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martedì 15 maggio 2018

Azionario Cina in lotta con le resistenze


La versione corredata di grafici del presente articolo e' disponibile all'indirizzo: http://ftaonline.com/blog/azionario-cina-lotta-con-le-resistenze
Il mercato azionario cinese sembra intenzionato adinterrompere la fase calante che ne ha caratterizzato l'andamento nelle ultimesettimane. A contribuire al clima rialzista l'apertura di Donald Trump, che siè detto pronto a impegnarsi perché il colosso tecnologico cinese Zte possa"tornare velocemente a fare affari" dopo che lo scorso mese ilproduttore di apparati e infrastrutture per la telefonia mobile aveva incassatol'interdizione a operare in Usa per un periodo di sette anni.

Da parte suaPechino si prepara a inviare il vicepremier Liu He a Washington per proseguirenei negoziati al fine di scongiurare una guerra commerciale tra i due Paesi. Invista dell'incontro di giugno tra Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un(s'incontreranno il prossimo 12 giugno a Singapore), Washington ha inoltresottolineato di essere pronta a togliere le sanzioni contro Pyongyang se verràraggiunto l'accordo sulla cessazione del programma nucleare della Corea delNord, una novità che si può giudicare distensiva per tutta l'area.

Lasituazione economica cinese del resto è incoraggiante e se la "guerra deidazi" dovesse risolversi in una semplice revisione degli accordicommerciali le prospettive per il mercato azionario resterebbero positive.
A inizio marzo He Lifeng, capo del National Development andReform Commission cinese, ha approvato un obiettivo di crescita per il 2018 del6,5%, target che era stato fissato durante la prima sessione del tredicesimoNational People's Congress.
Il fatto che il governo cinese si"accontenti" di questo obiettivo, dopo decenni di crescita a 2 cifre,dipende dal mutato atteggiamento nei confronti della crescita. Il presidente XiJinping ha infatti inaugurato una nuova era, quella dello sviluppo di qualità,dove si vuole ridurre il livello di inquinamento ambientale e aumentare ilcontrollo sui rischi finanziari.

Per arrivare a tali risultati sarannonecessari un taglio alla sovrapproduzione del carbone dell'acciaio el'applicazione di misure restrittive sul debito nazionale.
Gli obiettivi di crescita sembrano allineati con i risultatiottenuti fino ad ora.
Secondo quanto comunicato dall'Ufficio nazionale distatistica di Pechino, il Pil della Cina è infatti cresciuto del 6,8% annuo nelprimo trimestre, come nei due precedenti periodi (6,9% era invece statol'incremento registrato nei primi due trimestri del 2017) e sopra al 6,7% delconsensus del Wall Street Journal.

Trimestre su trimestre la crescita del Pil,rettificata su base stagionale, è stata invece dell'1,4% contro l'1,6%dell'ultimo periodo dello scorso anno (1,7% nel terzo trimestre) e l'1,5%atteso dagli economisti. Nell'intero 2017 il Pil della Cina era progredito del6,9% a fronte del 6,7% d'incremento registrato nel 2016.
Il comparto manifatturiero tiene nonostante le tensioni congli Usa. Ad aprile infatti l'indice Pmi si è mantenuto per il ventunesimo meseconsecutivo sopra la soglia che separa espansione da contrazione. Secondoquanto comunicato dall'Ufficio nazionale di statistica di Pechino, l'indice Pmimanifatturiero è calato a 51,4 punti in aprile dai 51,5 punti di marzo (50,3punti in febbraio) ma il dato è superiore rispetto ai 51,3 punti del consensusdel Wall Street Journal.
L'indice Pmi non manifatturiero comunicato dalla ChinaFederation of Logistics and Purchasing in collaborazione con l'Ufficionazionale di statistica di Pechino, calcolato prevalentemente su costruzioni eservizi, è salito in Cina in aprile a 54,8 punti contro i 54,6 punti attesidagli economisti per una lettura invariata rispetto a marzo (54,4 punti infebbraio).
Il Pmi Composite, che raggruppa manifatturiero e servizi, èinvece cresciuto in aprile a 54,1 punti dai 54,0 punti di marzo (53,9 punti infebbraio).
Anche la lettura relativa al mese appena chiuso delPurchasing Managers' Index (Pmi) elaborato da Markit/Caixin si è attestata a51,1 punti, contro i 51,0 punti di marzo (51,6 punti in febbraio) e contro ilcalo a 50,9 del consensus di Reuters.
Cresce anche il Purchasing Manufacturers' Index (Pmi) nelsettore dei servizi sempre nella versione elaborata da Markit/Caixin.

Lalettura relativa allo scorso mese è infatti di 52,9 punti contro i 52,3 puntidi marzo (54,2 punti in febbraio), ma sotto ai 53,4 punti del consensus. Il PmiComposite, che raggruppa manifatturiero e servizi, è parimenti salito in aprilea 52,3 punti dai 51,8 punti di marzo (53,3 punti in febbraio).
La produzione industriale ha registrato in Cina nel mese diaprile una crescita del 7,0% annuo, in accelerazione rispetto al 6,0% di marzoma ancora sotto al 7,2% del periodo gennaio-febbraio (le statistiche relativeai primi due mesi dell'anno sono abitualmente accorpate a causa delle lunghefestività del Capodanno lunare, nel 2018 caduto il 16 febbraio).

Il dato èsuperiore al 6,4% del consensus di Reuters.
Sotto controllo il tasso di inflazione che ha rallentatoulteriormente in aprile all'1,8% annuo dal 2,1% di marzo (2,9% in febbraio,livello più elevato dal 3,02% del novembre 2013). Il dato è anche inferioreall'1,9% del consensus di Bloomberg.
Su base mensile l'indice dei prezzi alconsumo ha segnato invece un declino dello 0,2% contro il calo precedentedell'1,1% (e la crescita dell'1,2% di febbraio) e la flessione dello 0,1%attesa dagli economisti.
La crescita dei prezzi alla produzione è salita in aprile al3,4% annuo dal 3,1% di marzo (3,7% in febbraio), che era il livello più bassodall'1,2% dell'ottobre 2016.

Si tratta del ventesimo mese consecutivod'espansione (dopo una striscia di 54 mesi di declino) ma il dato è inferioreal 3,5% del consensus di Reuters. Su base sequenziale i prezzi alla produzionesono invece calati dello 0,2% come in marzo, dopo il declino dello 0,1% difebbraio.
L'indice azionario Hang Seng di Hong Kong ha inviato unsegnale di forza il 10 maggio superando in area 30660 con un gap rialzista latrend line decrescente che parte dal massimo storico di fine gennaio e la mediamobile a 100 giorni.

Recuperi oltre i 32000 punti dovrebbero favorire un nuovotest dei massimi di gennaio a 33484 punti. Sopra quei livelli il target si sposterebbeinizialmente a 36000 punti, in ottica temporale più estesa fino in area 40500.
Il Lyxor China Enterpr Hscei Ucits Etf Acc (CINA),denominato in euro e avente come riferimento l'Hang Seng China Enterprises NTR,dovrà superare area 153 per fornire indicazioni in favore del ritorno suimassimi di fine gennaio a 161,98.
Oltre quella quota diverrebbe credibile ilritorno sui massimi di aprile 2015 a 190 punti. Solo sotto area 140 lepossibilità di rialzo verrebbero messe seriamente in discussione.
L'economia di Hong Kong del resto è tornata ad accelerarenel 2018. Il Pil dell'ex colonia britannica è infatti cresciuto del 4,7% nelprimo trimestre, in netta accelerazione rispetto al 3,4% dei tre mesi alloscorso 31 dicembre (3,7% nel terzo trimestre 2017).

Si tratta del sestotrimestre consecutivo con crescita superiore al 2,7% della media degli ultimidieci anni. Su base sequenziale il Pil di Hong Kong è invece progredito del2,2% nei primi tre mesi dell'anno, dopo lo 0,8% d'incremento di terzo e quartotrimestre. Nell'intero 2017 l'economia di Hong Kong aveva registratoun'espansione del 3,8% contro il progresso dell'1,9% del 2016, nel rialzo piùnetto dal 2011.
L'indice di Shanghai invece per il momento si è limitato conil rimbalzo visto dai minimi di aprile a 3042 punti circa a testare dal bassola media mobile a 50 giorni, passante a 3185 circa. La rottura di questoriferimento e il superamento a 3243 del lato alto del gap ribassista del 23marzo fornirebbero basi più solide per un tentativo di estensione del rimbalzoalmeno fino 3380, con target successivo sui massimi di gennaio a 3587 punti.

Laviolazione a 3055 della base del canale moderatamente crescente disegnato daiminimi di gennaio 2016 potrebbe invece comportare una estensione della faseribassista vissuta nei primi mesi dell'anno con obiettivi a 2800 almeno.
Anche nel caso della borsa di Shenzhen il rimbalzo messo asegno dall'indice dai minimi di inizio maggio a 1059 punti è per il momentotroppo esiguo per permettere di parlare di una inversione del precedentedowntrend.
Oltre area 1130 inizierebbero invece a crearsi le condizioni per unaestensione della ripresa, con conferme successive al di sopra dei 1165 punti.Il superamento di quella quota potrebbe permettere il test dei massimi digennaio a 1224 circa. Gravi indizi di debolezza invece alla violazione di area 1050.
Il Xtrackers Ftse China 50 Ucits Etf (XX25), denominato indollari Usa e avente come benchmark il Ftse China 50 TR, segue una tendenzadecisamente rialzista dai minimi di febbraio 2016 a 20,90 punti.

La rottura diquota 36 dovrebbe permettere un nuovo test dei massimi di gennaio, a 37,86punti, con target successivo sul top di aprile 2015 a 39,90. La media mobile a52 settimane, supporto dimostratosi solido anche nel recente passato, transitaa 33 punti circa. Solo la violazione di quei livelli potrebbe mettere indiscussione la tenuta dell'uptrend.
(AM - www.ftaonline.com)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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