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giovedì 3 maggio 2018

L'avanzata delle nuove altcoins mette in ginocchio il Bitcoin


Durante il primo trimestre di quest’anno abbiamo potuto assistere ad una mutazione genetica di tutta la capitalizzazione mondiale delle criptovalute. Dopo i massimi raggiunti durante i primi giorni del 2018 con oltre 800 miliardi di dollari la capitalizzazione mondiale è sostanzialmente crollata in alcune settimane sino a 250 miliardi raggiunti ad inizio aprile.
Ricordiamo come in parallelo la regina delle criptovalute è collassata dal record storico di 20.000 dollari al minimo relativo di quasi 6.000 dollari. Tutte le criptovalute si sono sgonfiate con una percentuale simile o peggiore. Da aprile tuttavia qualcosa è cambiato. Da quei livelli di minimo relativo il denaro è ripreso a confluire sul cripto mondo con una dinamica completamente inedita: al momento la capitalizzazione mondiale ha superato la soglia dei 400 miliardi.

Tuttavia lo smart money non si riversa più nel Bitcoin, o meglio non si riversa tanto quanto si riversava in precedenza, dove il Bitcoin aveva la dominanza quasi assoluta di oltre il 70%. Vale a dire che ogni cento dollari investiti sul mondo delle cripto, almeno settanta si riversavano sul Bitcoin che per questo motivo si è era trasformato nella regina delle criptovalute.
Oggi questa percentuale è scesa sotto il 40% (al momento 35.8% per la precisione) ed il trend inesorabile in atto fa ben comprendere quanto sta accadendo. Il Bitcoin non interessa più. Smart investors ed operatori istituzionali hanno messo gli occhi su qualcos’altro: stiamo parlando delle altcoins supportate dalle blockchain di terza generazione.
Ad esempio Ethereum si basa su una blockchain di seconda generazione, la quale è recentemente sotto assedio dall’avanzare di altri competitors.

Dopo Ethereum troviamo in terza posizione mondiale Ripple, seguita da Bitcoin Cash ed una new entry in quinta posizione mondiale, EOS, davanti a Cardano, Litecoin e Stellar Lumens, quest’ultima destinata a salire ulteriormente in classifica. Se tornassimo indietro a dodici mesi, il ranking mondiale annoverava dopo Bitcoin, Ethereum e Ripple, rispettivamente Litecoin, Monero, Ethereum Classic e Dash.
Le ultime quattro sono state recentemente scavalcate e sembrano destinate a scendere dalla classifica a fronte di una inesorabile progressione. L’avanzata delle nuove altcoins di terza generazione sta modificando la composizione e direzione dei nuovi flussi finanziari diretti in questi investimenti.

Ad esempio, Cardano e Stellar che rappresentano quelle più avvincenti ed interessanti sono passati dai cinque agli oltre otto miliardi di capitalizzazione nel giro di appena una settimana. Cardano e Stellar hanno sostanzialmente raddoppiato la loro quotazione in appena un mese: se avessimo applicato la medesima proporzione al Bitcoin quest’ultimo adesso dovrebbe avere una quotazione prossima ai 15.000 dollari, invece con fatica si mantiene sopra i 9.000.
La stessa cosa vale per le cripto di prima data come il Litecoin, Dash o Monero. Indubbiamente stiamo assistendo ad un cambio di interesse dello smart money che inizia ad essere convogliato nel nuovo che avanza. Su EOS e del suo potenziale parleremo specificatamente in un prossimo specifico redazionale.

Se i nuovi flussi finanziari si dirottano su Cardano e Stellar e dietro di loro si possono evidenziare anche TRON, NEO e NEM, si tratta solo di aspettare e molto presto assisteremo ad una ricomposizione finanziaria di tutta la capitalizzazione mondiale.
Per spiegarlo in parole molto basiche, si stanno costruendo posizioni tattiche di medio periodo su queste nuove altcoins, snobbando Bitcoin & Company, ritenute ormai appartenenti ad un’era ancestrale e prive di significative potenzialità per il mondo che avanza.

Cardano rappresenta una blockchain di terza generazione supportata dalla criptovaluta ADA, concepita dallo stesso ideatore e sviluppatore di Ethereum (Charles Hoskinson). La piattaforma Cardano ha lo scopo di consentire lo sviluppo e l’applicazione degli smart contracts, proprio come Ethereum. La differenza con quest’ultimo è rappresentata dalla modalità di validazione delle transazioni: invece del proof of work (utilizzata da Bitcoin ed Ethereum) è stato adottato il proof of stake (che elimina tutte le tipiche problematiche nel lungo termine del mining).

Tutti coloro i quali detengono la criptovaluta ADA della piattaforma Cardano permettono in questo modo la validazione delle transazioni: si tratta di un concetto disruptive destinato a trasformare Cardano in una killer application: il Bitcoin ad esempio è vulnerabile anche da questo punto di vista, una ulteriore caduta delle quotazioni renderebbe antieconomica persino l’attività di mining.
Oltre a questo Cardano è concepito per gestire le identità digitali per l’era fintech in cui siamo proiettati. Invece Stellar è una piafforma open-source per inviare e ricevere denaro convenzionale nel mondo, al pari di Paypal o Western Union, tuttavia in assenza della tipica onerosità che contraddistingue queste due piattaforme.

Per chi conosce il funzionamento di Ripple possiamo dire che si tratta di un suo competitor diretto.
Per ora Ripple rimane principalmente adottato da istituzioni finanziarie tradizionali: non a caso Stellar è stata sviluppata proprio sul protocollo di Ripple. La piattaforma Stellar supporta la propria criptovaluta denominata Lumens (XLM) che attualmente viene utilizzata soprattutto nei paesi in via di sviluppo da ONG per supportare e diffondere il microcredito e l’accesso ai pagamenti per il mondo femminile, il quale è soggetto ad alcune limitazioni pratiche in forza di una ortodossia arcaica di alcune religioni.

Molte istituzioni finanziarie non bancarie (come la IBM) hanno iniziato ad utilizzarla per l’effettuazione dei pagamenti cross-border in luogo delle tradizionali transazioni SWIFT. In sintesi estrema pertanto Stellar consente di inviare denaro convenzionale con due caratteristiche fondamentali: l’istantaneità ed i costi di transazione.
Possiamo considerare pertanto Stellar in una posizione tale da aggredire nel tempo lo strapotere di Paypal e Wester Union: dal punto di vista pratico il Bitcoin non consente in alcun modo di soddisfare tale esigenza. Cardano e Stellar sono le due altcoins in questo momento più interessanti e disruptive per il loro modello di business: molto probabilmente entreranno nella top five della capitalizzazione mondiale nei prossimi sei mesi.

Chi ha iniziato ad inserire in ottica tattica all’interno dei propri portafogli anche le criptovalute in questo momento predilige questo aspetto: ricercare altcoins che possano smarcarsi velocemente dalle altre spesso molto similari, puntando su modelli di business che abbiano ricevuto l’avvallo di istituzioni finanziari di prestigio a dimostrazione della loro consistenza e credibilità.
Autore: Eugenio Benetazzo Fonte: News Trend Online

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