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venerdì 25 maggio 2018

Banche ko: più rischi nel breve. GS punta solo su Unicredit


A circa un'ora dalla chiusura delle contrattazioni odierne, Piazza Affari presenta un bilancio decisamente pesante, con una flessione di oltre il 2% per l'indice Ftse Mib.

Bancari in forte ribasso con spread soltre i 210 punti base

Decisamente più ampio il ribasso accusato dai titoli del settore bancario con Banco BPM in caduta di oltre il 7,5%, seguito da Intesa Sanpaolo e Ubi Banca che lasciano sul parterre il 4,51% e il 4,01%, mentre Mediobanca e Unicredit arretrano del 3,78% e del 3,75%, seguiti a non molta distanza da Bper Banca che viaggia in rosso del 3%.
A mettere sotto scacco il settore bancario è l'incertezza politica che sta pesando visibilmente sull'andamento dello spread BTP-Bund, spintosi oltre la soglia dei 210 punti base.

Equita: gli effetti della flat tax sulle banche

Dopo aver già dedicato ieri un report, nel quale si sono soffermati ad analizzare l'impatto legato a possibili nuove iniziative sul comparto bancario, gli analisti di Equita SIM sono tornati ad occuparsi di un settore di cui tanto si parla in questa fase di mercato.
L'attenzione degli esperti si è focalizzata sull'eventuale applicazione della flat tax che avrebbe un effetto negativo sulle banche perche? porterebbe ad una riduzione del recupero fiscale legato alle DTA, ossia le imposte anticipate, con conseguente impatto in termini di capitale.
Dato l’attuale contesto politico, secondo Equita SIM un taglio delle tasse sulle banche risulta molto improbabile.
In uno scenario in cui fosse pero? abbassato il tax rate, le banche che sarebbero maggiormente impattate sarebbero quelle con il rapporto DTA/CET piu? elevato.
Data una media del settore del 28%, gli istituti di credito che hanno un maggiore rapporto DTA/CET sono Banca Carige (72%), Banco BPM(40%), Crevale (39%) e Banca Monte Paschi (35%).
Gli analisti spiegano che la riduzione dell’aliquota fiscale porterebbe quindi alcune banche ad andare sotto pressione in termini di Common Equity Tier 1, che in alcuni casi scenderebbe sotto la soglia dell’11.5%.
Dall’altro lato, Unicredit e Intesa Sanpaolo, che hanno un rapporto DTA/CET sotto la media di settore, a fronte di una modesta riduzione in termini di capitale, beneficerebbero del miglioramento degli utili futuri grazie al minor tax rate.

Goldman Sachs: implicazioni negative per banche da nuovo Governo

Intanto ad occuparsi del settore bancario è anche Goldman Sachs, i cui analisti fanno notare che il contratto di Governo prevede misure che secondo gli economisti della banca Usa con buona probabilità amplieranno il deficit di bilancio dell'Italia e provocheranno un incremento del debito pubblico.
Questo secondo Goldman Sachs ha tre implicazioni principali nel breve termine: un impatto negativo sui titoli di Stato, una svalutazione delle imposte anticipate e ulteriori svalutazioni delle esposizioni non performanti.  
L'effetto sul Common Equity Tier 1 della banche è stimato nell'ordine di 60 punti base, segnalano che Unicredit e Intesa Sanpaolo sarebbero meglio posizionate, con una flessione di 50 basis points, rispetto alle banche più piccole per le quali si calcola una contrazione di 70-80 punti base.

I possibli impatti nel medio e lungo periodo

Nel lungo periodo invece un'aliquota fiscale più bassa dovrebbe offrire un sostegno agli utili delle banche, a patto che non sia implementata con altre forme di tassazione.


Da considerare però al contempo che i cambiamenti politici nel medio termine potrebbero avere ricadute negative sulle strategie di derisking delle banche, con un possibile rallentamento delle stesse.

Si amplia divario tra banche piccole e grandi: buy solo Unicredit

Gli analisti di Goldman Sachs segnalano inoltre che si sta allargando il divario tra banche grande e piccole e visto che ciò ha implicazioni negative per il settore, hanno deciso di rivedere al ribasso le valutazioni dei vari titoli, con tagli in media del 3%-15%.
L'unico titolo sul quale ancora scommettere secondo la banca Usa è Unicredit, che resta nella conviction list con una raccomandazione "buy" e un prezzo obiettivo che scende da 25,7 a 24,6 euro.

Le indicazioni su Intesa, Bper Banca e Ubi Banca

Meno entusiasmo per Intesa Sanpaolo che ha un rating "neutral", con un target price ridotto da 34 a 3,3 euro.

Lo stesso giudizio viene espresso per Ubi Banca e Bper Banca, il cui fair value passa da 4,5 a 4,1 euro nel primo caso e da 5,2 a 4,9 euro nel secondo.

Un downgrade per Banco BPM

Una bocciatura è stata invece riservata da Goldman Sachs a Banco BPM, con un cambio di strategia da "buy" a "neutral" e un prezzo obiettivo che subisce una sforbiciata da 4 a 3,3 euro.
Se da una parte la banca Usa riconosce che il titolo è molto sottovalutato, dall'altra richiamano l'attenzione sull'incertezza del quadro politico in Italia che induce ad una maggiore cautela ora. 
Fonte: News Trend Online

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