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mercoledì 18 aprile 2018

Tim, Vivendi: "Investiti 4 mld". E attacca Elliott: "Vogliono smantellare gruppo"

ITALY-ECONOMY-TIM-FRANCE-MEDIA-TELECOM
Difesa (del suo operato) e attacco al nemico giurato in vista della resa dei conti in sede assembleare. Continua senza soste il corpo a corpo sul ring di Tim tra il gruppo Vivendi e il fondo Usa Elliott, mentre a Roma va in scena l'ennesimo cda straordinario.
Il gruppo francese mette nero su bianco quanto fatto: "Abbiamo compiuto un investimento di 4 miliardi di euro che porta una prospettiva a lungo termine, una mentalità industriale e un piano strategico" perché "Telecom Italia è un asset strategico italiano che ha bisogno di un team di gestione forte, di un chiaro piano strategico a lungo termine, del sostegno di un consiglio unito e di una base di azionariato solidale guidato da un socio principale impegnato a concentrarsi sulle consegne".
E se Vivendi si dice pronta a a garantire all'Italia che l'infrastruttura della rete Tim sia capace di svolgere il ruolo di "spina dorsale" del Paese nel futuro, arrivano parole durissime per il fondo attivista, che punta nell'assemblea del 24 aprile a nominare già in quella data sei nuovi consiglieri. "Elliott dice che supporta la strategia di Amos Genish, ma in realtà vuole imporre un nuovo corso diverso incentrato sullo smantellamento del gruppo", affermano i transalpini in una nota. Ma c'è di più. Perchè come atteso Tim, dopo la richiesta della Consob di integrare la documentazione da mettere a disposizione dei soci in vista dell'assemblea del 24 aprile, ha ampliato la Relazione sulla Corporate Governance, quella sulla Gestione per l'esercizio 2017, il documento informativo sul Piano LTI 2018-2020, l'informativa resa da con i comunicati stampa del 22 marzo, 9 e 24 aprile e la relazione del collegio sindacale.
In queste pagine spiccano le motivazioni dell'uomo forte di Vivendi Arnaud de Puyfontaine sulle dimissioni in blocco dei sei membri del cda. Per il presidente esecutivo di Tim non si può accettare "il tentativo di un fondo azionista di minoranza di demolire il legittimo Consiglio nominato nel pieno rispetto delle leggi e dello Statuto" perché "qualora tale tentativo dovesse riuscire, ne conseguirebbe un abbandono del piano industriale recentemente approvato, senza valide alternative industriali". L'obiettivo dell'hedge fund a stelle e strisce sarebbe infatti quello "riportare Tim, una grande Gruppo italiano e internazionale, indietro nel passato, agendo contrariamente agli interessi della Società e dei suoi stakeholders".
In generale è l'attacco del fondo Elliott la causa delle dimissioni dei consiglieri. Tutto si deciderà a fine mese, anche se il vento non sembra soffiare a favore di Parigi: il proxy advisor Institutional Shareholder Services ha suggerito agli azionisti di Tim di votare a favore della lista di Elliott, ampliata a 10 candidati. Secondo Iss i soci dovrebbero fare questa scelta anche se concederebbero il controllo del cda all'hedge fund, contro i soci di maggioranza relativa di Vivendi. 

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