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lunedì 21 maggio 2018

Meno paura per guerra commerciale: Milano giù con stacco cedola


Anche la seduta odierna si è conclusa in positivo per la piazza azionaria giapponese che ha guadagnato terreno per la terza sessione consecutiva. L'indice Nikkei 225 è salito dello 0,31%, sulla scia di un allentamento delle tensioni tra Cina e Stati Uniti. Si allontana la minaccia di una guerra commerciale dopo il che il Segretario al Tesoro Usa domenica ha dichiarato che i due Paesi hanno concordato di mettere in pausa la controversia per lavorare ad un accordo più ampio.
L'allentamento dei timori di una guerra commerciale spinge in avanti anche le Borse europee in una giornata in cui la piazza azionaria tedesca resta chiusa per festività.

Il Ftse100 e il Cac40 salgono rispettivamente dello 0,69% e dello 0,66%, in una seduta peraltro priva di dati macro di rilievo.
Diverso lo scenario se ci sposta a Piazza Affari dove il Ftse Mib nella prima ora di contrattazioni è arrivato a cedere anche oltre il 2%, scendendo poco sotto la soglia dei 23.000 punti.
Dai minimi è partito un recupero che vede ora l'indice ad un passo da area 23.250, con un calo dello 0,92%, da ricondurre essenzialmente all'effetto dello stacco cedola di ben 19 blue chips su 40.
Gli analisti hanno calcolato che l'impatto dei dividendi è nell'ordine di circa l'1,7%, al netto dei quali il Ftse Mib sarebbe quindi in rialzo di oltre mezzo punto percentuale.


Gli investitori restano cauti inoltre in attesa di novità dal fronte politico, visto che nel pomeriggio sono previste le nuove consultazioni al Quirinale, dove il Presidente della Repubblica incontrerà prima il Movimento 5 Stelle e mezz'ora dopo la Lega.
Tra le blue chips più penalizzate dallo stacco cedola troviamo Intesa Sanpaolo che lascia sul parterre oltre il 6,5%, mentre tra i bancari si difendono decisamente meglio Ubi Banca e Bper Banca, con un rosso di poco più dell'1% e Mediobanca con un calo dello 0,65%.


In positivo Unicredit che avanza dello 0,68% e riesce a fare ancora meglio Banco BPM con un vantaggio dell'1,24%.
Nelle retrovie del Ftse Mib troviamo anche Generali che affonda di quasi il 4,5%: in un'intervista il CEO del gruppo ha tracciato le linee del prossimo piano d'impresa che prevede l'ottimizzazione finanziaria, lo sviluppo e la crescita e la trasformazione del business model.
La forza del dollaro nei confronti dell'euro spinge in avanti Fca che mette a segno un rialzo del 2,4%, seguito da CNH Industrial che si apprezza dell'1,71%, mentre Exor avanza dell'1,03%.


Il biglietto verde forte porta acquisti anche su STM che viaggia in salita dell'1,55%, mentre Telecom Italia si muove poco sotto la parità con un calo dello 0,21%.
In recupero dello 0,65% Enel dopo il calo di venerdì scorso quando Goldman Sachs ha rimosso il titolo dalla sua conviction buy list, pur confermando la raccomandazione "buy".
Sul fronte macro Usa per oggi si segnala solo l'indice Cfnai di aprile.

In agenda i discorsi di alcuni membri della Fed e si tratta di Rapahel Bostic, presidente della Fed di Atlanta, di Neel Kashkari, a capo della Fed di Minneapolis e di Patrick Harker, a capo della Fed di Philadelphia.
Fonte: News Trend Online

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