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martedì 15 maggio 2018

Allarme di Goldman su economia Usa: tassi al 3,6% nel 2019


Deficit in crescita e disoccupazione ai minimi, un quadro economicamente preoccupante che non si era visto dalla fine della Seconda Guerra mondiale.

Alert di Goldman 

E' questo che sta creando più di un pensiero tra gli esperti di Goldman Sachs i quali sottolineano che l'aumento dei costi per finanziare il deficit costringerà il governo a indebitarsi di più portando stress anche sui tassi di interesse.
Prima conseguenza prevedibile: rendimento del titolo del Tesoro decennale da circa il 3% al 3,6% entro la fine del 2019.
"L'insolito aumento del deficit è ancora più sorprendente perché arriva in un momento in cui il rapporto tra debito pubblico e PIL si sta già avvicinando ai massimi storici" fanno sapere da Goldman.
Non più tardi di ieri, il numero uno della Fed di Cleveland, Loretta Mester aveva avvertito che gli Usa dovranno prestare particolare attenzione al crescente debito pubblico prima che diventi "fuori controllo".
Dopo la recente riforma fiscale approvata a dicembre dello scorso anno e che potrebbe portare con sé una serie di tagli sulle aliquote di circa $ 1.500 miliardi e la legge di spesa da $ 1.300 miliardi firmata a marzo per riuscire a mantenere attivo il governo fino a settembre, adesso è la volta della legge sul budget che, secondo quanto recentemente dettato via Twitter da Trump, dovrà contenere anche la spesa per il muro con il Messico.

Si tratta, fanno notare da Goldman, di una serie di iniziative che solitamente vengono adottate all'inizio di un ciclo economico in ripresa ma l'economia Usa si trova in uno stato di espansione post-crisi finanziaria che non suggerisce di adottare provvedimenti drastici e la dimostrazione è il fatto che, pur essendo in una fase di miglioramento, non è riuscita a far diminuire il debito pubblico.
La conferma arriverebbe proprio dai dati del Dipartimento per il commercio che vedono un'economia Usa in crescita nel primo trimestre 2018, al 2,3%, un livello che va oltre le previsioni (ferme al 2%) ma risulta essere in calo sul trimestre precedente, il quarto del 2017, quando si era registrato un +2,9% e sul terzo trimestre, sempre 2017, quando il livello aveva toccato il 3,2%.

A diminuire sono le spese dei consumi delle famiglie, maggiormente orientate al risparmio, e gli investimenti del settore edile, con la prima voce che da sola rappresenta i due terzi dell'attività economica degli Stati Uniti. 

I numeri chiesti da Trump

Non solo, ma per riequilibrare i conti tra entrate fiscali, previste in calo, e uscite in aumento, dettate da maggiori spese, Washington sarà costretta a dover emettere più debito proprio nel momento in cui la Fed sta iniziando a tagliare i suoi acquisti.

Cosa significa questo? Che un calo degli acquirenti in vista di un aumento dell'offerta costringerà anche ad un parallelo aumento dei costi per invogliare l'acquisto.
Sebbene attualmente il tasso di disoccupazione sia ora al 3,9%, il disavanzo di bilancio è stato di $ 668 miliardi nel 2017 e secondo le proiezioni dell'Ufficio di bilancio del Congresso, raggiungerà il trilione di dollari entro il 2020, un mix che, dal secondo dopoguerra ad oggi, si è verificato solo durante le guerre di Corea e del Vietnam.
A peggiorare la situazione anche l'atmosfera pesante che si respira alla Casa Bianca: nei giorni scorsi il presidente Trump aveva fatto notare che nella prossima legge sul budget non solo dovranno essere presenti i fondi per la costruzione del muro ma anche gli aumenti per le spese riguardanti la sicurezza, voce alla quale erano stati destinati solo 1,6 miliardi per di più da utilizzare per generiche costruzioni di rafforzamento al confine con il Messico.
Fonte: News Trend Online

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