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lunedì 21 maggio 2018

Cyber security, crescita esponenziale delle Thingbot

Roma, 21 mag. (askanews) - La sfida rappresentata dall'Internet of Things e dai suoi dispositivi sempre più vulnerabili si sta intensificando e diventa sempre più difficile da controllare. Lo rivela la nuova edizione del Threat Intelligence report elaborato degli esperti di cyber security di F5 Networks. Si assiste a una crescita esponenziale delle Thingbot, che si avvalgono esclusivamente di dispositivi IoT, e che stanno rapidamente diventando uno dei veicoli di diffusione preferiti delle minacce cyber da parte dei malintenzionati che creano le botnet.
In un confronto anno su anno (2016-2017), gli F5 Labs hanno rilevato che gli attacchi di brute force Telnet contro i dispositivi di IoT sono aumentati del 249%. Il 44% del traffico di attacco ha avuto origine in Cina e da indirizzi IP nelle reti cinesi. I Paesi più colpiti sono invece Stati Uniti, Singapore, Spagna e Ungheria (secondo il report all'Italia, a dicembre dell'anno passato, è stato rivolto l'1% delle offensive). Tuttavia, nel mirino delle Thingbot non vi è un Paese in particolare: i dispositivi IoT vulnerabili sono ampiamente dispersi in tutto il mondo.
Nell'ultima metà del 2017, gli F5 Labs hanno registrato una diminuzione del volume di attacchi rispetto al primo semestre dell'anno (calo del 77% dal primo al quarto trimestre). Ciononostante, i livelli di attacco sono stati ancora maggiori dei picchi ottenuti con Mirai, diventata famosa nel settembre del 2016 per essersi impossessata di centinaia di migliaia di dispositivi IoT, come Cctv, router e Dvr. Basandosi sul livello di traffico osservato tra luglio e dicembre 2017, i ricercatori della compagnia hanno stabilito che sono state create molte nuove Thingbot di ampie dimensioni. Inoltre, sottolineano che Mirai non ha mai attaccato sfruttando il suo pieno potenziale. In futuro, le potenzialità distruttive dell'IoT sono destinate a esplodere in scala.
Gartner ha recentemente dichiarato che oggi i dispositivi IoT in uso sono 8,4 miliardi e che il numero dovrebbe crescere fino a raggiungere 20,4 miliardi entro il 2020. IHS stima 30 miliardi di dispositivi IoT entro il 2020, mentre il conglomerato giapponese SoftBank, produttore anche di semiconduttori, ne stima un trilione entro il 2035.
(Fonte: Cyber Affairs)

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