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mercoledì 23 maggio 2018

EUR/USD in calo: è bene restare in sella al biglietto verde?


Una nuova ondata di vendite si sta abbattendo quest'oggi sull'euro-dollaro che dai minimi di lunedì scorso aveva provato a risalire la china ieri. Le quotazioni si sono spinte anche oltre la soglia di 1,18, salvo poi arretrare con decisione nelle ultime ore e presentarsi ora circa una figura più in basso.

Mentre scriviamo l'euro viaggia nei confronti del dollaro sui minimi intraday a 1,1703, riportandosi su livelli che non si vedevano da dicembre dello scorso anno. 
La moneta unica continua ad essere schiacciata verso il basso dopo la diffusione di alcuni dati macro in Europa, con gli indici PMI che nel complesso hanno deluso le attese degli investitori.


Intanto il dollaro da parte sua si rafforza in attesa delle minute del FOMC, ossia dei verbali dell'ultima riunione di politica monetaria, in arrivo questa sera due ore prima della chiusura di Wall Street. 
Se dalla lettura del documento dovesse emergere una Fed più colomba del previsto, allora è probabile che la corsa del biglietto verde possa arrestarsi, mentre la stessa proseguirebbe se la Fed dovesse confermare un certo ottimismo sulla crescita e sull'inflazione.


A pesare intanto sulla moneta unica è anche l'incertezza relativa alla situazione politica italiana, che sta portando ad un progressivo allargamento dello spread BTP-Bund. 
A tal proposito gli analisti di Societè Generale segnalano che se il differenziale tra il decennale tedesco e quello italiano dovesse allargarsi ulteriormente, spingendosi oltre i 210 punti base, livello peraltro poco lontano da quelli correnti, si potrebbe assistere ad una rinnovata debolezza del cambio euro-dollaro.

In quest'ottica gli esperti non escludono che le quotazioni possano scivolare fin verso la soglia degli 1,15, due figure più in basso degli attuali valori. 
Una conferma delle tendenza ribassista del cross euro-dollaro giunge anche dai dati della Commodity Futures trading Commission, dai quali si evince che gli investitori stanno riducendo le posizioni ribassiste sul biglietto verde e contestualmente quelle rialziste sulla moneta unica.

Gli analisti di Societè Generale affermano che tali dati possono essere fuorvianti sui trend di posizionamento, aggiungendo però che quando la correzione giunge da un livello estremamente rialzista o ribassista, la stessa tende ad avere una buona correlazione con i prezzi. 
A detta degli esperti però è prematuro pensare che il trend rialzista dell'euro-dollaro si sia esaurito, visto che prima di arrivare a ciò bisognerà attendere un ulteriore calo delle posizioni ribassiste nette sul biglietto verde.


A scommettere su nuovi progressi del dollaro sono gli analisti di ING, i quali credono che dopo il raggiungimento di area 1,17, il cross possa scivolare verso l'area di supporto compresa tra 1,1715 e 1,1620, complice anche le diverse aspettative riguardanti la politica monetaria in Europa e negli Stati Uniti.

La debolezza dell'euro-dollaro dovrebbe quindi continuare a manifestarsi e a crederlo sono anche gli esperti di Rabobank che hanno deciso di rivedere al ribasso le loro previsioni su questo cambio. 
Se da una parte non sarà da escludere un rimbalzo dell'eur-usd, o comunque una fase di consolidamento nelle prossime settimane, dall'altra gli analisti pensano che la discesa non sia finita, abbassando così il target per i prossimi 12 mesi a 1,15.


Rabobank spiega che i differenziali fra tassi di interesse e il deterioramento dell’atmosfera nell’Eurozona suggeriscono che l'euro-dollaro ha ancora spazio per scendere, mentre elementi tecnici offrono supporto alla teoria per cui il recupero del biglietto verde potrà estendersi ancora.
Fonte: News Trend Online

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