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lunedì 7 maggio 2018

L'Angolo del Trader


Buona performance per Telecom Italia (+2,15% a 0,8550 euro) venerdì scorso. Il titolo ha accelerato al rialzo dopo la notizia della vittoria di Elliott Management nell'assemblea per la nomina del cda. La lista presentata dal fondo USA ha prevalso con il 49,84% dei voti (fra i presenti) contro il 47,18% dei favori raccolti dalla lista di Vivendi: Elliott ha quindi ottenuto 10 consiglieri su 15 del board di Telecom.
Oggi il nuovo board si riunirà e confermerà l'attuale a.d. Amos Genish: non è detto però che il manager israeliano accetti. La carica di presidente andrà a Fulvio Conti (ex a.d. di Enel). La vittoria di Elliott ha diverse conseguenze, dall'accelerazione del dossier sullo scorporo della rete al venir meno del controllo di fatto di Vivendi: questo ultimo punto aveva determinato l'imposizione della vendita di Persidera da parte dell'antitrust UE, la richiesta Consob di consolidamento di Telecom nel bilancio di Vivendi e la delibera dell'AgCom che aveva imposto ai francesi di alleggerire le posizioni in Telecom o Mediaset (in virtù della cosiddetta legge Gasparri).

L'analisi del grafico di Telecom Italia evidenzia il recupero delle ultime sedute e il riavvicinamento al massimo di un mese fa circa a 0,8848 euro: l'eventuale superamento di questo ostacolo determinerebbe la riattivazione del rally originato dal minimo di inizio febbraio verso il picco di un anno fa a 0,9160.
Oltre questo ultimo riferimento gli spazi di crescita si amplierebbero notevolmente (resistenza successiva a 1,06 circa, massimo di marzo 2016). Discese sotto il minimo di inizio settimana scorsa a 0,8138 creerebbero invece le premesse per una correzione verso gli importanti supporti a 0,75.
Acquisti su EI Towers: Equita conferma la raccomandazione hold sul titolo e incrementa il target da 50 a 52 euro.

Ieri dopo la chiusura del mercato il gruppo delle torri di trasmissione ha pubblicato i dati del primo trimestre 2018. I ricavi caratteristici sono stati pari a €67,4 milioni, +4,3% a/a. L'utile netto, dopo aver contabilizzato oneri finanziari netti per €0,7 milioni ed imposte di competenza per €7,1 milioni, si è attestato a €17,4 milioni, +21,2% a/a.
Confermati gli obiettivi già comunicati al mercato. Graficamente Ei Towers ha inviato un segnale di forza interessante superando le resistenze statiche posizionate tra 49,9 euro, massimo di fine febbraio, e 50,4 euro, minimo di metà gennaio. Migliora dunque il quadro grafico di medio periodo con elevate probabilità di prolungamento del movimento verso gli importanti massimi allineati a 55,50/56,00.

Indicazioni di segno contrario giungerebbero invece nel caso di discese sotto la linea che sale dai minimi di marzo, riferimento a 47,5 circa. La violazione dei minimi di aprile a 46,25 anticiperebbe poi un affondo sui supporti determinanti a 43 circa, minimo di fine marzo.
Maire Tecnimont rimbalza con veemenza dopo il -3,80% di giovedì in scia ai dati del primo trimestre 2018 e sale sui massimi da inizio novembre.
In buona crescita ricavi (€916,1 milioni, +21,1% a/a) ed EBITDA (€50,5 milioni, +11,0% a/a). L'utile netto scende invece a €30,8 milioni, -3,3% a/a. Per quanto riguarda l'evoluzione prevedibile della gestione, il contesto di mercato è atteso rimanere "sfidante". Kepler Cheuvreux ha ridotto il target da 5,70 a 5,60 euro ma ha confermato la raccomandazione buy e inserito il titolo nella sua lista di titoli italiani preferiti.

Banca Akros ha definito buoni i conti trimestrali e ha confermato la raccomandazione "buy" sul titolo con prezzo obiettivo a 5,2 euro. Analoga raccomandazione da parte di Kepler Cheuvreux che definisce robusta la prima trimestrale dell'anno e porta il prezzo obiettivo a 5,6 da 5,7 euro. I conti vengono definiti "solidi" Positiva anche Mediobanca Securities, che conferma sul titolo la raccomandazione "outperform" con un prezzo obiettivo a 5 euro.
Per Equita Sim invece i risultati del primo trimestre 2018 sono stati complessivamente in linea con le attese, il giudizio resta confermato "hold" con prezzo obiettivo a 4,7 euro. Il titolo ha superato il 9% di guadagno portandosi fino a 4,56 euro, la chiusura di giovedì era stata registrata a 4,154 euro.

A 4,39 i prezzi si sono lasciati alle spalle la resistenza offerta dal massimo del 20 marzo, che aveva frenato la crescita nelle ultime due settimane, mentre a 4,51 hanno superato il picco del 23 gennaio, praticamente coincidente con il 50% di ritracciamento del ribasso dal top dello scorso settembre.
Attesa ora la ricopertura del gap ribassista dell'8 novembre scorso con lato alto a 4,688 euro. Oltre quei livelli target a 5,12, gap del 15 settembre. Solo flessioni sotto 4,30 metterebbero in discussione i segnali di forza appena inviati prospettando cali verso i 3,90 euro.
(SF - www.ftaonline.com)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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