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giovedì 19 aprile 2018

TIM, dura risposta di Elliott a Vivendi


I contrasti fra la francese Vivendi, socio di controllo di TIM, e l'hedge fund statunitense *Elliott *sulla governance della compagnia telefonica italiana registrano una nuova puntata. Dopo le accuse dei manager dimissionari di TIM al fondo pubblicate in risposta a richieste di chiarimenti da parte della Consob, *Elliott *dice la sua.
Il fondo che fa riferimento a Paul Singer afferma che le ultime dichiarazioni di Vivendi e del consiglio di amministrazione di Telecom da lei controllato (che tra l'altro accusavano Elliott di avere dei piani che potrebbero smantellare Tim Ndr), la difesa della sua "fallimentare amministrazione" e l'attacco al collegio dei sindaci (con i quali è emerso un contrasto anche legale dopo che questo organo ha accolto un'integrazione all'ordine del giorno dell'assemblea di TIM del 24 aprile proposta da Elliott per una votazione su nuovi manager) rafforzano l'opinione dello stesso fondo che TIM abbia bisogno di un cda composto di amministratori veramente indipendenti e capaci di anteporre l'interesse degli azionisti e migliorare la gestione.
In una articolata nota Elliott controbatte ogni punto saliente del comunicato di Vivendi del 17 aprile (di TIM invero Ndr) affermando ancora una volta a più riprese che la compagnia francese di Vincent Bolloré antepone il proprio interesse a quello della stessa TIM.
In particolare Elliott afferma che dall'insediamento dei consiglieri di Vivendi nel board di Telecom nel dicembre 2015 TIM ha perso in borsa oltre il 35 per cento.
Elliott accusa inoltre il board di aver consentito a Vivendi di ottenere benefici per le proprie controllate come *Canal Plus e Havas a danno di TIM *e dei suoi soci.
Sul fronte della coerenza con i regolamenti e le norme in materia Elliott afferma che si possono contare diversi esempi di azioni condotte da Vivendi nel proprio esclusivo interesse elencando il blocco della conversione delle azioni di risparmio di TIM, la violazione del golden power del governo italiano e della legge Gasparri, la *nomina di amministratori non indipendenti *e la *nomina di amministratori con ruoli in conflitto di interesse *come Michel Sibony, nominato il 6 marzo 2018 a capo della divisione Procurement Unit and Real Estate Department di TIM nonostante le sue diverse funzioni nel Bolloré Group, in Havas e Vivendi ossia in diversi potenziali fornitori di TIM (Sibony è stato nominato di recente anche Chief Value Officer di Vivendi).
Quanto al *track record di Vivendi *nel settore delle telecomunicazioni Elliott afferma che "sembra che l'approccio di Vivendi alle tlc nel passato (SFR, GVT, Maroc Telecom) si stato rivolto più alla compravendita di queste attività che alla promozione di investimenti stabili tramite un'amministrazione rivolta al lungo termine".
(GD - www.ftaonline.com)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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