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giovedì 3 maggio 2018

Criptovalute: sell in may and go away? Non per il Bitcoin


Se è vero che il mese di maggio è un mese particolarmente piatto per gli investimenti, se non addirittura negativo, tanto da far nascere uno dei più famosi slogan del mondo finanziario, Sell in May and go away, questo potrebbe non essere vero per il Bitcoin (BTC).

Il motivo?

La forza registrata nelle ultime sedute potrebbe continuare anche nelle prossime settimane.

In particolare, allargando la visuale ai dati storici (sebbene non si arrivi al decennio vista la giovane età del Bitcoin), si può notare, come ricorda Omkar Godbole, che in cinque degli ultimi 7 anni maggio abbia registrato performance sempre positive. Nello specifico +73% a maggio 2017 (da $ 1,348 a $ 2,330) e, in caso di calo, solo una leggera correzione, inferiore al 10% che si è registrata nel 2015 e nel 2013.
Non solo, ma i secondi trimestri dell'anno sembrano essere particolarmente proficui per la prima delle criptovalute, con un record registrato tra aprile e giugno 2011 quando il Bitcoin è passato da $0,78 a $16,10. 

L'altra faccia delle previsioni

Previsioni positive, dunque, per la moneta virtuale, nonostante abbia inaugurato il passaggio da un mese all'altro con un calo: dopo il saldo di aprile, chiuso a +33,4% (anche se da inizio anno il BTC è ancora giù del 35%) chi ha puntato su BTC ha visto allontanarsi la soglia dei 9mila dollari proprio il primo giorno di maggio.

Attualmente le quotazioni vedono $9.209,57 pari a una crescita dello 0,5%.
Tra gli scettici, però, c'è chi ricorda come proprio a maggio potrebbe tornare a muoversi la “balena di Tokyo”, ossia Nobuaki Kobayashi, curatore fallimentare di Mt. Gox, l’exchange giapponese fallito nel 2014.
A causa di questo episodio, infatti, le autorità hanno imposto la vendita di ingenti quantità di BTC e BCH cme risarcimento danni per coloro che sono rimasti coinvolti nel crac e soprattutto nei furti registrati sulla piattaforma; queste vendite corpose sono state viste come potenziale concausa del calo visto all'inizio del 2018.

Nei prossimi giorni, infatti, si potrebbero perciò verificare nuove oscillazioni simili a quelle viste in concomitanza con i $400 milioni venduti intorno a febbraio 2018, a cui hanno fatto seguito, qualche settimana dopo, altri $170 milioni.
Fonte: News Trend Online

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