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giovedì 17 maggio 2018

Borse dell'Asia contrastate, continua a salire il petrolio

Le Borse dell'Asia fluttuano intorno alla parità, il petrolio continua a salire ed il dollaro si deprezza lievemente nei confronti dell'euro.

Stamattina, solo il mercato azionario del Giappone sta nella scia di Wall Street (ieri l'S&P500 ha chiuso in rialzo dello 0,4% ed il Nasdaq dello 0,6%), l'indice Nikkei di Tokyo guadagna lo 0,4%. Lo yen recupera qualche posizione sul dollaro, a 110,2.
In calo le Borse della Cina. Hong Kong -0,3%, indice CSI300 dei listini di Shanghai e Shenzen -0,3%. 

In lieve calo, dopo l'inaspettato aumento della disoccupazione in Australia, l'indice S&P ASX 200 di Sidney. Chiusa la Borsa dell'India.

L'euro recupera stamattina qualche posizione, sceso ieri fino a 1,177 su dollaro, la valuta unica stamattina tratta a 1,182. 

Nell'ultima bozza del contratto di governo tra M5s e Lega, circolata nelle ultime ore sui giornali, non ci sono temi scabrosi per i mercati. Non c'è neanche il nome del Presidente del Consiglio, inoltre restano da risolvere alcuni dettagli, probabilmente quella di oggi sarà una giornata interlocutoria. Si riparte con lo spread Bund BTP a 150 punti base.

L'euro si indebolisce sulla sterlina per il quarto giorno consecutivo a 0,872. Ieri sera i ministri del governo di Theresa May avrebbero trovato un accordo su Brexit: il Regno Unito, secondo quanto riportato dal Telegraph, comunicherà nelle prossime ore la propria intenzione di rimanere nell'unione doganale europea a partire dal 2021.

Il petrolio Brent è scambiato stamattina a 79,4 dollari il barile, in rialzo dello 0,2%. Ieri sera, anche per effetto del calo più forte del previsto delle scorte degli Stati Uniti, il greggio di riferimento del Mare del Nord ha chiuso in rialzo dell'1% a 79,3 dollari il barile. Siamo sui massimi dal 2014. Morgan Stanley, nel report che consiglia di investire nelle società dei servizi all'industria petrolifera diffuso ieri, prevede un prezzo del petrolio intorno ai 90 dollari al barile nel medio periodo.

Il rendimento del bond decennale degli Stati Uniti si è spinto a 3,10%, la curva dei tassi di interesse torna a farsi più ripida: differenziale tra due anni e dieci anni sui massimi delle ultime tre settimane a 51 punti base. 
I future sulle borse europee anticipano un avvio in leggero rialzo.
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