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martedì 29 maggio 2018

Credit Suisse: Piazza Affari è molto attraente, ma cautela ora


Non si allenta in alcun modo la pressione ribassista sugli asset italiani che continuano ad essere oggetto di forti vendite. A Piazza Affari il Ftse Mib proprio quest'oggi ha aggiornato i minimi dell'anno, violando i precedenti del 5 maggio scorso in area 21.500, raggiunto proprio all'indomani delle elezioni politiche.

Da quel bottom l'indice delle blue chips nell'arco di due mesi ha messo a segno un rialzo di circa il 14%, arrivando il 7 maggio a segnare un nuovo top del 2018 a 24.544 punti. 
Un'altra data chiave per il nostro mercato, visto che da allora ad oggi, in poco più di due settimane, il Ftse Mib ha perso circa il 13%, mandando in fumo quanto di buono aveva costruito nei due mesi precedenti.


Segnali di panico anche sul fronte obbligazionario, con lo spread BTP-Bund che oggi si è spinto anche oltre i 320 punti base, per poi rientrare in direzione dei 300. 
La matrice di questo allarmante andamento del mercato è da ricercare in una situazione politica che diventa sempre più incerta e carica di tensioni nel nostro Paese.

Secondo il Credit Suisse, l'attuale situazione del mercato azionario italiano riflette proprio un quadro politico sempre più negativo, ma a ciò si contrappongono dei buoni fondamentali economici che non vanno ignorati. 
La banca elvetica ricorda infatti che i conti del primo trimestre diffusi dalle società quotate a Piazza Affari hanno mostrato utili in crescita, peraltro in presenza di un euro che viaggiava su livelli ben più alti di quelli attuali, con diverse revisioni al rialzo dell'outlook.


Ampliando l'orizzonte ad altri indici mondiali, si nota come il Ftse Mib sia il migliore sotto il profilo del momentum economico. A ciò si aggiungono indicazioni positive sul fronte delle valutazioni, visto che secondo il Credit Suisse Piazza Affari vanta dei multipli molto attraenti.

L'indice delle blue chips viaggia ora molto al di sotto delle 11,5 volte gli utili dei prossimi 12 mesi, con un dividend yield superiore al 3,7%, considerato dalla banca elvetica pienamente sostenibile visto il Roe in netto aumento. 
Il Credit Suisse spiega che il mercato in questa fase ignora questi fattori positivi che offrono un potenziale di upside teorico per il Ftse Mib, per via della difficile situazione politica in cui versa il nostro Paese.


Non dimentichiamo che proprio la banca elvetica all'indomani dell'esito delle elezioni del 4 marzo, aveva deciso di bocciare l'azionario italiano, con un cambio di rating da "benchmark" ad "underweight", proprio a causa delle criticità emerse dalle urne. 
Una cautela che a distanza di quasi tre mesi viene ribadita dal Credit Suisse, visto che non si intravede una soluzione rapida sul fronte politico, capace di ripristinare la fiducia sui mercati.

La banca elvetica fa notare che a pagare pegno più degli altri per l'attuale situazione sono i titoli del settore bancario, fortemente condizionati dall'andamento dello spread BTP-Bund, vista l'esposizione degli istituti di credito ai titoli di Stato. 
Secondo il Credit Suisse i bancari ai prezzi attuali scontano livelli di spread più elevati di quelli correnti, e questo è un chiaro segnale dello scetticismo e del fatto che il mercato guarda ad una frenata dell'economia del Belpaese.


Diverso il discorso per i titoli del settore industriale, farmaceutico, ma anche di quello legato alle materie prime e ai consumi ciclici e non. In alcuni casi i titoli di questi comparti presentano addirittura variazioni positive da quando è partito il crollo di Piazza Affari. Un simile andamento si può spiegare alla luce del rafforzamento del dollaro che favorisce le società maggiormente esposte al di fuori dei confini nazionali, ma anche in ragione della ripresa generale dei consumi nel mondo.
Fonte: News Trend Online

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