arretramento di circa lo 0,10% a fronte di un marginale apprezzamento per l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China. Si ferma sulla parità Sydney (l'S&P/ASX 200 chiude in rialzo di appena lo 0,08%).
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MERCATI EUROPEI
Borse europee poco mosse
Le principali Borse europee hanno aperto la seduta senza grandi variazioni. L'indice Stoxx Europe 600 guadagna lo 0,1%, il Cac40 di Parigi lo 0,2% e il Ftse100 di Londra lo 0,1%. Debole il Dax30 di Francoforte (-0,1%).
Tra i titoli in evidenza Thyssenkrupp +3%. Il fondo Elliott ha confermato di aver acquistato una partecipazione nel gruppo siderurgico.
Kingfisher -2%. Il gruppo del bricolage ha annunciato un calo del 4% (a perimetro costante) del giro d'affari nel trimestre al 30 aprile. Nel Regno Unito le vendite del marchio B&Q sono diminuite più del previsto (-9% contro il -8% del consensus).
Euronext +2%. Exane Bnp Paribas ha alzato il rating sul titolo dell'operatore di Borsa a outperform da neutral.
Deutsche Bank -0,1%. In risposta alle indiscrezioni del Wall Street Journal, che mercoledì aveva riportato del possibile taglio di 10.000 posti di lavoro (pari al 10% dell'organico complessivo), la banca tedesca ha comunicato di avere ultimato la revisione del business Equities Sales & Trading.
Il risultato sarà una riduzione del 25% dell'organico nella divisione. Complessivamente, ha sottolineato DB, la sua forza lavoro globale verrà ridotta da poco più di 97.000 a poco meno di 90.000 addetti, per cui sarà intorno a 7.000 il numero totale degli esuberi.
Renault -0,9%. La controllata (al 61,1%) Rostec Auto ha lanciato una offerta pubblica sul capitale non ancora detenuto della russa Avtovaz.
Sul fronte macroeconomico in Germania, l'Ufficio Federale di Statistica (Destatis) ha confermato le stime preliminari del Pil relativo al primo trimestre, indicando un rallentamento della crescita rispetto ai mesi precedenti. Il dato ha evidenziato un incremento dello 0,3% su base trimestrale, in linea al consensus e dal+0,6% della rilevazione precedente. Su base annuale la crescita si e' attestata al +1,6% confermando le stime preliminari.
La situazione incerta dovuta a fattori geopolitici continua a pesare sulla fiducia dei consumatori in Germania. Secondo i risultati preliminari del Gfk Consumer Climate Study, la fiducia dei consumatori è attesa in calo a giugno a 10,7 punti dai 10,8 punti della rilevazione precedente, risultando lievemente inferiore al consensus fissato a 10,8 punti.
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana sopra la parità e spread in calo dopo incarico a Conte. FTSE MIB +0,30%.
Il FTSE MIB segna +0,30%, il FTSE Italia All-Share +0,33%, il FTSE Italia Mid Cap +0,52%, il FTSE Italia STAR +0,84%. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ieri pomeriggio ha ricevuto al Palazzo del Quirinale il Professore Giuseppe Conte, al quale ha conferito l'incarico di formare il Governo. Il giurista ha accettato con riserva l’incarico. Lo spread BTP-Bund è in flessione a 185 bp dai 190 circa di ieri prima della notizia dell'incarico.
Mercati azionari europei in leggero rialzo: Euro Stoxx 50 +0,2%, FTSE 100 invariato, DAX 30 invariato, CAC 40 +0,3%, IBEX 35 +0,4%.
Future sugli indici azionari americani in parità: S&P 500 invariato, NASDAQ 100 +0,1%, Dow Jones Industrial -0,1%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 +0,32%, NASDAQ Composite +0,64%, Dow Jones Industrial +0,21%. Dai verbali relativi al meeting del Federal Open Market Committee (FOMC, la commissione della Federal Reserve che si occupa di politiche monetarie) dell'1-2 maggio pubblicati ieri sera emerge l'intenzione di tornare ad aumentare i tassi d'interesse nel prossimo appuntamento del 13 giugno, dopo l'incremento deciso nell'incontro di 20 e 21 marzo.
Mercato azionario giapponese negativo, il Nikkei 225 stamattina ha chiuso a -1,11%. Borse cinesi contrastate: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen poco fa ha terminato a -0,71%, l'Hang Seng di Hong Kong al momento segna +0,3% circa.
Buon avvio di seduta per Moncler (+2,4%), Buzzi Unicem (+2,5%), STMicroelectronics (+2,2%), Campari (+1,0%), Luxottica (+0,9%), titoli di gruppi legati al dollaro. Ieri sera il biglietto verde ha toccato il massimo da novembre contro euro (EUR/USD a 1,1676).
Petroliferi in recupero grazie alla rimonta del greggio dai minimi di ieri pomeriggio. I future luglio 2018 segnano per il Brent 79,50 $/barile (da 78,30 circa), per il WTI 71,60 $/barile (da 71,30 circa). Bene Saipem (+1,5%), Eni (+0,8%), Tenaris (+0,7%).
FCA (-0,1%) poco sotto la parità dopo che il Dipartimento del Commercio USA ha annunciato che l'indagine sulle importazioni di auto attualmente in corso mira a verificare che non vi siano minacce alla sicurezza nazionale dagli attuali termini commerciali. Il Wall Street Journal ipotizza un dazio del 25% per le auto importate. Al contempo si segnala però che la Cina ha comunicato che a partire da 1° luglio  ridurrà i dazi sulle auto importate dal 25% al 15% e quelli sulle componenti auto al 6% dal 25%-8%.
Trevi Finanziaria Industriale (+7,5%) in forte progresso dopo che la società ha confermato l'esistenza di trattative con "Bain Capital Credit per una possibile operazione avente ad oggetto l’indebitamento complessivo" ma ha smentito l'esclusività di detti negoziati. Ieri Reuters aveva scritto, basandosi su quattro fonti vicine alla situazione, che Trevi sta trattando in esclusiva con Bain Capital Credit per raccogliere liquidità pari a circa 900 milioni di euro e definire quindi un accordo di salvataggio del gruppo. Nel comunicato Trevi precisa che " proseguono le interlocuzioni con il ceto creditorio, anche ai fini del rilascio dell’accordo di standstill e della definizione dalla manovra finanziaria".
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TITOLI DEL GIORNO
Prysmian ha violato mercoledì i supporti presenti in area 25, minacciando di proseguire il ribasso in direzione di 24,05 circa, minimi di aprile e livello più basso da maggio 2017. Si tratta di un riferimento strategico che dovrà rimanere intatto per scongiurare una evoluzione negativa nel medio termine per target negativi a 23,30 circa, minimi del 2017 e livello non distante dal 50% di ritracciamento del rialzo avviato dai bottom del 2016. Reazioni oltre quota 26 permetterebbero invece ai corsi di riaffacciarsi in area 27, massimi allineati di maggio e marzo e resistenza tenace oltre la quale si aprirebbero spazi di ripresa duraturi.
Performance positiva e in netta controtendenza con il settore ieri per BP Sondrio (+2,34% a 3,68 euro). L'analisi del grafico evidenzia la correzione delle ultime 2/3 settimane a seguito della notevole accelerazione rialzista messa a segno nella seconda metà del mese scorso. Per dare continuità al recupero di ieri e riavvicinarsi al massimo di inizio maggio a 4,03 euro (il prezzo più alto da inizio 2016), il titolo dovrà oltrepassare gli ex supporti a 3,75. Oltre 4,03 riattivazione del movimento ascendente in essere dall'estate 2016 verso 4,45/4,50 almeno. Discese sotto 3,35/3,40 anticiperebbero invece il ritorno sui minimi allineati a 2,95/3,00 visti tra novembre e febbraio.
Fiera Milano tocca i massimi da fine 2015 a 2,84 euro per poi stabilizzarsi a 2,80 circa (close martedì a 2,635 euro). Il titolo aveva disegnato un triangolo rialzista sul grafico giornaliero a partire dal picco di fine settembre, completato a inizio maggio. Caratteristica di questo tipo di figura è quella di permettere l'individuazione di un obiettivo che è proporzionale all'ampiezza della figura stessa proiettata dal punto di rottura, in questo caso posto a 3,07 euro circa. Resistenza intermedia a 2,80 euro, toccata nelle ultime ore dai prezzi. In caso di superamento di area 3,07 il target si sposterebbe a 3,70 euro, sul 50% di ritracciamento del ribasso dai massimi di febbraio 2015. Solo discese al di sotto di area 2,50 farebbero temere un "return move" sul lato alto del triangolo, attualmente a 2,37 euro. Sotto quei livelli i recenti segnali di forza verrebbero negati con rischio di ulteriori cali in area 3,10 euro.
DATI MACRO ATTESI
Giovedì 24 Maggio 2018
07:00 GIA Indice anticipatore finale mar;
08:00 GER PIL finale trim1;
08:00 GER Indice GfK (fiducia consumatori) giu;
08:45 FRA Indice fiducia imprese mag;
10:30 GB Vendite al dettaglio apr;
13:30 EUR Verbali BCE;
14:30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione;
15:00 USA Indice FHFA (prezzi abitazioni) mar;
16:00 USA Vendite abitazioni esistenti apr.
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HEADLINES
Singapore: crescita Pil primo trimestre rivista a 4,4% annuo
Secondo quanto comunicato dal ministero di Commercio e Industria di Singapore, nel primo trimestre la crescita del prodotto interno lordo (Pil) della città-Stato asiatica è stata del 4,4% annuo, in accelerazione rispetto al 3,6% dell'ultimo periodo del 2017 (5,5% nel terzo trimestre). La lettura è stata rivista al rialzo dal 4,3% comunicato in aprile. Su base sequenziale rettificata stagionalmente l'espansione dell’economia di Singapore è stata invece dell'1,7% in rallentamento rispetto al 2,1% del quarto trimestre (11,2% nel terzo) ma anche in questo caso sopra all'1,4% della lettura preliminare.
Fomc: dai verbali indicazioni su rialzo tassi già in giugno
Dai verbali relativi al meeting del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Federal Reserve che si occupa di politiche monetarie) di 1-2 maggio pubblicati mercoledì emerge l'intenzione di tornare ad aumentare i tassi d'interesse già in giugno, dopo l'incremento deciso nell'incontro di 20 e 21 marzo. "La maggior parte dei partecipanti ha ritenuto che se le informazioni in arrivo confermassero in generale le loro prospettive economiche, sarebbe opportuno che il Fomc facesse presto un altro passo avanti nel rimuovere le politiche accomodanti", si legge infatti nelle minute. Anche se l'inflazione ha raggiunto il target del 2% della Fed, l'opinione prevalente nell'istituto centrale di Washington è che non sia destinata a rimanere a lungo su tali livelli: "Si è notato come sia prematuro concludere che l'inflazione rimarrà intorno al 2% soprattutto dopo diversi anni in cui è stata costantemente al di sotto dell'obiettivo della Fed".
Brasile: fiducia consumatori scesa a 86,9 punti in maggio
Secondo quanto comunicato mercoledì dalla Fundação Getulio Vargas (Fgv), in maggio l’indice della fiducia dei consumatori è calato ulteriormente in Brasile a 86,9 punti dagli 89,4 punti di aprile (92,0 punti in marzo), attestandosi sui minimi dagli 85,8 punti dell'ottobre scorso
Giappone: lettura indice anticipatore rivista a 104,4 punti
Secondo quanto comunicato dall’Ufficio di Gabinetto nipponico, l’indice anticipatore del Giappone è calato in marzo a 104,4 punti, dai 105,9 punti di febbraio (105,6 punti in gennaio). La lettura è stata rivista al ribasso dai 105,0 punti del dato preliminare. L’indice di coincidenza, che sintetizza lo stato attuale dell'economia, è invece cresciuto a 116,3 punti dai 116,0 punti di febbraio (114,8 punti in gennaio), ma anche in questo caso sotto ai 116,4 punti della lettura flash.
Sakurai (BoJ) vede rischi in prolungato allentamento monetario
Secondo Makoto Sakurai, membro del board della Bank of Japan (BoJ), un eccessivo allentamento monetario potrebbe destabilizzare l'economia e per questo l’istituto centrale nipponico dovrebbe contenere il suo massiccio programma di stimolo se la crescita continuasse a rafforzarsi. Sakurai ha aggiunto che la BoJ deve essere consapevole del rischio che un allentamento prolungato possa danneggiare i profitti delle istituzioni finanziarie e perturbare il sistema bancario del Sol Levante. "Se i profitti vengono erosi per un lungo periodo in un contesto di tassi d'interesse bassi, ciò potrebbe influire sull'intermediazione finanziaria", ha sottolineato parlando a una platea di manager a Maebashi. "Dobbiamo prestare la massima attenzione affinché i cambiamenti nell'ambiente esterno non interrompano l'equilibrio tra offerta e domanda", ha spiegato. "La BoJ deve esaminare il modo migliore per guidare la politica monetaria, se necessario, senz a alcuna idea predefinita, tenendo conto di questo", ha concluso
Corea del Sud: Banca centrale lascia i tassi fermi all’1,50%
La Bank of Korea ha lasciato i tassi d’interesse fermi all'1,50% dopo averli aumentati di 25 punti base, nel primo incremento dal 2011, in novembre, ultimo meeting del 2017. La decisione è in linea con le attese dei 13 economisti che componevano il consensus di Reuters. Le attese del mercato, come sottolinea Reuters, sono ora per un possibile rialzo nel prossimo meeting di luglio, in quello che dovrebbe essere l'unico incremento del 2018.
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