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martedì 15 maggio 2018

Borse asiatiche in calo, si rafforza il dollaro e sale il petrolio

Le Borse dell'Asia sono in ribasso mentre il dollaro si rafforza e le materie prime, in particolare il petrolio, salgono.
L'indice Nikkei di Tokyo è in calo dello 0,2%. Giù, dopo una lunga serie di guadagni, i mercati della Cina. Hong Kong -1%, indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen -0,3%. Non sono del tutto convincenti i dati sull'economia cinese diffusi stanotte, le vendite al dettaglio sono salite in aprile meno del previsto: +9,4% contro il +10% stimato. In compenso, l'apparato industriale della Cina, marcia a pieno ritmo: la produzione, il mese scorso è salita del 6,9%, in accelerazione da marzo e più delle previsioni.La Borsa della Corea del Sud perde lo 0,6%, quella dell'India dello 0,2%.
Il dollaro si apprezza su yen (+0,3% a 109,7), su won coreano (+0,5%) sulla rupia indiana (+0,1% a 67,5).
Stanotte, il peso argentino ha toccato un nuovo minimo storico su dollaro, a 24,98. Il cross dollaro peso è salito del 7,7%. Oggi la banca centrale dell'Argentina prova a collocare obbligazioni fino a 30 miliardi di dollari, in modo da raccogliere le risorse necessarie a rimborsare i prestiti in scadenza il giorno dopo. Ieri pomeriggio il Fondo Monetario Internazionale ha detto che la trattativa, in vista di un possibile intervento a sostegno dell'economia argentina, prosegue: del tema si parlerà venerdì nel corso della riunione del consiglio di amministrazione dell'organizzazione. 
Continua la discesa della lira turca, a 4,38 su dollaro. Stamattina, in un'intervista a Bloomberg Tv, Recep Erdogan ha affermato che se vincerà le elezioni, nel quadro del rafforzamento del ruolo del presidente della Repubblica, solleciterà la banca centrale ad abbassare i tassi di interesse, oggi al 13,5%, mentre l'inflazione è al 10,9%.
Poco mosso il cambio euro dollaro, a 1,192. La politica italiana, che sul tema del nuovo governo, va ai supplementari, continua ad essere un tema non rilevante: ieri il BTP si è indebolito, ma non perché Lega e M5s litigano, è stato il governatore della banca centrale francese a far salire i rendimenti, avvertendo che per il rialzo dei tassi, è questione di trimestri e non di anni.
Anche per effetto dei morti a Gaza, il petrolio sale, il future del greggio tipo Brent si porta stamattina a 78,4 dollari il barile, il differenziale tra il petrolio del Mare del Nord (Brent) e quello di riferimento per gli Stati Uniti (WTI) si allarga a +7,3 dollari il barile, massimo degli ultimi tre anni.
Ieri sera, chiusura in leggero rialzo di Wall Street, disturbata nel finale di seduta dal vedere il rendimento del Treasury Bill a dieci anni al 3%. Il governatore della Fed di Cleveland, Loretta Mester ha detto che la Federal Reserve deve portare i tassi sopra il 3%.Dow Jones +0,3%. S&P500 +0,1%.
Stati Uniti e Cina sembrano voler sotterrare l'ascia della guerra commerciale. Oggi arriva a Washington il vice premier cinese Liu He, primo consigliere del presidente Xi Jinping in materia economica. Nella capitale statunitense incontrerà una delegazione guidata dal segretario al Tesoro, Steven Mnuchin. Ci potrebbero essere la basi per la firma di un accordo di collaborazione, in quanto nelle ultime ore sono arrivati segnali di distensione. Donald Trump, domenica su Twitter, ha scritto che sarà rivista la posizione di ZTE, colosso cinese dell'alta tecnologia finito nella lista nera qualche tempo fa per aver avuto rapporti con Iran e Corea del Sud. Secondo indiscrezioni, le autorità cinesi di sorveglianza, avrebbero riavviato l'iter per l'approvazione dell'acquisto della cinese Nxp Semiconductor (NXPI.O) da parte della statunitense Qualcomm 


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