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lunedì 14 maggio 2018

Piazza Affari recupera nel finale e chiude in verde. FTSE MIB +0,26%


Piazza Affari recupera nel finale e chiude in verde. FTSE MIB +0,26%.
Mercati azionari europei incerti. Wall Street in verde: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 +0,4%, Nasdaq Composite +0,5%, Dow Jones Industrial +0,6%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a +0,26%, il FTSE Italia All-Share a +0,22%, il FTSE Italia Mid Cap a +0,01%, il FTSE Italia STAR a -0,38%.
Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, l'OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), ha confermato la valutazione di una "fase di crescita stabile" per l'economia USA e dei Paesi OCSE nel loro insieme.

A marzo il superindice è però sceso a quota 100 dal 100,1 di febbraio e gennaio e dal 100,2 degli ultimi mesi del 2017. Per la zona euro la flessione è a 100,2 da 100,4 a febbraio e 100,5 a gennaio (100,6 a fine 2017), indicando segnali di rallentamento della crescita.
Eni (+1,44%) accelera nella seconda parte della seduta in scia al recupero del greggio.
Ottima in particolare la performance del future luglio sul Brent che tocca il nuovo massimo da fine 2014 a 78,14 $/barile.
Azimut Holding (-3,46% a 16,0450 euro) perde ulteriore terreno dopo la netta flessione della scorsa settimana. Nelle ultime due sedute di ottava il titolo aveva accelerato al ribasso, perdendo oltre il 5% e scivolando sui minimi da metà gennaio, in scia alla pubblicazione di risultati trimestrali deludenti.

Il titolo oggi ha violato i supporti a 16,20/16,40 euro, esponendosi al rischio di approfondimenti verso i minimi di novembre poco sopra quota 15.
Deboli gli industriali con Prysmian (-2,20%), che però è reduce dal rally della scorsa settimana fomentato dai dati trimestrali e soprattutto dalle prospettive per il 2018.
In rosso anche Leonardo (-1,87%), CNH Industrial (-0,71%), Ferrari (-0,09%), FCA (-0,13%). In controtendenza Pirelli&C (+2,61% a 7,1440 euro) nel giorno del cda chiamato ad approvare i dati del primo trimestre del 2018. rimbalza energicamente dal supporto offerto a 7 euro circa dalla trend line che sale dai minimi di ottobre.

Servirà tuttavia il superamento di quota 7,38 per rilanciare la corsa al rialzo e allontanare definitivamente lo spettro di una correzione più estesa di quella vista dai record di gennaio, a 7,988 euro.
In lieve calo Telecom Italia (-0,12%) su indiscrezioni di stampa secondo cui il principale azionista Vivendi (+0,8%) ha comunicato alla Consob che, dopo l'assemblea del 4 maggio (quella che ha sancito la vittoria della lista del fondo Elliott per il cda), non ha più il controllo del gruppo.

Vivendi potrebbe notificare anche all'antitrust UE il nuovo status quo (possibile l'annullamento dell'obbligo di cedere Persidera, controllata da Telecom).
Bancari contrastati: l'indice FTSE Italia Banche chiude a -0,08% circa appesantito da UniCredit (-0,83%). L'indice EURO STOXX Banks segna -0,3%.
Positive Banco BPM (+1,42%), BPER Banca (+1,43%), UBI Banca (+1,07%).
*Continua a brillare Banca MPS (+2,50%) *dopo il +17,65% messo a segno venerdì in scia ai dati del primo trimestre 2018 e al closing della cartolarizzazione di un portafoglio di sofferenze da 24,1 miliardi di euro (la più grande mai effettuata in Europa).

Nel fine settimana il Sole 24 Ore ha scritto che entro la fine dell'anno prossimo il Tesoro, primo azionista della banca senese con il 68,2%, dovrà predisporre un piano per uscire dall'azionariato.
Acquisti su ACEA (+3,43% a 14,47 euro): Mediobanca ha confermato il giudizio outperform e il target a 17,50 euro.
Giovedì scorso l'utility romana ha annunciato di aver chiuso il primo trimestre 2018 con profitti pari a 77 milioni di euro (+18% rispetto ai 66 milioni del trim1 2017).
Anima Holding (+2,33%) in rialzo dopo la pubblicazione dei dati del primo trimestre 2018. Le commissioni nette di gestione sono salite del 39% a/a a 70,8 milioni di euro e l'utile netto del 74% a 45 milioni (su base normalizzata +51% a 47,7 milioni).

I profitti sono una sorpresa positiva: il consensus di dieci analisti riportato dalla società si attesta a 36,9 milioni di euro.
Salini Impregilo (+2,60%) positiva dopo che il Corriere della Sera ha rilanciato l'ipotesi di delisting da Piazza Affari per puntare alla quotazione a Wall Street.
Lo sbarco sul mercato azionario USA darebbe maggiore visibilità internazionale al gruppo e rispecchierebbe meglio l'attività di Salini: già oggi l'area dollaro rappresenta il 53% dei ricavi (26% il Nord America) ed è in ulteriore crescita grazie all'apporto della controllata USA Lane.
Mutuionline (-6,27%) in forte ribasso dopo la pubblicazione venerdì scorso dei risultati del primo trimestre.

I ricavi sono scesi a 37,8 milioni di euro (38,5 nel trim1 2017, -2% a/a), l'EBIT a 9,7 milioni (9,8) e l'utile netto a 6,14 milioni (6,71). I risultati del gruppo nei primi mesi del 2018 risentono della prosecuzione del calo anno su anno del mercato dei mutui iniziato a fine dell'anno precedente.
(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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