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mercoledì 9 maggio 2018

Come Goldman potrebbe rivoluzionare il mondo del bitcoin


La settimana scorsa il New York Times riportava la notizia di Goldman Sachs interessata a entrare nel mondo del bitcoin (BTC).

La posizione di Goldman Sachs

In realtà la più potente banca statunitense starebbe monitorando le varie possibilità che gi si offrono anche perché lei stessa avrebbe confermato che il bitcoin non è una truffa ma non può nemmeno definirsi moneta reale, l'unica constatazione innegabile è quella che vuole in aumento la domanda di criptovaluta e, quindi, la necessità di poter gestire questo flusso e, magari, sfruttarlo al meglio.

Ad ogni modo la presenza di Goldman conferma anche il crescente interesse delle grandi istituzioni finanziarie per un fenomeno che, fino a poco tempo fa, era stato relegato al livello della bolla speculativa.
Diverse sembrano, attualmente, le conseguenze dell'ingresso di un protagonista così importante sulla scena, ingresso che indubbiamente porta con sé molte implicazioni.
La prima, analizzata da Rakesh Sharma riguarda quello che potrebbe essere l'arricchimento dell'ecosistema nel trading delle criptovalute con l'aumento del profilo di liquidità non solo per il bitcoin stesso ma anche per le altre criptovalute.

La grande popolarità raggiunta dalle monete virtuali in seguito al rally delle quotazioni registrato lo scorso dicembre se da un lato ha permesso all'opinione pubblica di scoprire le grandi novità che queste portavano con loro (anche a livello di nuove tecnologie come l'idea del blockchain) dall'altra ha anche evidenziato tutte o comunque gran parte, delle fragilità del sistema, con la conseguenza che molti grandi investitori, viste le criticità del sistema, hanno preferito mantenersi alla larga oppure, nel migliore dei casi, elogiarne la tecnologia dalla quale le crypto nascono, quel blockchain che, invece, trova ampia approvazione (e applicazione) all'interno della società produttiva.
Ad ogni modo, secondo l'analista, è facile che dal bitcoin si potrebbe passare ad altri tipi di futures e opzioni, incluse le put fino alla creazione di prodotti finanziari particolarmente complessi, legati alle criptovalute.

Tutto questo potrebbe essere presto disponibile dopo che l'ingresso di Goldman aprirà la strada ad altri investitori istituzionali e banchieri, ormai liberi di entrare nel trading di cripto, grazie alla presenza rassicurante del gigante bancario statunitense.

Le conseguenze sul lungo periodo

A dire il vero Goldman non ha specificato il suo raggio d'azione né ha fornito particolari tecnici, ma gli esperti del settore guardano a quegli strumenti di trading che Goldman potrebbe introdurre nel mondo delle criptovalute.

Nolan Bauerle, research director di Coindesk ha nominato LedgerX, un exchange che ha visto di recente un bump nelle attività di trading e che recentemente ha ricevuto finanziamenti da importanti società di venture. Il “sospetto”che l'exchange possa godere di appoggi importanti deriva dal fatto che ad esempio, John Smollen, vicepresidente esecutivo, è un ex dirigente proprio di Goldman.
Ma Bauerle ha sottolineato anche un'altra possibile rivoluzione: la velocizzazione delle operazioni.

Attualmente le normali piattaforme bitcoin non sono in grado gestire le migliaia transazioni e soprattutto la complessità di operazioni necessarie nelle normali sedute di trading. Nei giorni scorsi Goldman Sachs attraverso Circle, società finanziata dalla banca, aveva acquistato per 400 milioni di dollari, uno storico exchange di Bitcoin, Poloniex in modo da avere una presenza nel settore criptocurrency a prescindere dal fatto che si tratti di bolla o meno.
Fonte: News Trend Online

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