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mercoledì 9 maggio 2018

BofA fiduciosa: l'azionario può ancora regalare soddisfazioni


Un ciclo in esaurimento ma non del tutto concluso. Questo il motivo principale che spinge gli analisti di Bank of America Merrill Lynch nel loro Global cross asset strategy a guardare con fiducia alle azioni ponendo allo stesso tempo una certa attenzione sui bond.

I particolari

Tra le zone geografiche da preferire ci sarebbero in primis il Regno Unito da favorire a discapito dell'Europa perché maggiormente legata al dollaro e ai benefici derivanti dal suo rafforzamento.

Nel panorama degli investitori, però, aleggia ancora una certa cautela dovuta ad un mercato toro che, ormai al decimo anno di vita, viene visto come possibilmente stanco, soprattutto adesso che la Federal Reserve, complice una crescita dell'economia Usa ormai innegabile, potrebbe decidere di incrementare quei 3 rialzi dei tassi previsti per il 2018 portandoli a 4, qualora il quadro dei dati macro dovesse migliorare ulteriormente.
Una cautela che, come detto, sull'equity potrebbe anche essere messa da parte anche in virtù di quelle valutazioni azionarie globali che aleggiano su 15 volte la crescita degli utili e che potrebbe dare una spinta ulteriore agli indici. Proprio a proposito della Fed, infatti, da BofA fanno notare che se da un lato è vero che la crescita economica c'è stata, dall'altro questo ciclo ha avuto fonti diverse di alimentazione, con un andamento non sempre omogeneo e con tempi relativamente diversi.

Cosa significa questo?

Che la stessa inflazione, come si nota, trova spinte alternate e non si rialzerà se non in maniera estremamente graduale, confermando la volontà della banca centrale Usa di mettere mano al costo del denaro con una certa tranquillità.

A tutto vantaggio dei tassi reali che continueranno a restare bassi. Ridimensionate anche le paure per una possibile recessione in arrivo, ipotesi, questa, che si era diffusa in seguito al pericoloso appiattimento della curva dei rendimenti registrata sui titoli di stato Usa: stando a quanto dichiarato dagli esperti, infatti, non ci dovrebbe essere inversione nel 2018 e, considerando che nel momento in cui il fenomeno dell'inversione viene registrato, in media dovrebbero passare poco più di due anni dall'arrivo effettivo di una recessione, il che spingerebbe la recessione ipotizzata oltre il 2021, dando tutto il tempo all'economia mondiale di riprendersi.

Fatta salva l'evoluzione negativa di una guerra commerciale, vero spettro sull'economia mondiale.
Fonte: News Trend Online

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