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mercoledì 2 maggio 2018

La guerra dei dazi: Trump minaccia la Germania!

Se non fosse una cosa seria verrebbe da sorridere, ma in realtà come ben sapete è una cosa estremamente seria come racconta la storia, una nuova guerra commerciale è alle porte…
Angela Merkel, Emmanuel Macron e Theresa May ammoniscono gli Usa: non impongano dazi alle merci dell’Ue o l’Unione si difenderà, a tutela dei propri interessi.

La posizione comune, ha riferito un portavoce tedesco citato dai media internazionali, è stata concordata durante una telefonata tra i leader di Germania, Francia e Regno Unito: «Gli Usa non devono prendere alcuna misura commerciale contro l’Ue, altrimenti l’Ue sarà pronta a difendere i propri interessi nel quadro delle regole del commercio multilaterale», ha affermato.
Il presidente Usa Donald Trump ha imposto tariffe del 25% sulle importazioni di acciaio e del 10 su quelle di alluminio, ma ha escluso la Ue dal provvedimento fino al primo maggio, riservandosi una decisione dopo quella data.

«Mi auguro che Trump faccia marcia indietro. Siamo il principale alleato degli Usa, siamo il più grande mercato del mondo con 500 milioni di consumatori. Se Trump avvia una guerra commerciale con l’Europa commette un errore a danno del suo Paese», ha detto Antonio Tajani.
Da sinistra la Cancelliera tedesca Angela Merkel, la premier britannica Theresa May e il presidente francese Emmanuel Macron
Come sempre a modo suo, Donald Trump ha risposto direttamente alla Merkel, venerdì…
Angela Merkel non è riuscita nella sua mission impossible: far cambiare idea a Donald Trump sui dazi e sull’accordo con l’Iran.

Nel suo faccia a faccia con il presidente Usa, durato poco più di un paio d’ore, la cancelliera tedesca non ha compiuto quel miracolo che del resto non era riuscito nemmeno al presidente francese Emmanuel Macron, pur accolto in pompa magna alla Casa Bianca. Anzi, tra la leader tedesca e l’inquilino della Casa Bianca si è registrato un clima di sostanziale gelo: una differenza enorme rispetto ai calorosissimi rapporti tra Trump e Macron.
Anche se stavolta la stretta di mano davanti alle telecamere, a differenza di un anno fa, c’è stata.
A proposito di Napoleon Macron,  accolto in pompa magna, il palloncino dell’idillio si è sgonfiato in fretta…
Nella zona South Lawn del parco della Casa Bianca, a Washington, al posto della giovane quercia piantata da Donald Trump ed Emmanuel Macron oggi c’è una macchia gialla di erba.

Che fine ha fatto l’albero? La Casa Bianca non commenta ma lo spostamento è stata immortalato da queste immagini dell’agenzia Reuters.  Lo avevano piantato lo scorso 23 aprile il presidente americano e l’omologo francese Emmanuel Macron durante la visita ufficiale negli Stati Uniti.
L’albero era una quercia sessile, regalo personale di Macron, e arrivava dal sito della Battaglia di Bosco Belleau, combattuta delle truppe americane nel 1918 durante la prima guerra mondiale. Ad accompagnare i due presidenti nel simbolico gesto del piantare l’albero, la first lady Melania e la premiere dame Brigitte.

Macron aveva sottolineanto l’importanza del gesto con un tweet “Cento anni fa i soldati americani hanno combattuto in Francia, a Bellau, per difendere la nostar libertà. Questo albero, il mio regalo a Donald Trump, sarà un promemoria per ricordare alla Casa Bianca i legami che ci uniscono”
Troppo forte Donald, se lo ha fatto apposta, ha fatto togliere o spostare l’alberello del banchiere Macron, giusto per far capire al ragazzo che deve abbassare le arie.

L’euro e l’Europa hanno tutto da perdere, ma di questo vi racconteremo la prossima settimana, visto che il dollaro sta dando segnali inequivocabili.
Qualcuno, a parte Mario Draghi, vi ha fatto osservare che in fatto di sorprese, la crescita europea è già in fase di caduta verticale?
Ma lasciamo perdere il gossip e prepariamoci ad una settimana davvero interessante!
Prima di proseguire, un breve accenno al Pil del primo trimestre americano, con alcune brevi considerazioni.
Mentre i soliti ignoranti glorificano la crescita osservandola dallo specchietto retrovisore, noi vi facciamo notare che il principale motore dell’economia americana i consumi è decisamente in panne.
E questo nonostante la riduzione della tassazione in vigore della riforma Trump!
Le spese reali per il consumo personale (PCE) sono aumentate dell’1,1%, il più debole aumento dal secondo trimestre del 2013.
Tutto il resto sono chiacchiere da bar, come quelle di coloro che prevedevano meraviglie nei consumi con la riforma Trump!.
E chiudiamo con una sintesi per tutti coloro che pensano ancora di trovarsi in una tempesta in un bicchiere d’acqua…
Il presidente Trump ha detto pubblicamente che non gli piace l’Unione Europea, perché contrasta gli Usa sul piano economico, e sta già riuscendo a dividerla.

I dazi su acciaio e alluminio, se domani verranno confermati, punterebbero al doppio scopo di fare gli interessi nazionali americani sul tema dei commerci, e acuire le differenze tra i membri della Ue.
In Europa avrebbero un impatto in particolare sulla Germania, ma finora sono state sospese.
La questione va oltre la sostanza delle tariffe, che peraltro già danneggiano l’economia su entrambe le sponde dell’Atlantico.
L’obiettivo di lungo termine di Trump è infatti quello di sgretolare la UE, per poi negoziare accordi commerciali bilaterali con gli ex membri da una posizione di forza.

Lo ha confermato durante la conferenza stampa col presidente francese Macron, quando ha detto che vorrebbe parlare direttamente con Parigi, ma Bruxelles si mette in mezzo trattando Washington in maniera dura.
Autore: Andrea Mazzalai Fonte: News Trend Online

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