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mercoledì 11 aprile 2018

Wall Street premia Zuckerberg, il Congresso invece no


Mark Zuckerberg, co-fondatore di Facebook arriva alle audizioni delle commissioni di Giustizia e Commercio del Senato americano vestito in giacca e cravatta, abbandonando la solita T-shirt che lo ha reso celebre.

5 ore sotto torchio

Un'audizione che è durata 5 ore e che è stata anche la conferma del fatto che se Wall Street ha sempre osannato l'enfant prodige del social, il Congresso, ora, ha intenzione di adottare un altro approccio.

Più severo. A cominciare dalla richiesta ufficiale di prendere provvedimenti seri, restrittivi e una serie di misure per garantire i consumatori dai rischi dell'uso di quello che, secondo il Congresso ma non secondo Zuckerberg, è un vero monopolio: una differenza di primaria importanza vistoche potrebbe essere chiamata in causa l'Antitrust.
L'intervento del CEO si è reso necessario per tentare di far luce sulla fuga di dati di circa 87 milioni di utenti del social da parte di alcune società di analisi dei dati. Qualche giorno fa, lo stesso Zuckerberg aveva confermato che a rischio teorico sono tutti i 2,2 miliardi di profili.

In realtà Mr FB è sembrato piuttosto in difficoltà le rispondere dal momento che alle domande della commissione circa la raccolta dati di minorenni da parte di Messenger Kids (app riservata ai bambini) oppure circa possibili furti sempre di dati da parte di Palantir Technologies, non ha saputo dare informazioni precise.
Per quanto riguarda interferenze russe, nodo gordiano della questione visto che i profili violati avrebbero costituito materiale per possibili interferenze da parte dei servizi segreti russi durante le elezioni presidenziali del 2016, Zuckerberg ha confermato la chiusura di migliaia di profili giudicati falsi.

Inoltre, per quanto riguarda l'altro punto dolente ovvero la fuga di dati raccolti non fosse stata notificata per tempo alla Sec nel 2015 quando avvenne, il CEO ha risposto che Cambridge Analytica, la responsabile di tutto, non era inserzionista del social e quindi non c'era motivo di bannarla.

La reazione di Wall Street

Tutto questo, per quanto non definitivo da un punto di vista strettamente legale, è stato giudicato più che sufficiente da Wall Street che ha giudicato positivamente la volontà dei vertici di Facebook di fare indagini su tutte le app che hanno accesso ai dati e, ancora di più, ha gradito l'ammissione di colpa sottolineata con un “Non abbiamo fatto abbastanza”.

Al suono della campanella, infatti, il Nasdaq Composite ha registrato un vantaggio del 2,07% fermandosi a 7.094,30 punti, il Dow Jones ha visto +1,79% a 24.408 punti e l'S&P 500è stato fotografato a 2.656,87 punti ovvero +1,67% il tutto mentre lo stesso titolo Facebook riprendeva coraggio (+4%) accompagnato da tutta la galassia tecno.
Da sottolineare una particolarità: riuscire a gestire una situazione di controllo come quella proposta da Zuckerberg stesso significherebbe aumentare le spese, da qui l'idea, serpeggiata durante l'audizione, di proporre una versione di FB a pagamento oltre quella gratuita che comunque resterà sempre.

Dal momento che, infatti, bannare molte possibili fonti di guadagno significherebbe tagliare altrettanti introiti, potrebbe rendersi necessario equilibrare la quota mancante con servizi premium.
“Pensiamo che offrire alle persone un servizio supportato da pubblicità sia il più allineato con la nostra missione di cercare di connettere tutti nel mondo, perché vogliamo offrire un servizio gratuito che tutti possono permettersi, è l'unico modo per raggiungere miliardi di persone "
Intanto, però, per il momento Zack chiede aiuto agli stessi utenti attraverso il programma “Data Abuse Bounty”che, come il “Bug Bounty”usato per scoprire le falle di sicurezza informatica prevede un premio per chi segnala un problema, in questo caso, però, dovrà essere segnalato un uso improprio dei dati raccolti da parte delle app.
Fonte: News Trend Online

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