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venerdì 4 maggio 2018

Le mani sante salvano ancora Wall Street


La seduta di ieri ha vissuto l’onda lunga della reazione dei mercati al comunicato della Federal Reserve, diramato alle ore 20 di mercoledì scorso. Se la reazione a caldo dei listini USA è stata negativa, quella del giorno dopo ha visto le borse europee accusare il colpo che non hanno potuto recepire il giorno prima, poiché il comunicato è arrivato in Europa in serata, a mercati già chiusi.
La negatività ha perciò accompagnato tutta la seduta europea e si è intensificata nel pomeriggio, quando l’apertura degli indici americani ha mostrato la loro volontà di proseguire il ribasso.
Intorno alle 17 il calo europeo è arrivato anche a superare il punto percentuale ed è stato attutito solo lievemente da un piccolo recupero finale. 
La performance di giornata, simile per Eurostoxx50 (-0,79%), Dax (-0,88%) e Ftse-Mib (-0,83%), si è rimangiata buona parte del rialzo del giorno precedente, sebbene non basti certo a far tornare i brutto tempo sui mercati europei, che vivono uno stato di forza relativa abbastanza evidente nei confronti dei listini americani.
SP500, che utilizziamo come emblema di quel che capita sull’azionario americano, ha iniziato male anche la seduta di ieri, proseguendo il calo cominciato il giorno prima, subito dopo la comunicazione della FED.

Tra le 15,30 e le 17 è sceso anche sotto il supporto che ieri ho indicato come primo obiettivo del calo (2.612), andando a realizzare un minimo di seduta a 2.595 e superando al ribasso, nuovamente, una vecchia conoscenza che negli ultimi mesi ha incontrato più volte: la media mobile a 200 giornate.
Un simile inizio di giornata da parte delle borse USA non poteva certo disegnare il sorriso sulle labbra di quelle europee, che pertanto hanno concluso mestamente la seduta.
Ma, come spesso succede, dopo la campanella finale europea sono tornati i compratori in America.

Mani sante, forse preoccupate degli effetti negativi sul morale della truppa che avrebbe provocato la chiusura di giornata sotto la media mobile a 200 giorni, sono intervenute a risollevare l’indice che, con un poderoso rally tra le 18,30 e le 19, ha recuperato un punto percentuale in mezz’ora e si è riportato in zona di sicurezza, nei pressi della chiusura della giornata precedente.
Il saldo finale di giornata di SP500 (-0,23% a 2.629 punti) mostra una negatività che, col rischio di avvitamento che si è corso ad inizio seduta, può essere festeggiata quasi come se fosse un risultato positivo.
Abbiamo perciò assistito all’ennesimo test della media mobile a 200 giorni (è la settima volta che capita dal 9 febbraio scorso) ed all’ennesima tenuta. 
Come successo in passato, l’evento più probabile per la seduta odierna diventa la continuazione del rimbalzo che finora ha sempre seguito lo scampato pericolo dell’incontro ravvicinato con la media mobile.

Un rimbalzo che dovrà comunque fare i conti con i massimi del 30 aprile (2.683), non facili da superare.
Va anche considerato che ogni volta che viene testato un supporto, questo si indebolisce, e pertanto aumentano le probabilità di cedimento quando venisse nuovamente messo alla prova in futuro.
I mercati azionari USA necessiterebbero di una prova di forza che interrompa lo stillicidio dei massimi discendenti.
Lascia abbastanza perplessi il fatto che non bastino ad infondere fiducia i risultati trimestrali delle società quotate USA, forse mai visti così positivi come in questo giro. Vengono oscurati facilmente dalle preoccupazioni per i rialzi futuri dei tassi da parte della FED. E’ un segno abbastanza evidente di deterioramento del sentiment, che rende sempre più probabile un’uscita ribassista dalla figura triangolare che impegna l’indice principale americano da oltre 3 mesi.
Tuttavia, finché la media a 200 giorni riesce ad attirare le mani sante e le convince a sottrarre il toro dalle grinfie dell’orso, non possiamo ancora decretare la fine della lunga festa iniziata nel marzo 2009.
Perciò apprestiamoci ad archiviare la sesta settimana sostanzialmente laterale degli indici americani, che perlomeno permette all’indice europeo Eurostoxx50 di mantenersi al rialzo anch’esso per la sesta settimana consecutiva.

Per una volta le incertezze USA accompagnano l’ottimismo europeo.
Certo, il rally di Trump, che ha imperversato per tutto il 2017, e l’euforia di gennaio, sui mercati USA appaiono un ricordo ormai sbiadito.

Autore: Pierluigi Gerbino Fonte: News Trend Online

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