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martedì 29 maggio 2018

Il Ftse Mib crolla (-3%). Perchè tanta paura per nuove elezioni?


L'Italia continua a rimanere stretta nella morsa di una speculazione sempre più agguerrita che non accenna minimamente a placarsi. E' questa la fotografia che viene restituita dai mercati finanziari, con Piazza Affari che aggiorna i minimi dell'anno in un contesto generale di rinnovata avversione al rischio.

L'indice Ftse Mib, già reduce da pesanti perdite nelle ultime giornate, quest'oggi ha bucato i bottom del 2018 segnati nell'intraday del 5 marzo scorso a 21.460 punti, arrivando a segnare un nuovo minimo poco sopra i 21.100 punti, per poi presentarsi negli ultimi minuti in area 21.250, con un affondo del 3,02%.


Alta tensione anche sul fronte obbligazionario con lo spread BTP-Bund che viaggia al di sopra dei 270 punti base e il rendimento del decennale che arriva a sfiorare la soglia del 3%. 
Inutile dire che tutte le blue chips sono bersagliate dalle vendite, con un accanimento particolare sui finanziari che più di altri risentono anche delle forti tensioni sul fronte obbligazionario.

A scatenare il sell-off sugli asset italiani sono le ultime indicazioni arrivate dal fronte politico, dopo che ieri il presidente della Repubblica ha affidato al tecnico Cottareli l'incarico di formare un Governo. 
E' diffusa la convinzione che quest'ultimo non ottenga la fiducia in Parlamento e questo condurrà inevitabilmente a nuove elezioni che potrebbero tenersi già subito dopo l'estate.


La prospettiva di un ritorno alle urne sta facendo saltare i nervi agli investitori perchè, come spiegato dagli analisti di Santander, la maggiore preoccupazione è si vada incontro ad un nuovo periodo di incertezza per l'outlook politico ed economico dell'Italia. 
Anche gli economisti di Intesa Sanpaolo mettono in evidenza come la possibilità di nuove elezioni in tempi brevi non sia stata accolta positivamente dagli investitori.
Il principale timore di questi ultimi è che dalle urne venga fuori un nuovo rafforzamento del fronte sovranista, un drastico allentamento della disciplina di bilancio e perfino i rischi di una permanenza dell'Italia nell'euro.
Secondo Alberto Bolzi, responsabile direzione Wealth Management di Cassa Lombarda, da una parte l'allontanamento del rischio immediato di un Governo Lega-M5S è un fattore positivo, ma dall'altra è negativa la prospettiva di una campagna elettorale che vedrà al centro dibattiti sulla performance dell'Italia nell'euro.


A detta di Bolzi questa incertezza si accompagna al rischio di una progresiva riduzione del QE da parte della BCE verso la fine dell'anno, e alla minaccia di un possibile taglio del rating dell'Italia da parte di Moody's che ha già lanciato il suo alert in tal senso. 
A tal proposito gli analisti di Societè Generale definiscono altamente probabile un downgrade della valutazione del merito di credito del nostro Paese da parte di Moody's entro la prossima previsione prevista per il 7 settembre, ma gli esperti credono che sia più verosimile attendersi una bocciatura già nelle prossime settimane.


Preoccupazioni sono state espresse anche dagli analisti di AllianceBernstein, secondo cui il mercato teme una nuova chiamata al voto in quanto ciò non permetterebbe di uscire dall'impasse attuale. 
In assenza di modifiche alla legge elettorale infatti, secondo gli esperti nuove elezioni porteranno ad un risultato simile a quello di marzo, quindi ad una conferma dello status quo, o conferiranno potere ad uno dei due maggiori partiti, ossia Lega e Movimento 5 Stelle.
Fonte: News Trend Online

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