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giovedì 10 maggio 2018

Chi ha bisogno di Wall Street se si hanno unicorni monetari?

Il prezzo più importante di tutto il capitalismo è il tasso d'interesse. E la più importante verità sui tassi d'interesse onesti è che devono essere scoperti dai mercati, non imposti dallo stato.
Abbiamo riflettuto su queste definizioni fondamentali quando abbiamo letto che il capo della FED di San Francisco, John Williams, potrebbe essere destinato a diventare il nuovo presidente della FED di New York.
Non siamo scoppiati a ridere, ma quasi.
Ricordiamo che Williams sostiene di vedere un'apparizione finanziaria che nessuno ha mai toccato, misurato, fotografato, sottoposto a raggi X o altrimenti provatone l'esistenza. Ci riferiamo, ovviamente, al "tasso d'interesse neutrale".
Al contrario, Williams è sicuro di averlo individuato, misurato e capito completamente.

Infatti è così certo che negli ultimi tempi è stato straordinariamente basso, da voler gestire l'intera economia statunitense da $19,000 miliardi per dimostrarlo.
Cioè, ancorare i tassi d'interesse reali nel mercato monetario sulla base di un tasso teorico che potrebbe anche essere l'equivalente di un Unicorno Monetario.
Questo perché nessuno l'ha mai visto a Wall Street, né lo vedrà mai.
Non solo, ma Williams ora suggerisce che in realtà abbiamo bisogno di un'inflazione ancora maggiore rispetto all'obiettivo sacro del 2.00%, in modo da curare tutto ciò che affligge l'economia degli Stati Uniti.

È il suo Unicorno Monetario ad averglielo detto.
Proprio così. Non ci sono prove che un'inflazione al 2.00% sia migliore di un'inflazione all'1.00%, ma Williams vuole alzare la posta al 3.00% per recuperare il terreno perduto durante la presunta "lowflation" degli ultimi anni.
Detto in modo diverso, vuole consentire alla FED di gestire l'intero sistema finanziario puntando al livello d'indice dell'inflazione, non solo al tasso di aumento annuale; e vuole farlo basandosi su un prezzo del denaro invisibile (il tasso d'interesse neutrale) che nessuno a Wall Street ha mai visto.
E vogliono addirittura metterlo a capo del casinò!
Quindi a questo punto è inutile ricordare che non si può inventare roba del genere, nonostante lo facciano giorno dopo giorno nella nostra terra di fantasia finanziaria guidata dalla banca centrale.
Ma forse la pura e semplice ironia di mandare Williams a Wall Street offre un'occasione per far notare l'ovvio: la pianificazione monetaria centrale praticata dalla FED e dalle altre banche centrali è l'antitesi di una sana finanza, perché il suo modus operandi è basato sull'impostazione dei prezzi del debito che variano dal mercato libero e, in tempi recenti, in quantità considerevoli.
Altrimenti, perché chiamarla "politica d'emergenza"? O se la variazione dai prezzi di mercato è ritenuta insignificante, perché preoccuparsene in primo luogo?
Detto in modo diverso, se le banche centrali stanno facendo ciò che sostengono – orientare l'economia attraverso tassi d'interesse e prezzi degli asset non di mercato – tutto si riduce ad una semplice proposizione: le banche centrali stanno falsificando materialmente i prezzi degli asset finanziari (il debito è patrimonio di qualcuno) e questo per il vostro bene.
Non essendo bevitori del Cool Aid, siamo propensi a chiederci: perché dovremmo credere a questa storia?
Ad esempio, perché i 12 membri del FOMC sarebbero meglio equipaggiati per valutare il debito societario BBB, rispetto alle decine di migliaia di trader e gestori obbligazionari?
Quando la si mette così, è abbastanza ovvio che gli accademici ed i burocrati che dominano il FOMC non hanno la minima idea dei rischi e dei benefici in questa regione di confine tra la spazzatura e l'investment grade, dove più della metà delle cosiddette obbligazioni investment grade sono ora indicizzate.
Per definizione gli emittenti di titoli BBB conducono attività rischiose, hanno bilanci rischiosi e competono in mercati globali altamente competitivi e in continua evoluzione, per non dire instabili.

Dopotutto, c'è una ragione per cui i titoli BBB non sono pensati per i conti della maggior parte delle persone.
Ovviamente non intendiamo che il politburo monetario stabilisca letteralmente il prezzo delle aziende BBB come fanno gli operatori in ogni singola transazione, ma che hanno un prezzo inferiore al decennale USA.
E sappiamo che negli ultimi 20 anni la FED ha esteso il proprio bilancio da $400 miliardi a $4,400 miliardi.
Ciò significa, a sua volta, che ha acquistato $4,000 miliardi di bond del Tesoro USA e titoli legati alle GSE. Così facendo, ha spinto al rialzo il prezzo del decennale USA, ha incoraggiato gli speculatori in prima linea a fare lo stesso, e ha anche costretto le altre banche centrali mercantiliste a sterilizzare queste emissioni in dollari attraverso gli interventi nel Forex e l'acquisto di ancor più bond statali statunitensi.
Complessivamente, la follia della FED sin dal 1997 ha innescato una vasta serie di repressioni dei rendimenti nel mercato del debito sovrano degli Stati Uniti, innescando così una grande costernazione – a volte persino panico – tra i gestori di portafogli obbligazionari.

Quindi hanno risposto ai prezzi dei titoli di riferimento falsificati cercando altri titoli che potessero fornire loro rendimenti decenti.
E un posto in cui i cacciatori di rendimenti sono andati è stato il settore BBB aziendale che è più che quadruplicato in questo periodo.
Successivamente anche questo ha visto crollare i rendimenti e il costo di carry per gli emittenti.
Come mostrato dalla linea blu nel grafico qui sotto, durante i giorni del boom tecnologico, i rendimenti dei titoli BBB si aggiravano intorno al 7.5% prima dell'arrivo della recessione dopo il 2000.

Poiché l'IPC era in media del 2.5% nella seconda metà degli anni '90, il rendimento reale era del 5.0%.
Allo stesso modo, il rendimento nominale al 5-6% durante il boom del credito ipotecario di Greenspan nel 2003-2007, era al 3-4% in termini reali. E poi è arrivata la compravendita di obbligazioni della FED dopo il crollo finanziario del 2008, causando un calo dei rendimenti nominali per i titoli BBB attorno al 3.75% durante la maggior parte degli ultimi sei anni.
Contrariamente alla narrativa dei media generalisti, l'IPC non è diminuito in modo eclatante, con una media di circa l'1.75% negli ultimi anni.

Quindi la commissione per la determinazione dei prezzi della FED (cioè il FOMC) ha apparentemente ottenuto un rendimento reale per i titoli BBB al 2.0%.
Cos'è successo?
Le grandi aziende americane si sono lasciate prendere la mano col finanziamento a basso costo. All'inizio del 1997, il debito societario in circolazione ammontava a $4,600 miliardi e il suo peso era pari al 54% del PIL.
Al contrario, nel terzo trimestre 2017 è salito a $14,000 miliardi e ammontava al 72% del PIL.
Non vi è assolutamente alcun motivo per ritenere che in qualche modo il settore delle società statunitensi fosse "underleveraged" nel 1997 e che i pianificatori monetari centrali della FED dovessero seppellirlo nel debito.
Tuttavia, se il rapporto debito/PIL fosse rimasto al 54% del PIL, oggi il debito societario sarebbe stato di ben $3,500 miliardi in meno.
La teoria dei pianificatori monetari centrali, come Williams, vuole che il loro intervento sia solo un aiuto per la comunità imprenditoriale, affinché possa accendere prestiti più facilmente – questo è quello che significano i quasi $10,000 miliardi di aumenti sin dal 1997 – e possa investire a tassi più alti di quelli che i propri dirigenti aziendali potrebbero fare da soli.
Potremmo dire di nuovo che è sbagliato, ma perché preoccuparsene?
I dati sono eloquenti, ma completamente ignorati dai nostri onnipotenti pianificatori monetari centrali.

Infatti gli investimenti netti sono andati dritti in discesa su una base tendenziale sin dalla fine degli anni '90, e sono ancora inferiori del 35% dopo 10 anni in cui la FED ha stimolato la "ripresa" e falsificato drasticamente i tassi d'interesse.
Forse i piani alti delle grandi aziende americane non sono così lenti come presume Williams.
Dal 1997 hanno aumentato di $20,000 miliardi i loro meccanismi dell'ingegneria finanziaria. Cioè, riacquisti di azioni, operazioni di fusione/acquisizione, ricapitalizzazioni con leva e LBO di ogni forma e tipo, sono tornati nei canyon di Wall Street gonfiando i prezzi delle azioni e i valori delle stock option.
Come abbiamo detto, la FED è nel business della falsificazione dei tassi d'interesse e di altri prezzi degli asset finanziari.

Il problema è che alimenta bolle finanziarie ed investimenti improduttivi, non la prosperità capitalistica.
Ormai questo dovrebbe essere ovvio, a parte per i simpatizzanti dei burocrati alla ricerca di potere come Williams che dirigerebbero il mondo sulla base di fiabe finanziarie piuttosto che permettere ai mercati liberi di fare il lavoro onesto della scoperta dei prezzi.
Di David Stockman
Traduzione di Francesco Simoncelli
Autore: Francesco Simoncelli Fonte: News Trend Online

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