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mercoledì 4 aprile 2018

Tim, Genish: serve indagine su Mediaset-Sky, rischi cartello Tv

Roma, 4 apr. (askanews) - "Credo che le autorità dovranno esaminare l'intesa attentamente per evitare che dia luogo a una concentrazione ancora maggiore rispetto all'esistente. Si deve anche accertare che tutti i protagonisti del mercato abbiano accesso agli stessi contenuti con le stesse condizioni". Così l'amministratore delegato di Tim, l'ex Telecom Italia, Amos Genish, in una intervista a La Stampa in merito all'operazione Sky-Mediaset.
Intesa su cui però mostra anche tranquillità: "Non sono d'accordo con chi dice che renderà più difficile la convergenza prevista dal nuovo nostro piano industriale". Per Tim non cambia nulla. "La convergenza dei contenuti, unita alla connettività, costituisce un modello di business sostenibile che può aumentare i ricavi e la soddisfazione dei clienti. Detto ciò, non abbiamo molti dettagli sulla cooperazione Sky-Mediaset e aspettiamo di vedere come funzionerà".
Per quanto riguarda il calcio "Mediapro ha ora ancora più interesse a dialogare con Tim sui diritti, perché l'accordo di venerdì rende possibile un nuovo scenario, potenzialmente più concentrato". E sui gol su Tim Vision "non abbiamo cambiato idea - prosegue il manager -. Valutiamo come avere un po' di calcio su Tim Vision, in funzione della capacità di coprire adeguatamente i costi e della nostra base-clienti. Continueremo a parlare con Mediapro. L'interesse è mutuo".
Passando ai rapporti del gruppo con il futuro governo, il numero uno di Tim si dice "ottimista". Perché "siamo un gruppo da 4 miliardi di investimenti e 50 mila dipendenti in Italia. E' nostro interesse intenderci con ogni governo e, oltretutto, credo che qualunque governo non possa che sostenere la separazione della rete che crea più neutralità
 Questo dopo che tuttavia nelle sue prime fasi in Italia "Vivendi ha commesso degli errori" su Telecom. "Avevano, e hanno, buone intenzioni, una visione industriale di lungo periodo e sono pronti a investire. Certo avrebbero dovuto comunicare meglio le loro intenzioni per scongiurare percezioni errate. Si sono alimentati conflitti non necessari. E' un peccato. Perché Vivendi è un partner a lungo termine per Tim. Ora hanno capito. Sono disposti a ricominciare daccapo".
E secondo Genish il "primo segnale" di questo nuovo inizio si avrà il 9 aprile "quando Vivendi presenterà la lista per il consiglio di amministrazione. Credo che sarà una squadra forte in cui il 'presidente esecutivo' sarà solo 'presidente' (Arnaud de Puyfontaine, ndr). Con lui, oltretutto, sono in perfetta sintonia".
Il manager israeliano tende invece ad escludere una vittoria del fondo Elliott. "Non è un'ipotesi realistica. Abbiamo un buon piano strategico e gli investitori lo sanno: ne ho visti 120 nelle scorse settimane, chiedono continuità del management e prospettive di reddito. Io credo nel nostro piano industriale e mi sento legato solo a questo. Non immagino altre idee di ingegneria finanziaria che possano servire a questa azienda nel lungo termine. Ho bisogno di un consiglio che lo sostenga con un consenso chiaro. In caso contrario, non avrei molta scelta. Eppure non credo succederà".

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