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lunedì 7 maggio 2018

Dividendi oltre l'11%: chi è il lupo vestito da pecora?


Solitamente i titoli che pagano un dividendo tendono a sovraperformare rispetto ai loro colleghi che invece non premiano gli azionisti. Inoltre le azioni di questo tipo hanno modelli di business testati nel tempo e prospettive a lungo termine relativamente chiare, senza dimenticare che i capitali che arrivano da dividendi possono essere reinvestiti in altre azioni che pagano dividendi.
Eppure bisogna stare attenti perché, come sottolinea l'analisi di Sean Williams, se esistono dei titoli che offrono un premio estremamente allettante e anche sostenibile sul lungo periodo, altri, in realtà, sono lupi travestiti da pecora.

Alliance Resource Partners ( NASDAQ: ARLP )

Rendimento: 11,9%
Si tratta di un produttore di carbone che si differenzia dai suoi competitor, però, per un bilancio che vanta liquidità (28,8 milioni di dollari) e un corposo taglio del debito a lungo termine per 29,2 milioni di dollari.

Ha anche fatto un ottimo lavoro nel minimizzare la sua esposizione ai prezzi del carbone all'ingrosso bloccando la produzione con largo anticipo. In tutto ciò è bene sottolineare che, nonostante l'avanzata delle energie alternative, il carbone rappresenta circa il 30% di tutta la produzione di elettricità negli Stati Uniti, quindi sarà presente sulla scena ancora per un bel po' di tempo, soprattutto se si guarda alla possibilità di esportare il carbone anche sui mercati emergenti che avranno presto bisogno di nuova energia.
Responso finale di Williams: si tratta di un titolo il cui alto rendimento è anche sostenibile.

Annaly Capital Management (NYSE: NLY)

Rendimento: 11,6%
Un altro titolo ad alto rendimento è Annaly Capital Management.

Su una base trimestrale, il rendimento di Annaly è compreso tra il 9% e il 16% anche se la cosa più importante, al di là dei numeri forti, è la capacità o meno di essere sostenibile. Annaly fa parte di un gruppo di società ad alto rendimento nel settore dei fondi comuni d'investimento immobiliari (REIT), nello specifico Annaly acquista titoli di debito (ad esempio, titoli garantiti da ipoteca) e incassa gli interessi sul debito stesso.
Nel frattempo, prende in prestito denaro a un tasso di prestito a breve termine, per acquistare altro debito. Da questo si capisce subito che la sfera d'azione è la differenza tra i margini dei tassi di interesse i quali sono in fase di rialzo con possibile aumento dei costi di finanziamento a breve termine e limitazione del margine stesso.

La conferma arriva dai numeri del 2017, anno in cui il margine di interesse netto di Annaly è sceso all'1,47% dal 2,49% di fine 2016, lo stesso che ha visto la Fed cambiare rotta sulle politiche finanziarie ultra accomodanti per circa un decennio. Da specificare che in caso di aumenti lenti e prevedibili, la società potrebbe facilmente adeguare il proprio portafoglio ma è sempre un'incognita che non aiuta a stare tranquilli.
Responso finale di Williams: per quanto confermato con le cifre attuali, sul lungo periodo il rendimento non è detto che possa restare tale.

GameStop ( NYSE: GME)

Rendimento: 11%
Il gigante del gaming è un altro titolo ad alto rendimento che potrebbe far girare la testa.

Attualmente ha un rendimento dell'11% con un payout che non arriva al 50%. In questo caso il problema è un business stereotipato e fisso sulla vendita di giochi in punti vendita fisici, proprio nel momento in cui la community dei videogiochi sta passando, ormai da anni ai giochi digitali, venduti online, il che porterà il colosso a perdere la sua nicchia di intermediario dell'industria del gioco.
In realtà anche Game Stop sta guardando al fronte dell'ecommerce: in questo settore le vendite digitali sono aumentate di quasi il 14% nel 2017 arrivando a $ 189,2 milioni ma è ancora una frazione millesimale se confrontato con i $ 3,5 miliardi di vendite totali per l'intero anno nel 2017.

GameStop si basa essenzialmente su partnership, dispositivi mobili e nuove console per guidare la propria attività, articoli che rischiano diminuire nelle fette di mercato e nei numeri nel tempo.Un impulso potrebbe arrivare dalla nuova strategia industriale basata sulla focalizzazione verso giocatori hardcore e consumatori occasionali e tagli sui punti di vendita fisici.
Ma a parere di Williams non sembrerebbero azioni che possono reggere sul lungo periodo e soprattutto alla direzione, ormai chiara, che ha preso l'industria dei videogame.
Respondo finale di Williams: mentre il dividendo di GameStop potrebbe essere al sicuro per alcuni anni, le sue vendite e l'EPS in calo, anche a fronte di un taglio dei costi, non possono essere ignorati.

Sul lungo termine, quindi, l'unica scelta dovrà essere quella di un taglio della cedola.

Fonte: News Trend Online

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