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mercoledì 16 maggio 2018

Report dei mercati



Wall Street chiude in calo, rendimento treasury sopra al 3%
La Borsa di New York ha chiuso la seduta in ribasso a causa dell'incremento dell'incremento dei rendimenti obbligazionari e delle incertezze sul fronte del commercio internazionale. Il Dow Jones ha perso lo 0,78%, l'S&P 500 lo 0,68% e il Nasdaq Composite lo 0,81%. Il rendimento dei titoli di Stato Usa a 10 anni è tornato sopra la soglia del 3%.
Tra i titoli in evidenza Agilent Technologies -9,68%.
Il fornitore di strumenti, software e servizi di diagnostica (nato nel 1999 dallo spin-off di una divisione di Hewlett-Packard) ha comunicato risultati relativi al suo secondo trimestre complessivamente positivi ma ha deluso sull'outlook. Nei tre mesi Agilent ha registrato profitti netti in progresso da 164 milioni di dollari, pari a 50 centesimi per azione, a 205 milioni, e 63 centesimi.
Su base rettificata l'eps si è attestato a 65 centesimi, a fronte di ricavi in crescita del 9% a 1,21 miliardi di dollari. Il consensus di FactSet era invece di 64 centesimi e 1,21 miliardi rispettivamente. Per l'attuale trimestre Agilent stima 61-63 centesimi di utile per azione e 1,19-1,21 miliardi di ricavi, contro 65 centesimi e 1,21 miliardi del consensus. La guidance per l'intero esercizio è invece di 2,63-2,67 dollari e 4,85-4,87 miliardi contro 2,70 dollari e 4,92 miliardi stimati dagli analisti.
Home Depot -1,6%. Il rivenditore di articoli per la casa ha chiuso il primo trimestre con ricavi netti in crescita del 4,4% a 24,95 miliardi di dollari. Il dato è inferiore alle attese (consensus 25,15 miliardi). Peggio del previsto anche le vendite a perimetro costante (+4,2% contro il +5,6% del consensus).
Sul fronte macroeconomico le vendite al dettaglio hanno evidenziato nel mese di aprile un incremento dello 0,3% m/m, dopo un incremento dello 0,8% a marzo, risultando inferiore alle attese fissate su un incremento dello 0,4%. L'indice escluso il comparto auto è cresciuto dello 0,3% pari alla rilevazione precedente. Le attese erano per un indice pari al +0,4%.
La Federal reserve di New York ha comunicato che l'indice Empire State Manufactoring (che misura l'andamento dell'attività manifatturiera di New York) si attesta nel mese di maggio a 20,1 punti da 15,8 punti di aprile risultando superiore alle attese degli analisti fissate su un indice pari a +15,1 punti.
L'Indice del Mercato Immobiliare NAHB (National Association of Home Builders) è stabile nel mese di maggio a 70 punti, risultando pari al consensus e superiore alla rilevazione precedente di 68 punti.
Le Scorte delle imprese sono rimaste invariate nel mese di marzo, risultando inferiori alle attese degli analisti (fissate su un indice dello 0,2%) e inferiore al +0,6% della lettura precedente.
MERCATI ASIATICI
Asia in negativo. A Tokyo Nikkei 225 in declino dello 0,44%
Dopo la frenata di Wall Street (peggiore dei tre principali indici Usa martedì il Nasdaq, deprezzatosi dello 0,81%), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza è stata maggiormente contrastata, anche se complessivamente negativa, come confermato dalla perdita intorno allo 0,20% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso. Al declino della fiducia da parte degli investitori ha contribuito il riaccendersi delle tensioni tra Washington e Pyongyang. La Corea del Nord ha infatti minacciato di annullare il previsto incontro di giugno a Singapore tra il leader Kim Jong-un e Donald Trump, dopo l'avvio delle periodiche esercitazioni militari congiunte di Usa e Corea del Sud. Per Pyongyang ulteriore motivo per la possibile cancellazione del meeting l'insistenza di Washington nell'imporre lo smantellamento del programma nucleare sudcoreano. Protagonista di giornata è però in realtà il Giappone, che nel primo trimestre 2018 ha registrato un declino del Pil dello 0,6% annuo (prima flessione dal quarto trimestre 2015). Di positivo, invece, il fatto che la crescita della produzione industriale del Sol Levante sia stata rivista al rialzo dal 2,2% al 2,4% annuo per il mese di marzo. A Tokyo il Nikkei 225 ha in ogni caso chiuso in flessione dello 0,44% (ha fatto meglio l'indice più ampio Topix, deprezzatosi comunque dello 0,27%).
Dati macroeconomici in arrivo anche da Pechino: i prezzi delle case nelle maggiori città della Cina hanno registrato un progresso del 4,7% annuo nei dodici mesi allo scorso 30 aprile per il trentunesimo rialzo consecutivo, ma in ulteriore rallentamento rispetto al 4,9% precedente (5,2% in febbraio). A circa un'ora dallo stop alle contrattazioni Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono in declino di circa lo 0,40% entrambi, contro la perdita limitata allo 0,10% dello Shenzhen Composite. Performance simile per Hong Kong: l'Hang Seng, che con una flessione dell'1,23% era stato il peggiore tra i principali indici dell'Asia-Pacific martedì, è in ribasso di circa lo 0,10% (e l'andamento è poco peggiore per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China). A Seoul il Kospi si muove invece poco sopra la parità mentre è stato dello 0,15% il ria lzo dell'S&P/ASX 200 di Sydney in chiusura.
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MERCATI EUROPEI
Borse europee poco mosse
Le principali Borse europee hanno aperto la seduta senza grandi variazioni in attesa della pubblicazione dell'inflazione nella zona euro in un mercato condizionato dalle tensioni geopolitiche e sul fronte obbligazionario. Il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,1%, il Ftse100 di Londra lo 0,1%. Sulla parità l'indice Stoxx Europe 600 mentre il Cac40 di Parigi cede lo 0,1%.
Tra i titoli in evidenza Burberry +1%. Il gruppo del lusso ha annunciato un utile superiore alle attese. Nell'esercizio fiscale 2017-2018 il risultato operativo adjusted è cresciuto del 2% a 467 milioni di sterline. Gli analisti avevano previsto un Ebit a 453 milioni.
Micro Focus International +9%. Il gruppo dei software prevede di chiudere il primo semestre con risultati superiori alla guidance.
Alstom +6%. Il gruppo industriale francese ha comunicato che nell'esercizio 2017/18 (chiuso lo scorso 31 marzo) i profitti netti sono cresciuti di oltre il 60% a 475 milioni di euro. Performance che si accompagna al rialzo del 9% per le vendite a 7,95 miliardi di euro. Alstom ha annunciato lo stacco di una cedola di 35 centesimi per azione (contro i 25 centesimi di un anno prima).
Elior Group -15%. La società francese attiva nel settore del catering e della ristorazione collettiva ha lanciato un profit warning.
Sul fronte macroeconomico in Germania l'Ufficio Federale di Statistica (Destatis) ha reso noto il dato definitivo relativo all'inflazione di aprile. L'indice dei prezzi al consumo è rimasto invariato su base mensile ed è aumentato dell'1,6% su base annuale, in linea con le attese e con il dato preliminare. L'indice armonizzato è cresciuto dello 0,1% su base mensile ed è cresciuto dell'1,4% su base annua.
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana debole su tensioni politiche, spread. FTSE MIB -0,49%.
Il FTSE MIB segna -0,49%, il FTSE Italia All-Share -0,46%, il FTSE Italia Mid Cap -0,17%, il FTSE Italia STAR -0,07%.
Mercati azionari europei poco mossi: Euro Stoxx 50 +0,1%, FTSE 100 +0,2%, DAX +0,2%, CAC 40 +0,2%, IBEX 35 -0,3%.
Future sugli indici azionari americani sopra la parità: S&P 500 +0,2%, NASDAQ 100 +0,2%, Dow Jones Industrial +0,1%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 -0,68%, NASDAQ Composite -0,81%, Dow Jones Industrial -0,78%.
Mercato azionario giapponese negativo, il Nikkei 225 stamattina ha chiuso a -0,44%. Borse cinesi in lieve ribasso: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen poco fa ha terminato a -0,80%, l'indice Hang Seng di Hong Kong al momento è in parità.
Avvio di seduta difficile per i bancari italiani, penalizzati dalle tensioni scatenate dalle ultime indiscrezioni riguardanti il nuovo governo e la bozza di "contratto" Lega-M5S con i riferimenti a uscita dall'euro e cancellazione di parte del debito pubblico (ma è subito stata definita "superata"). L'indice FTSE Italia Banche segna -0,8%, l'EURO STOXX Banks -0,6%. sotto pressione UBI Banca (-1,1%), Banco BPM (-1,2%), UniCredit (-0,9%), Intesa Sanpaolo (-0,7%).
In rosso anche le utility, sfavorite dal rialzo dello spread BTP-Bund verso area 140 bp (ora 136). A2A (-1,1%), Enel (-1,1%), Snam (-0,9%).
Mediaset (-0,6%) scivola in rosso dopo un buon avvio in scia a un primo trimestre 2018 archiviato con risultati leggermente migliori delle attese. I ricavi scendono a 860,6 milioni di euro rispetto agli 889,3 milioni del primo trimestre 2017 (consensus Bloomberg 859,3 milioni), l'EBIT a 53,9 milioni rispetto a 76,2 milioni (54,3) e l'utile netto a 3,5 milioni da 15,8 (attesa una perdita da 1,6 milioni di euro). Nei primi quattro mesi del 2018 la raccolta pubblicitaria del gruppo in Italia è stabile rispetto al 2017, mentre le previsioni attuali per il mese di maggio "proiettano la raccolta pubblicitaria dei primi cinque mesi dell'anno in leggera crescita rispetto al pari periodo 2017".
In conference call il management ha ribadito l'atteggiamento opportunistico nei confronti dei diritti tv della Serie A (il piano al 2020 prevede infatti una pay tv senza calcio) e stimato in 10-15 milioni di euro l'EBIT incrementale derivante dal recente accordo sui contenuti con Telecom Italia. Per quanto riguarda l'impatto sulla raccolta pubblicitaria dai Mondiali di calcio in Russia, al momento non è quantificabile. Infine, le prospettive della raccolta in Italia per i prossimi mesi sono molto incerte a causa del rischio di nuove elezioni in estate o autunno.
Saipem (+8% a 3,77 euro) balza in avanti grazie a Morgan Stanley, tocca i massimi da inizio febbraio. Gli analisti della prestigiosa investment bank americana hanno confermato la raccomandazione overweight e incrementato il target da 5,40 a 5,80 euro.
Vittoria Assicurazioni (+19,6% a 13,94 euro) balza a ridosso del prezzo dell'OPAS (14 euro in contanti o 1,4 azioni ordinarie Vittoria Capital) lanciata dal principale azionista Vittoria Capital sul totale delle azioni non in suo possesso (pari al 40,76% del capitale). L'operazione è finalizzata al delisting.
Astaldi (+5,1%) in deciso progresso dopo l'approvazione dei dati del primo trimestre 2018 ma soprattutto del Piano Strategico 2018-2022, dell'aumento di capitale da 300 milioni di euro, con coinvolgimento del gruppo giapponese IHI Corporation  (siglato a tal proposito un accordo strategico di carattere industriale, Global Partnership Agreement). IHI avrà il diritto di acquisire una partecipazione di minoranza in Astaldi pari a circa il 18% del capitale sociale ed a circa il 13% dei diritti di voto complessivi, mentre FINAST, direttamente e tramite Finetupar, continuerà a detenere il controllo di diritto mantenendo circa il 50,2% degli stessi diritti di voto. L'aumento di capitale è previsto entro il 3° trimestre 2018.
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TITOLI DEL GIORNO
Mediaset archivia il primo trimestre del 2018 con risultati leggermente migliori delle attese. L'analisi del grafico di Mediaset evidenzia i movimenti laterali delle ultime settimane al di sotto delle resistenze posizionate tra 3,40 e 3,50 euro. L'eventuale superamento di questi riferimenti creerebbe le condizioni per un allungo verso 3,80/3,90 almeno e, nel medio/lungo periodo, sul massimo di fine 2016 a 4,80 circa. Discese sotto area 3,15 preannuncerebbero invece un approfondimento sui minimi allineati a 2,80/2,90 visti a partire da ottobre scorso.
STMicroelectronics in verde ieri ma ben al di sotto dei massimi di seduta nel giorno del Capital Markets Day a Londra. Il titolo ha toccato un massimo intraday a 20,98 euro, bene al di sopra della chiusura di lunedì a 20,38 euro, tornando però poi su quei valori, in parità. La candela giornaliera disegnata in corrispondenza della seduta del 15 maggio rischia quindi di dimostrarsi uno "shooting star", elemento che compare in prossimità di forti resistenze e che quindi può anche tramutarsi, nel caso le resistenze non vengano superate, in un massimo di periodo. Effettivamente a 20,70 si colloca il top del 19 gennaio, un ostacolo che per il momento ha quindi contenuto le spinte dei rialzisti. La eventuale violazione di area 20 euro, dove si colloca la base del canale crescente disegnato dal minimo del 24 aprile, potrebbe introdurre ad un ripiegamento con primo supporto a 18,85 ma con rischio elevato di proseguiment o della discesa almeno fino a 18,19 euro, base del gap rialzista del 2 maggio. La tenuta dei 20 euro e una nuova rottura di 20,70 farebbero invece piazza pulita delle incertezze lasciando spazio al test dei massimi dello scorso novembre a 21,59 euro. Al di sopra di quei livelli sarebbe possibile dichiarare ripreso il bel rialzo in atto dai minimi di inizio 2016 (le oscillazioni dal top di novembre si dimostrerebbero infatti un "flag", figura di continuazione della tendenza crescente) con obiettivi in area 25,50 euro.
In forte calo ieri Biesse che scivola sui minimi da metà febbraio all'indomani della pubblicazione dei dati del primo trimestre del 2018. Quadro grafico in progressivo deterioramento per il titolo che ha esteso la correzione in atto dai record di marzo fin sotto area 43,20, minimi allineati di inizio marzo e di maggio. Atteso ora il test di area 41, minimi di gennaio e febbraio, ed eventualmente di area 39,90. La tenuta di questi supporti sarà determinante per salvaguardare la struttura fortemente rialzista di medio termine, sebbene solo il ritorno sopra 47,70 permetterebbe di rilanciare le attese di crescita.
DATI MACRO ATTESI
Mercoledì 16 Maggio 2018
01:50 GIA PIL preliminare trim1;
06:30 GIA Produzione industriale finale mar;
08:00 GER Inflazione finale apr;
10:00 ITA Ordini all'industria mar;
10:00 ITA Fatturato industriale mar;
11:00 ITA Inflazione finale apr;
11:00 EUR Inflazione finale apr;
14:30 USA Licenze edilizie apr;
14:30 USA Nuovi cantieri residenziali apr;
15:15 USA Produzione industriale apr;
16:30 USA Scorte settimanali petrolio (EIA).
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HEADLINES
Giappone: primo declino del Pil dal quarto trimestre 2015
Secondo quanto comunicato dall'Ufficio di Gabinetto nipponico, il Pil del Giappone è calato dello 0,6% annuo nel primo trimestre, contro il progresso dello 0,6% dell'ultimo periodo del 2017 (rivisto al ribasso dall'1,6% comunicato in precedenza) e quello del 2,2% del terzo trimestre dello scorso anno. La lettura è peggiore rispetto alla flessione dello 0,1% del consensus di Nikkei Quick e segna il primo declino dal quarto trimestre 2015. Su base sequenziale l'economia nipponica ha registrato una contrazione dello 0,2% contro il precedente progresso dello 0,1% (rivisto al ribasso dallo 0,4%), lo 0,6% di secondo e terzo trimestre e la lettura piatta attesa dagli economisti.
Giappone: capacità utilizzo cresciuta dello 0,6% annuo a marzo
Secondo quanto reso noto dal ministero nipponico di Economia, Commercio e industria, in marzo la capacità di utilizzo degli impianti in Giappone è cresciuta dello 0,5% su base mensile rettificata stagionalmente, dopo il progresso dell'1,3% di febbraio (e il declino del 3,8% di gennaio) e contro l'incremento dello 0,6% annuale.
Giappone: lettura invariata per i consumi privati nel trimestre
In Giappone, i consumi privati (che pesano per il 60% sul Pil), secondo i dati diffusi dall’Ufficio di Gabinetto nipponico, hanno segnato una lettura invariata su base sequenziale nel primo trimestre, in linea con le attese degli economisti e contro il progresso dello 0,2% segnato nel quarto trimestre 2017 (rivisto al ribasso dallo 0,5%) e dopo il declino dello 0,6% del terzo.
Cina: prezzi delle case cresciuti del 4,7% annuo in aprile
Trentunesimo mese consecutivo di progresso per i prezzi delle case nelle maggiori città della Cina, dopo una striscia negativa che era durata 14 mesi. Secondo quanto comunicato dall'Ufficio nazionale di statistica di Pechino, infatti, nei 12 mesi al 30 aprile l'incremento dei prezzi è stato del 4,7% annuo, in ulteriore rallentamento rispetto al 4,9% precedente (5,2% in febbraio). Secondo i calcoli di Reuters, su base mensile il progresso è invece stato dello 0,5% in aprile, contro lo 0,4% di marzo (0,2% di febbraio). Tra le 70 città monitorate 58 hanno registrato incrementi mensili contro le 55 di marzo (44 in febbraio).
Per Kaplan (Fed) da inflazione nessun rischio surriscaldamento
Secondo Robert Kaplan, president della Federal Reserve Bank (Fed) di Dallas, l'inflazione Usa si sta muovendo verso il 2% di target dell'istituto centrale di Washington ma non sta accelerando a tal punto da indicare un surriscaldamento dell'economia a stelle e strisce. Kaplan, che nel 2018 non è membro votante del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie), stima una crescita del Pil Usa del 2,50-2,75% quest'anno, ma ha ammonito che la spinta derivante dai tagli fiscali esaurirà la sua forza nel 2019 e per questo prevede che l'espansione economica rallenti all'1,75-2,00% per il 2020. Parlando all'evento "Energy, Trade, and Energy Growth", organizzato a New York dal Council for Foreign Relations, Kaplan ha inoltre dichiarato martedì di non essere preoccupato dalla crescita del rendimento dei Treasury decennali (sopra al 3% e sui massimi dal 2011), sottolineando però che monitorerà accuratamente la forma della curva perché per primo non vuole "in futuro creare consapevolmente una curva dei rendimenti invertita" (quando i tassi di breve termine hanno un rendimento più elevato rispetto ai loro pari più datati).
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