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giovedì 10 maggio 2018

Piazza Affari scende: i titoli più esposti al rischio politico


In una giornata in cui le altre Borse europee riescono a muoversi tutte in positivo, risalta ancora di più la discesa in controtendenza di Piazza Affari che non riesce in alcun modo a sintonizzarsi con gli altri mercati del Vecchio Continente. L'indice Ftse Mib prosegue in calo e, pur avendo recuperato qualcosa dai minimi, si mantiene in territorio negativo, con una flessione dell'1,1% a ridosso dei 24.000 punti.

Tensioni anche sul fronte obbligazionario visto che lo spread BTP-Bund dopo il rally di due giorni fa, ha ripreso con decisione la via del rialzo, spingendosi in direzione dei 138 punti base, con un incremento di circa il 4,5%.
A pesare sull'andamento del mercato italiano, tanto azionario quanto obbligazionario, sono gli ultimi sviluppi sul fronte politico.

Dopo il fallimento delle consultazioni portate avanti dal Capo dello Stato, ieri è arrivata una svolta che ha aperto all'ipotesi di un Governo guidato dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle. 
Il leader di Forza Italia, Berlusconi, ha dato il via libera ad una trattativa tra Lega e Movimento 5 Stelle, i cui rispettivi leader in una nota congiunta diffusa questa mattina hanno dichiarato: "Sono stati fatti significativi passi in avanti nell'ottica di una costruttiva collaborazione tra le parti con l'obiettivo di definire tutto in tempi brevi per dare presto una risposta e un Governo politico al Paese".


L'idea di un Governo populista sembra essere sempre più vicina, ma il mercato sroce un po' il naso. complici i timori legati ai programmi di Lega e Movimento 5 Stelle che potrebbero favorire un'ulteriore crescita del deficit pubblico. 
L'incertezza politica legata alla trattativa tra Lega e M5S sta penalizzando in particolare alcuni titoli legati a società nel cui capitale è presente il Ministero dell'Economia e delle Finanze.

E' il caso ad esempio di Leonardo che dopo una mattina positiva ha invertito la rotta e ora lascia sul parterre oltre tre punti percentuali, ma segnaliamo anche Poste Italiane che nella prima parte della mattinata ha festeggiato i conti del primo trimestre con n rally superiore al 3%, in seguito interamente annullato visto che il titolo ora viaggia appena sotto la parità.


La politica pesa anche su ENI e Saipem che non riescono a beneficiare del rialzo del prezzo del petrolio oltre i 71 dollari al barile, cedendo entrambi oltre due punti percentuale. 
Tra le blue chips più colpite dalle vendite troviamo anche le utilities con Enel e A2A in caduta di oltre il 3% entrambi, mentre si difendono meglio Terna e Snam che arretrano dell'1,95% e dell'1,35%.

I protagonisti del comparto sono penalizzati in primis dal rally dello spread BTP-Bund, ma anche da un possibile accordo di Governo tra Lega e Movimento 5 Stelle.
Secondo gli analisti di Equita SIM è difficile la valutazione sui possibili impatti per le utilities, considerando che su alcuni temi le due forze politiche che stanno lavorando per dare vita ad un Governo, hanno view diametralmente opposte.


Tra le utilities, le municipalizzate come A2A, Iren, Acea ed Hera, sono esposte proprio per i temi del water, waste e aggregazioni. Il programma della Lega prevede una serie di elementi positivi quali il sostegno alle aggregazioni, la costruzione di nuovi WTE per fronteggiare l’emergenza rifiuti, un piano nazionale per il Water ed il sostegno alla strategia energetica nazionale del precedente Governo.
Il programma del Movimento 5 Stelle invece contempla lo stop alla privatizzazione del water, con possibile rimozione delle competenze dell’autorità sul settore, l’opposizione ai WTE e lo stop alla liberalizzazione dei clienti tutelati, e si tratta di fattori tutti negativi per il settore.


Ad essere favorite sono invece le società delle rinnovabili come Erg, Falck Renewables e Inbre, considerata l’unanimità politica al sostegno del settore.
E' in linea invece con il programma di entrambi i partiti il piano sviluppo di Terna per la transazione alle rinnovabili, mentre è solo marginalmente esposta Enel.

Gli analisti di Equita SIM infatti spiegano che L’eventuale slittamento della liberalizzazione della maggior tutela ha solo impatti minori sul titolo, e per gli esperti si tratta di effetti potenzialmente positivi per la minore competizione se si mantiene lo status quo.
Fonte: News Trend Online

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