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giovedì 31 maggio 2018

Ciocca o Savona Italexit o Trump: point of no return!

Dite la verità, non è profetica questa immagine, non ci sarà mai alcuna Brexit, Trump non verrà mai eletto e in Italia, un governo Lega e M5S è impossibile, eppure questa è la nemesi.
Consiglio di rilassarsi a tutti coloro che vedono solo catastrofismo nelle nostre analisi, noi siamo solo degli sfegatati ottimisti, ben informati, con il vizio di avere a cuore le sorti dei risparmi dei nostri lettori ed amici, di chi ci stima e ci sostiene, che in questi anni a partire dal crollo del 2008, passando per la crisi italiana, per arrivare alla straordinaria performance dei tresuries e del dollaro, abbiamo contribuito a tenere al sicuro.
Mentre il Movimento Cinque Stelle passa come se nulla fosse, dalla richiesta inutile come avevo scritto, dell’impeachment del presidente Mattarella a richiedere un passo indietro da parte di Paolo Savona, in attesa della risposta ufficiale della Lega torniamo ad occuparci delle vicende americane, visto che in molti stanno dimenticando l’altro fronte caldo di quella che potrebbe diventare davvero la madre di tutte le crisi.
L’augurio è che il nome di Ciocca per il tesoro sia solo una fake news, diversamente la reputazione di Salvini finirebbe in mille coccia, mentre quella di Di Maio è già andata in frantumi.
Il senso di quello che è accaduto ieri è un po questo, ” Ci scusi presidente, l’idea dell’impeachmente è stata una fesseria, ci scusiamo e proviamo a far cambiare idea a Salvini.”
(ANSA) – WASHINGTON, 31 MAG – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, intende annunciare gia’ nelle prossime ore l’imposizione di dazi sull’importazione di acciaio e alluminio da Canada, Messico e Unione europea.
Lo scrive il Washington Post, citando tre fonti informate.

La misura potrebbe avere effetto gia’ a partire da domani.
La deadline è ormai alle porte: dopo la proroga ottenuta un mese fa, il 1° giugno scade (di nuovo) l’esenzione concessa da Washington sui dazi su acciaio (25%) e alluminio (10%): Bruxelles non si fa illusioni.

E ieri la Casa Bianca ha rotto anche la tregua commerciale raggiunta il 19 maggio con la Cina.
Alla vigilia dell’incontro di Parigi con il ministro Usa al Commercio, Wilbur Ross, ieri la commissaria Ue, Cecilia Malmström, ha dichiarato all’Europarlamento di ritenere «improbabile» che gli Stati Uniti accordino all’Unione una esenzione totale e permanente.
Malmström ha detto di aspettarsi, nell’ipotesi migliore, la definizione di quote sull’import dalla Ue. «Forse – ha detto – non ci saranno né dazi, né quote, ma se siamo realisti penso che non possiamo sperarci: in realtà se gli Usa decidono di non applicare i dazi, mi aspetto che vogliano imporci delle quote».

L’incognita, ha concluso, è se si tratterà di quote al di sopra delle quali l’export Ue sarà bloccato, oppure di quote al di sopra delle quali scatteranno semplicemente dazi.
Usa pronti a colpire la Ue con dazi su acciaio e alluminio
Come vi abbiamo raccontato nei giorni scorsi non sarà una passeggiata anche per l’Italia, visto che senza la manifattura e in parte la tecnologia italiana, ovvero l’indotto, le macchinine tedesche più o meno sarebbero queste…
Risultati immagini per flintstone auto
Gli autoveicoli con 4,5 miliardi nel 2017 sono la prima voce dell’export Made in Italy negli Stati Uniti davanti all’agroalimentare che supera di poco i 4 miliardi.

È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sugli effetti per l’Italia della tariffa del 20% sulle auto importate dall’Europa e dal resto del mondo negli Stati Uniti che Donald Trump ha annunciato di voler imporre, secondo il Wall Street Journal.
Come abbiamo scritto in questi due anni insieme a Machiavelli, la guerra commerciale è solo all’inizio con uomini come Ross e Navarro nelle posizioni chiave dell’amministrazione americana…
Navarro critica parole di Mnuchin su “sospensione” guerra con Cina
Il consigliere economico del presidente americano Donald Trump ha pubblicamente criticato il segretario del Tesoro Usa, ‘reo’ di avere dichiarato una tregua commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina al termine del round di negoziati che si erano svolti a Washington nel fine settimana del 19 e 20 maggio scorsi.

Il segretario aveva detto che tra le due nazioni la guerra commerciale era stata “sospesa”.
Parlando ai microfoni della National Public Radio (Npr), Peter Navarro ha attaccato Steven Mnuchin spiegando che le sue parole sono state “infelici” per due motivi. “Uno è dato dal fatto che con la Cina abbiamo una disputa commerciale.
Loro [i cinesi] sono protagonisti di una serie di pratiche commerciali ingiuste”. Il secondo motivo è che “il presidente ha detto che abbiamo perso la guerra commerciale tempo fa” con accordi come il Nafta e con l’ingresso “devastante” della Cina nell’Organizzazione mondiale del commercio nel 2001.
Nel frattempo mentre il libro dei sogni, il beige book, prefigura chissà quali meraviglie come sempre, il Pil del primo trimestre esce leggermente ridimensionato dalla prima lettura, scendendo ad un più consono 2,2 % in discesa dal 2,9 % del trimestre precedente.
Inoltre anche se si tratta di un dato da prendere con le pinze, vista la scarsa correlazione con i dati ufficiali del BLS, ieri la ADP ha comunicato la creazione di soli, 178.000 posti di lavoro, con il dato precedente rivisto in calo a 163.000.

L’occupazione sta rallentando e meno male che la riforma fiscale di Trump è da tempo in azione.
Ma torniamo al nostro Paese, ieri Reuters ha confermato le nostre perplessità, ovvero nei giorni scorsi, nelle settimane passate, la BCE era assente sul mercato dei bond italiani…
Reuters ha riferito che la BCE non vede la necessità di intervenire nella crisi italiana, in quanto i costi di indebitamento dell’Italia erano ancora meno della metà di quelli osservati durante la crisi del debito della zona euro 2010-12, non vede stress nei depositi bancari, ne sui tassi interbancari, o nelle aste, e non intende agire  “sull’onda di eventi di pochi giorni”, anche se la banca centrale sta tenendo d’occhio l’Italia.
Sulla base di queste affermazioni, già si potrebbe ridurre a carta straccia tutte le idiozie e fesserie scritte in questi giorni sulla stampa italiana, sul ritorno dello spread ed amenità varie.
Più preoccupanti sono le notizie aggiunte da Reuters:
LA BCE NON HA GLI STRUMENTI O IL MANDATO PER RISOLVERE UNA CRISI POLITICA IN ITALIA…
Questo è il risultato di non disporre di una politica monetaria sovrana, come l’anacronistica scelta fatta dai fondatori di questo scempio che è l’euro di non permettere alla banca centrale di sostenere gli Stati in difficoltà, attraverso l’acquisto diretto di titoli in caso di emergenza e non solo attraverso il Quantitative easing.
Ecco perché la Bce non può fare come USA e Giappone
Come racconta Zero Hedge,
Mentre alcuni hanno considerato questa una buona notizia, ovvero che Draghi non considera la crisi italiana sufficientemente grande da meritare un intervento della BCE, altri hanno avvertito di non sovrastimare la flessibilità della banca a reagire nel caso in cui le turbolenze italiane tornino.

Questo, mentre più di un trading desk, è l’anello più debole nella sequenza di eventi del mercato, poiché gli operatori si aspettano ancora che la BCE faccia “tutto il necessario” per frenare un maggior contagio, motivo per cui il rischio è che il contagio , soprattutto se il voto di venerdì di sfiducia nel governo Rajoy passa e conduce a un altro punto di rischio europeo.
Quindi non dimenticatevi che domani la Spagna potrebbe ritrovarsi senza un governo ed essere costretta ad nuove elezioni, visto quanto è accaduto in Italia, non escluderei che anche in Spagna qualcuno si svegli, invece di presentarsi quotidianamente a 90 gradi al cospetto della Merkel.
Il nostro Marco Zanni, puntualmente presenta alla BCE la richiesta di rendicontare gli acquisti e le vendite di titoli di Stato italiani e tedeschi in queste ultime settimane…
Quindi la BCE ritiene di non intervenire, vediamo sino a che punto e soprattutto se intende far fare la stessa fine della Grecia all’Italia, come vi abbiamo raccontato nei giorni scorsi, attraverso le parole di Luigi Zingales…
Grecia, Zingales: “Atene quasi forzata ad uscire dall’euro per creare
Pimco nel frattempo suggerisce da vendere i titoli di Stato italiani, non solo addirittura scommettere contro, le obbligazioni italiane, non offrono un risarcimento sufficiente per il rischio connesso, sebbene non alto precisano, di una nazione che potrebbe uscire dall’euro.
“Non prevediamo un’uscita, ma non è necessario un alto rischio che ciò accada per ottenere un risarcimento più elevato”, ha detto ai giornalisti in un briefing a Londra, aggiungendo che l’Italia potrebbe effettivamente uscire dal blocco – senza realmente lasciarlo – perdendo l’accesso alle istituzioni della zona euro.
Tornando per un attimo ai nostri tesorucci, nei mesi scorsi alcuni di voi si sono lamentati per l’eccessiva ironia usata nei confronti di due mostri sacri dei bond,  Gross e Gundlach, che in questi anni hanno previsto cinque o sei volte la fine del mercato toro obbligazionario. Bene, questi sono in vostri idoli…
Bill Gross non è più ‘re dei bond’, per suo fondo ieri giornata peggiore di sempre
La crisi politica italiana è costata cara, seppur indirettamente, a Bill Gross. Il cosiddetto ‘re dei bond’ che nel settembre 2014 lasciò la sua Pimco per passare alla rivale più piccola Janus Henderson (nel 2017 fusa con la britannica Henderson) ieri ha vissuto una giornata da dimenticare. Il fondo da lui gestito per 2,1 miliardi di dollari ha perso oltre il 3%. Quella performance – la peggiore di sempre – del Janus Henderson Global Unconstrained Bond Fund ha portato le perdite da inizio anno a un -5,9% stando a dati elaborati da Morningstar, secondo cui il calo del 2018 si confronta con quello medio di settore dello 0,22%.
Stando a documenti depositati presso l’autorità di Borsa Usa a fine marzo, non c’erano asset italiani tra i primi 20 del fondo di Gross quindi il collasso di ieri del mercato obbligazionario dell’Eurozona non dovrebbe essere direttamente responsabile del declino subito nella scorsa seduta. Forse Gross aveva scommesso contro i Treasury, ieri protagonisti di un bel rally.
Forse Gross aveva scommesso contro i Treasury…
Mai scomettere contro i nostri tesorucci, hanno sette vite come i gatti, ma questo signore non ne indovina una da anni ormai, …#sapevatelo!
Nel frattempo mentre sulla carta straccia italiana fioccano scenari apocalittici nel caso di una improbabile uscita dall’euro… Perché l’Eurozona e l’Euro sono entrambi condannati 
JPMorgan ruggerisce di comprare titoli di Stato italiani, BTP? E chi è JPMorgan?
Non prometto nulla, già vivo quotidianamente sul filo del rasoio del tempo, ma se arrivo nel fine settimana, un’edizione straordinaria di Machiavelli, con focus esclusivo sui rendimenti dei nostri titoli di Stato e ovviamente sui tesorucci e sulle dinamiche valutarie…”Machiavelli: Italia punto di non ritorno!” ” Italy, point of no return.”
Autore: Andrea Mazzalai Fonte: News Trend Online

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