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martedì 22 maggio 2018

Report dei mercati



Wall Street chiude in rialzo, Dow Jones sopra 25 mila punti
La Borsa di New York ha chiuso la prima seduta della settimana grazie ai positivi sviluppi sul fronte delle relazioni commerciali tra Usa e Cina e ad alcune operazioni di M&A.Il Dow Jones ha guadagnato l'1,21%, l'S&P 500 lo 0,74% e il Nasdaq Composite lo 0,54%. L'indice delle blue chip è tornato sopra quota 25 mila punti.
Tra i titoli in evidenza Tesla +2,77%. Il Ceo del produttore di auto elettriche ha fornito nuove informazioni sulla "Model 3". Il prezzo della versione con tutti gli accessori e ad alte prestazioni sarà pari a 78 mila dollari contro i 35 mila dollari della versione "base".
IHS Markit +0,33%. Il fornitore servizi di informazione e analisi ha annunciato l'intenzione di acquistare lo specialista di software e servizi per l'industria finanziaria Ipreo da BlackStone Group e Goldman Sachs per 1,85 miliardi di dollari. L'operazione dovrebbe concludersi nella seconda parte del 2018.
General Electric +1,94%. La conglomerata ha siglato un accordo per la fusione tra la propria divisione trasporti GE Transportation e l'azienda attiva nel settore ferroviario Wabtec Corporation (+3,53%) in una operazione da 11,1 miliardi di dollari. La nuova entità sarà partecipata per il 40,2% dagli azionisti GE, per il 9,9% dalla stessa GE e per la restante parte (il 49,9%) dagli azionisti Wabtec.
MB Financial +12,90%. La banca regionale Fifth Third Bancorp ha comunicato l'acquisto della rivale nell'ambito di una operazione da circa 4,7 miliardi di dollari in contanti e in azioni. Gli azionisti MB Financial riceveranno 5,54 dollari cash e 1,45 azioni Fifth Third per ogni azione posseduta.
American Eagle Outfitters -1,43%. SunTrust ha tagliato il rating sul titolo del gruppo di abbigliamento a "hold" da "buy".
LaSalle Hotel Properties +5,39% Blackstone Group ha messo sul piatto 3,7 miliardi di dollari per l'acquisto del gruppo alberghiero. La cifra è superiore rispetto ai 3,5 miliardi di dollari proposti da Pebblebrook Hotel Trust. L'offerta Blackstone prevede 33,50 dollari per azione.
Tra i titoli a maggiore capitalizzazione da segnalare Boeing (+3,61%), Caterpillar (+2,06%) e United Technologies (+2,28%).
Sul fronte macroeconomico l’Indice Chicago Fed National Activity nel mese di aprile si e' attestato a 0,34 punti, da 0,32 punti registrati nel mese di marzo(rivisto da 0,10). Le attese erano fissate su un indice di 0,14 punti.
MERCATI ASIATICI
Asia in negativo. A Tokyo Nikkei 225 in declino dello 0,18%
Dopo l'avvio d'ottava in deciso progresso per Wall Street (migliore dei tre principali indici Usa lunedì il Dow Jones Industrial Average, apprezzatosi dell'1,21%), alla riapertura degli scambi in Asia l'andamento è invece stato complessivamente negativo, come confermato dal declino seppure marginale dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, mentre le piazze di Hong Kong e Seoul restano ferme per la celebrazione della nascita di Buddha (festività legata al calendario lunare che cambia data ogni anno: nel 2017 era caduta il 3 maggio).
Sul fronte valutario, il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è sostanzialmente invariato e il parallelo rafforzamento dello yen sul biglietto verde contribuisce al rallentamento di Tokyo: in chiusura, infatti, il Nikkei 225 ha segnato un ribasso dello 0,18% (performance simile per l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,23%). Nel corso del suo intervento semestrale davanti al Parlamento nipponico, Haruhiko Kuroda, governatore della Bank of Japan (BoJ), ha dichiarato che l'istituto centrale del Sol Levante comunicherà ai mercati come prevede di uscire dalle sue aggressive politiche di allentamento monetario quando le condizioni per il raggiungimento dei target sui prezzi si saranno rafforzate. Secondo Kuroda, infatti, un dibattito sulla fine del massiccio piano di stimolo è prematuro.
Nonostante continuino a rafforzarsi i segnali di distensione tra Pechino e Washington (a partire dal possibile parziale dietrofront sull'interdizione a operare in Usa per un periodo di sette anni incassata lo scorso mese da Zte), la giornata è negativa anche per le piazze cinesi. A circa un'ora dallo stop alle contrattazioni Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono infatti in ribasso di circa lo 0,50% e lo 0,80% rispettivamente, mentre lo Shenzhen Composite si muove intorno alla parità. Prosegue il rafforzamento del prezzo del greggio.
A Sydney a fronte delle perdite di minerari e finanziari solo i petroliferi guadagnano terreno ed è di un netto 0,70% la contrazione dell'S&P/ASX 200 al termine degli scambi.
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MERCATI EUROPEI
Borse europee sopra la parità
Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in leggero rialzo. L'indice Stoxx Europe 600 guadagna lo 0,05%, il Dax30 di Francoforte (ieri chiuso per festività) lo 0,4%, il Cac40 di Parigi lo 0,1% e il Ftse100 di Londra lo 0,03%.
Giornata caratterizzata da pochi dati macroeconomici e dall'attesa del conferimento del mandato da parte del Capo dello Stato italiano a Giuseppe Conte, il premier proposto dalla coalizione Movimento 5 Stelle e Lega.
Sugli scudi il comparto auto (Stoxx Europe 600 Automobiles & Parts +0,8%) mentre soffre il settore legato alle risorse di base (Stoxx Europe 600 Basic Resources -0,88%).
Tra i titoli in evidenza Halfords Group -12%. Il rivenditore di prodotti per la manutenzione e riparazione di auto e biciclette ha chiuso l'esercizio al 30 marzo con un utile ante imposte in calo del 6% ed ha nominato Keith Williams nuovo presidente non esecutivo al posto di Dennis Millard.
Glencore -0,4%. Secondo quanto riportano fonti citate da Bloomberg, il gruppo minerario sarebbe vicina a chiudere l'accordo per l'acquisizione degli asset di Chevron in Sudafrica.
Air Liquide +0,1%. Il Ceo del produttore di gas industriali, Benoît Potier, ritiene più probabili acquisizioni locali che fusioni tra grossi gruppi mondiali per ragioni di concorrenza.
Sul mercato valutario l'Euro è scambiato a 1,18 dollari.
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana vira al rialzo dopo tensioni spread in avvio. FTSE MIB +0,71%.
Il FTSE MIB segna +0,71%, il FTSE Italia All-Share +0,66%, il FTSE Italia Mid Cap +0,33%, il FTSE Italia STAR +0,10%.
Mercati azionari europei in verde: Euro Stoxx 50 +0,2%, FTSE 100 +0,1%, DAX 30 +0,1%, CAC 40 invariato, IBEX 35 +0,5%.
Future sugli indici azionari americani sopra la parità: S&P 500 +0,1%, NASDAQ 100 +0,1%, Dow Jones Industrial +0,2%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 +0,74%, NASDAQ Composite +0,54%, Dow Jones Industrial +1,21%.
Mercato azionario giapponese in leggero ribasso, il Nikkei 225 stamattina ha chiuso a -0,18%. Borse cinesi deboli: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen poco fa ha terminato a -0,38% mentre Hong Kong oggi è rimasta chiusa per festività.
Tensioni sullo spread in avvio di seduta, poi il recupero. Il rendimento del BTP decennale tocca il 2,51% e lo spread sul Bund si spinge fin sui 196 bp (massimi dalla scorsa primavera) per poi ripiegare sui 178. Situazione politica in stallo dopo la candidatura di Giuseppe Conte a premier proposta ieri pomeriggio da Lega e M5S al presidente Mattarella: quest'ultimo sembra intenzionato a prendersi una pausa di riflessione.
Ieri l'agenzia di rating Fitch in una nota odierna ha scritto che il contratto di governo tra Lega e M5S incrementa i rischi per il profilo di credito sovrano del Paese, soprattutto a causa dello scarso rigore delle politiche fiscali e dei potenziali danni alla fiducia. La misura in cui questi rischi andranno a impattare sulle metriche di credito è incerto e dipenderà dalla capacità del governo di mettere in atto il programma e da come risolverà i trade-off presenti nello stesso.
Acquisti sul risparmio gestito con Azimut Holding (+3,2%), Banca Generali (+1,5%), Banca Mediolanum (+1,1%), FinecoBank (+1,8%). In rialzo anche Leonardo (+1,7%).
Bancari in recupero dopo un avvio in rosso: l'indice FTSE Italia Banche segna +0,5%. In controtendenza Banco BPM (-2,1%).
FCA (+2% a 19,40 euro) guadagna ulteriore terreno dopo il +2,61% di ieri. Oggi HSBC ha riavviato la copertura sul titolo con raccomandazione buy e target a 23 euro. Il rialzo di ieri era stato favorito dalle indiscrezioni riguardanti il piano industriale 2018-2022 che sarà ufficialmente presentato il 1° giugno nel corso del Capital Markets Day. Si ipotizza lo spostamento in Italia della produzione di auto di fascia alta (SUV Jeep e Maserati), mentre la produzione della Panda dovrebbe spostarsi in Polonia. Possibile l'uscita di scena della Punto: sotto il marchio Fiat resterebbero quindi solo la 500 e la Panda.
Bene i petroliferi in scia al greggio che recupera dai minimi di ieri a inizio pomeriggio (il WTI tocca i massimi da novembre 2014). I future luglio 2018 segnano per il Brent 79,75 $/barile, per il WTI 72,70 $/barile. In evidenza, come ieri, Saipem (+1,4%) seguita da Tenaris (+0,9%) ed Eni (+0,7%).
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TITOLI DEL GIORNO
FCA in netto rialzo lunedì (+2,61%) grazie a indiscrezioni riguardanti il piano industriale 2018-2022 che sarà ufficialmente presentato il 1° giugno nel corso del Capital Markets Day. Il grafico di FCA evidenzia una situazione di sostanziale stabilità: il titolo ha cancellato il forte ribasso subito venerdì e si è riportato sopra quota 19. La presenza del gap rialzista lasciato aperto il 5 aprile a 17,67 rappresenta però un elemento capace di frenare il ritorno sui massimi di aprile a 19,90 euro e favorire la ricopertura del gap. Tale circostanza rafforzerebbe però le basi di futuri rialzi verso area 21 riducendo i rischi di improvvisi cambi di umore da parte del mercato. Segnali di debolezza più significativi invece sotto area 17 per 16,20 e 15,50 circa, rispettivamente minimi di aprile e di marzo.
In verde Ansaldo STS in avvio di ottava. Le quotazioni si sono spinte fino a 12,50 euro dopo aver terminato la seduta di venerdì a 12,20 euro. A 12,32 euro il titolo si è lasciato alle spalle il lato alto del canale ribassista che parte dal top di fine marzo, oltre che la media mobile a 100 giorni. Tale canale (due linee parallele che contengono l'andamento dei prezzi) ha le caratteristiche di un "flag", figura di continuazione del precedente trend rialzista, quindi il superamento del suo lato alto dovrebbe coincidere con la ripresa dell'uptrend. Conferme in questo senso verrebbero alla rottura di 12,70. In quel caso possibile non solo il test dei massimi storici di marzo a 12,94 euro ma anche il proseguimento dell'ascesa verso 13,30 e 13,90 euro. Solo discese al di sotto di area 12 euro potrebbero mettere in discussione lo scenario rialzista facendo temere movimenti in area 11,45/50 almeno.
Fincantieri in forte progresso ieri (+3,64% a 1,3380 euro) nonostante lo stacco del dividendo da 0,01 euro. L'analisi del grafico di Fincantieri evidenzia la correzione delle ultime due settimane dopo il corposo rimbalzo messo a segno dal minimo di inizio aprile a 1,1010 euro. Il quadro grafico di breve termine resta saldamente impostato al rialzo ma solo una vittoria oltre gli ostacoli statici e dinamici posizionati tra 1,41 e 1,43 euro determinerebbe la riattivazione del rally verso 1,49 circa in prima battuta e quindi in direzione del record storico a 1,55 toccato a fine gennaio. Discese sotto 1,25/1,26 creerebbero invece i presupposti per un'inversione di tendenza, con elevate probabilità di assistere al ritorno sugli 1,1010.
DATI MACRO ATTESI
Martedì 22 Maggio 2018
CINA Hong Kong mercato azionario chiuso per festività;
07:00 GIA Inflazione BoJ;
10:00 SPA Bilancia commerciale;
12:00 GB Indice CBI (ordini industriali) mag;
16:00 USA Indice Richmond Fed (manifatturiero) mag.
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HEADLINES
Giappone: a maggio inflazione core BoJ scesa allo 0,5% annuo
Ulteriore declino per l'inflazione core del Giappone stilata dalla Bank of Japan (BoJ), scesa in maggio allo 0,5% annuo dallo 0,7% di aprile (0,8% in febbraio e marzo). Il dato è anche peggiore rispetto allo 0,7% atteso dagli economisti. Settimana scorsa il ministero nipponico di Affari Interni e Comunicazione aveva comunicato che l'inflazione core del Sol Levante (al netto degli alimenti freschi e benchmark su cui la BoJ ha il target del 2%) era scesa ulteriormente in aprile allo 0,7% annuo nel secondo declino consecutivo dopo quello di marzo, che era stato il primo da quando il Giappone era uscito dalla deflazione a inizio 2017.
Giappone: in aprile vendite supermarket calate dell'1,2%
Secondo i dati preliminari diffusi dalla nipponica Chain Stores Association, in aprile le vendite nei supermarket del Giappone sono calate dell'1,2% annuo contro il progresso dello 0,8% di marzo. Su base rettificata la lettura è invece per una contrazione dello 0,3% annuo, contro il declino dello 0,1% di marzo. Su base sequenziale le vendite nei supermarket sono cresciute dello 0,1% dopo il balzo del 10,0% di marzo.
Per Bostic (Fomc) inflazione Usa sopra al 2% per un po'
Secondo Raphael Bostic, president della Federal Reserve (Fed) di Atlanta, anche con l'attuale politica dell'istituto centrale di Washington di graduale stretta sui tassi d'interesse l'inflazione Usa è destinata verosimilmente a muoversi "sopra al 2% per un certo periodo di tempo". "Mentre i prezzi sono già efficacemente sui target, non mi sorprenderei di vedere un modesto superamento del nostro obiettivo a più lungo termine", ha sottolineato parlando lunedì presso l'Atlanta Economics Club. "In realtà, la mia previsione è che, anche con un'ulteriore graduale rimozione degli accomodamenti di politica monetaria, l'inflazione rischia di andare per un po' oltre il 2%", ha aggiunto. Bostic, quest'anno membro votante del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie), ha dichiarato di privilegiare in questa fase altri due rialzi dei tassi nel 2018 (in linea con l'ou tlook della stessa Fed in occasione del primo aumento deciso in marzo), dopo che in precedenza questo mese si era detto aperto anche a salire a quattro interventi complessivi.
Kashkari (Fed) preoccupato da rialzo tassi troppo aggressivo
Neel Kashkari, president della Federal Reserve (Fed) di Minneapolis da inizio 2016, si è detto preoccupato per l'ipotesi che l'istituto centrale di Washington possa farsi più aggressivo nel rialzo dei tassi d'interesse, spingendo l'economia Usa in recessione. "Non esageriamo", è stato il suo commento lunedì nel corso di un incontro a Escanaba, in Michigan, in cui ha anche indicato come permanga debolezza nel mercato del lavoro, ricordando che il tasso di disoccupazione registra solo quanti stanno attivamente cercando un lavoro e quindi il 3,9% di aprile (prima volta da inizio millennio che il tasso di disoccupazione scende sotto al 4,0% in Usa) potrebbe non "catturare la vera debolezza del mercato". I salari, ha aggiunto inoltre, crescono in media del 2,7% annuo contro il 3,5% di prima dello scoppio della crisi finanziaria. "Se vedessimo gli stipendi salire potremmo reagire allora", ha dichiarato Kashkari, che nel 2018 non & egrave; membro votante del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie). In conclusione, Kashkari ha spiegato di appoggiare rialzi dei tassi Usa solo fino al raggiungimento di una politica neutrale e sconsigliato dal "muoversi con eccessiva fretta".
Harker (Fed) vede altri due o tre aumenti dei tassi nel 2018
Secondo Patrick Harker, president della Federal Reserve Bank (Fed) di Philadelphia, la crescita dell'inflazione Usa significa che l'istituto centrale di Washington dovrebbe aumentare i tassi d'interesse altre due o tre volte quest'anno e il prossimo rialzo potrebbe arrivare già nel meeting di 12 e 13 giugno del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie). Harker, che quest'anno non è membro votante del Fomc, in aprile aveva aperto la porta a tre rialzi complessivi nel corso del 2018, a partire da quello deciso in marzo, già con un cambio di passo visto che in febbraio indicava in due gli aumenti da lui ritenuti congrui. "È possibile che assisteremo a un'accelerazione dell'inflazione e quindi potrei appoggiare un terzo", ha spiegato.
Kuroda (BoJ) ritiene prematuro dibattito su fine allentamento
Nel corso del suo intervento semestrale davanti al Parlamento nipponico, Haruhiko Kuroda, governatore della Bank of Japan (BoJ), ha dichiarato che l'istituto centrale del Sol Levante comunicherà ai mercati come prevede di uscire dalle sue aggressive politiche di allentamento monetario quando le condizioni per il raggiungimento dei target sui prezzi si saranno rafforzate. Secondo Kuroda, infatti, un dibattito sulla fine del massiccio piano di stimolo è prematuro. "Per ora non pensiamo che le condizioni permettano di prendere in considerazione tempi specifici per un'uscita", ha precisato, aggiungendo che la BoJ non cambierà le sue politiche prima che l'inflazione raggiunga il 2% (target su cui per altro l'istituto ha rinunciato lo scorso mese a una scadenza). Kuroda si è anche detto consapevole della necessità di tenere conto degli effetti collaterali del suo massiccio stimolo, mentre la BoJ "mantiene pazientemente" l'a llentamento monetario.
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