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lunedì 7 maggio 2018

Borse positive. Piazza Affari ritocca i massimi

Meno di un’ora di contrattazione … e le vendite sono sparite, il sentiment cambiava radicalmente e sui book arrivavano solo ordini di acquisto. Il semaforo verde di Wall Street portava poi gli indici europei a concludere la seduta sui massimi di giornata.
La paventata “crisi iraniana” pare non spaventare nessuno, nonostante il tono delle dichiarazioni in arrivo da Tel Aviv non sia di quelli teneri.
Non preoccupa neppure la storia  a luci rosse (vera o presunta) che riguarderebbe Donald Trump.
E per arrivare a casa nostra nessuno sembra intimorito per il probabile ritorno alle urne in piena estate, anzi, non avere un Governo, per l’Italia, è un vantaggio … perlomeno non fa danni.
Anche oggi è Parigi (+0,3%) che limita i guadagni, Londra (+0,9%) e Francoforte (+1,0%) continuano a ben performare, così come il nostro Ftse Mib (+0,86%) trainato dai titoli della galassia Agnelli e dal comparto petrolifero.
Ferrari (+3,73%) non si ferma, ha quasi triplicato il valore dell’IPO, per chi aveva creduto fin dalla prima ora nel titolo del Cavallino Rampante un grande investimento.

La straordinaria performance di Ferrari ha portato al massimo storico anche Exor (+2,29%) che per la prima volta supera quota 65 euro concludendo anche sul massimo di giornata. Completano la festa del Lingotto Cnh Ind. (+1,93%) e Fiat Chrysler (+0,20%)
Posto d’onore per Stmicroelectronics (+3,48%) che in intraday aveva di nuovo superato la fatidica soglia dei 20 euro, un livello psicologico molto importante.
L’impennata del petrolio ovviamente traina i titoli del settore, Tenaris (+2,20%) non si ferma e qualcuno comincia ad ipotizzare che possa anche dare la scalata ai massimi assoluti del 2008.
Massimi assoluti che sono davvero a portata di mano per Eni (+1,92%) visto che soltanto il 30 giugno del 2014 aveva fatto segnare al fixing una quotazione superiore a quella odierna.
Positiva anche Saipem (+1,48%) che rimane tuttavia su livelli infimi.
Da segnalare poi le performances di Azimut (+1,96%) e Brembo (+1,00%).
Sul fondo troviamo di nuovo Moncler (-1,18%) che però sembra aver trovato in quota 35 euro una base sulla quale “appoggiarsi”.
Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro
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Autore: Giancarlo Marcotti Fonte: News Trend Online

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