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mercoledì 9 maggio 2018

Ftse Mib appesantito dalla politica


Alla fine doveva accadere, l'incertezza politica ha iniziato a pesare sulla borsa italiana e sui titoli di Stato. Il presidente della Repubblica dovrebbe annunciare oggi la nascita di un governo "neutrale" ma sia la Lega sia il M5S hanno avvertito di essere contrari e di non avere intenzione di votarlo.
E se Forza Italia dovesse votare in favore del governo del Presidente, la Lega ha fatto sapere se la coalizione di centro destra andrebbe in frantumi. Il rischio che si torni ad elezioni tra pochi mesi e' elevato, e a questo punto i mercati temono uno spareggio tra le forze anti euro, con il rischio che almeno una della due riesca ad avere la maggioranza.

Martedi' non solo la borsa e' scesa dell'1,7% ma anche i rendimenti dei Btp sono cresciuti, con il decennale all'1,85% dall'1,75% del giorno prima. A pesare sul Ftse Mib sono state principalmente le banche, comparto che dato il suo elevato peso specifico all'interno del paniere riesce a rendere vani gli sforzi fatti dagli altri settori per tenerlo a galla.
Le novita' sul fronte interno mettono in ombra la notizia che la telefonata tra Donald Trump e Xi Jimping sembra avere gettato le basi per portare avanti un negoziato e trovare quindi un compromesso sui temi del commercio, disinnescando almeno in parte la bomba dei dazi. Il Ftse Mib ha testato con il top di lunedi' a 24544 i massimi di ottobre 2009 a 24558 punti circa ma ieri non e' riuscito a fare meglio di un 24512, avviando poi da quei livelli una brusca flessione che lo ha portato a chiudere a 24142 (al di sopra dei minimi di giornata a 23950 circa), a ridosso della media mobile a 10 giorni.

La flessione non ha violato supporti di rilievo, ma il fatto che l'indice abbia intrapreso la strada del ribasso senza superare prima i massimi del 2009 (e con il future che con il top di lunedi' si e' scontrato, egualmente senza successo, con i massimi del luglio 2015), costringe a non prendere alla leggera il ripiegamento.
In caso di violazione di 23925, primo dei ritracciamenti di Fibonacci (23,6%) calcolati per il rialzo che parte dai minimi di fine marzo, il rischio di una estensione della discesa si farebbe elevato. Supporti in quel caso a 23550, 23250 e 22935, altro importante riferimento ricavato dalla successione di Fibonacci, coincidente in questa fase con la media mobile a 100 giorni.

Solo recuperi oltre 24300 segnalerebbero un allentamento delle tensioni anche se poi solo la rottura di area 24550 permetterebbe di considerare archiviata la fase di debolezza prospettando invece movimenti verso 24800 e 23050 almeno.
(AM)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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