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giovedì 31 maggio 2018

20 Criptovalute da Buy (Seconda parte)


Sebbene resti forte la volatilità, il sentimento rialzista sul settore resta altrettanto forte. Per questo motivo Josh Enomoto, nell'universo delle 1600 criptovalute, ne ha individuate 20 degne di un Buy.  Questa è la seconda tranche dopo le prime 5 descritte ieri.

Dash (DASH)

L'obiettivo principale di tutte le cripto è quello di essere usate ed accettate dal maggior numero di persone possibili anche per le piccole spese quotidiane.

In questo modo anche le quotazioni risentirebbero inevitabilmente del larghissimo consenso. Ed è questo il punto di vantaggio che è alla base di Dash già dal suo nome, fusione tra le parole cash (denaro) e digitale: attualmente, oltre 1.100 aziende accettano transazioni in dash.
Per quanto non sia un gran numero e per di più molte di queste siano in giro per il mondo, quindi non concentrate su un unico paese, è apprezzabile che gli sviluppatori si siano concentrati proprio sul lato retail del progetto e non solo sul fattore speculativo.


Stellar (XLM)

Se il bitcoin ha avuto il suo momento di difficoltà tra al fine del 2017 e l'inizio del 2018 dopo il record storico, Stellar, invece, si è comportata meglio.

A gennaio 2017 si scambiavano per qualche centesimo, oggi si sfiora il dollaro, non male per una altcoin che offre una scalabitlità che manca a bitcoin, il quale deve anche socntare un processo di mining più lento rispetto a quello di stellar basata sul consenso.

Cardano (ADA)

Inevitabilmente, il concetto di blockchain evoca immagini di indicibili ricchezze e speculazioni eccessive, immagini che sono state paradossalmente fomentate anche dal Consensus 2018, evento che avrebbe dovuto far conoscere le cripto all'opinione pubbblica ma che ha finito per rafforzare questo stereotipo.

Tuttavia, alcuni progetti blockchain sono interessati direttamente alla tecnologia della piattaforma e qui entra in gioco Cardano. Concentrandosi sull'aspetto scientifico, il sito Web di Cardano sottolinea la natura open source della sua rete . Cioè, chiunque abbia un'idea può utilizzare la sua blockchain.
Non ci sono brevetti associati a Cardano, facilitando così uno "spirito di collaborazione". Per chi non ha una mentalità “geek” magari è un po' complicato da comprendere am chi invece guarda oltre capisce immediatamente che Cardano punta alla praticità e, quindi, alla potenziale, immensa diffusione.

Ethereum Classic (ETC)

Ethereum Classic potrebbe portare ai neofiti un po' di confusione con il più classico Ethereum, in realtà non è null'altro che il ripetersi della sotria di divisione tra Bitcoin e bitcoin cash: una parte degli sviluppatori ha preferito creare una versione incompatibile ed estremamente ridotta, in altre parole basic, che non riceve aggiornamenti.

Una scelta spartana che però è ampiamente accettata da molte piattaforme. Il che potrebbe far pensare ad un ampio margine di crescita futura.

DigiByte (DGB)

Molti dei progetti crypto rischiano di essere incomprensibili ai non addetti ai lavori, cosa che non accade con digibyte il cui sito, specifica Enomoto, è particolarmente esaustivo.

Punto di forza è la piattaforma che permette transazioni fulminee con una sicurezza senza precedenti . Fine ultimo: il team mira a sostituire i tradizionali servizi di elaborazione dei pagamenti.
Fonte: News Trend Online

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