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venerdì 13 aprile 2018

Tenaris colpito da dazi più leggeri alla Corea. Equita resta buy


Una seduta davvero difficile quella odierna per Tenaris che, dopo giornate consecutive in salita e dopo aver archiviato la sessione di ieri con un progresso di oltre mezzo punto percentuale, quest'oggi incontra una pesante battuta d'arresta. Il titolo, dopo un'apertura in frazionale rialzo, ha provato a spingersi leggermente in avanti, salvo poi cambiare rotta e scivolare pesantemente al ribasso.
Tenaris è stato in più di un'occasione sospeso per eccesso di ribasso e dopo aver segnato un minimo intraday a 14,345 euro, con un affondo di quasi il 5%, ora viene scambiato a 14,68 euro, con un calo del 2,49%.

Vivaci le contrattazioni sul titolo visto che fino ad ora sono transitate sul mercato oltre 3,6 milioni di azioni, già al di sopra della media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 3,5 milioni di pezzi.

USA: dazi alla Corea del Sud più leggeri del previsto 

Tenaris registra oggi la peggiore performance non solo nel settore di riferimento, ma nell'intero paniere del Ftse Mib, complice le notizie arrivate dall'opposta sponda dell'Atlantico.

Il Dipartimento del Commercio statunitense ha imposto i dazi nei confronti della Corea del Sud, ma con un ammontare rilevante solo nei confronti di Nexteel. Gli analisti di Equita SIM stimano che quest'ultimo possa rappresentare il 30% circa dell’import coreano negli Stati Uniti o circa 300-350mila tonnellate 2017E, pari al 7%-8% della domanda a stelle e strisce.
In particolare il Dipartimento del commercio ha annunciato una tariffa del 75,81% nei confronti dell’import di tubi OCTG da parte di Nexteel, del 6,75% su SeAH Steel, e del 6,75% sugli altri produttori sud coreani.
La SIM milanese ritiene che i dazi applicati su Nexteel possano significativamente ridimensionare, se non addirittura azzerare, i volumi importati dalla società negli Stati Uniti, mentre quelli degli altri operatori coreani probabilmente resteranno sul mercato.


Gli analisti si aspettano che il Pipelogix, ossia l'indice dei prezzi dei tubi USA, per effetto della sentenza, possa continuare a salire low-to-mid single digit nel breve termine.
Equita SIM ricorda che gli Stati Uniti rappresentano il 30% del fatturato di Tenaris e che le importazioni di tubi nel mercato statunitense coprono attualmente il 50%-60% della domanda di tubi OCTG in US, con la Corea che rappresenta il principale importatore di tubi nel mercato americano: circa il 30% del totale dell'import o 1,07 milioni di tonnellate nel 2017, pari al 24% del mercato.

Gli analisti di Equita SIM non cambiano idea su Tenaris: ecco perchè

Secondo gli analisti la sentenza è leggermente negativa per Tenaris, ma gli stessi ricordano che a fine marzo la Corea del Sud ha negoziato con gli Stati Uniti, in relazione alla Section 232, una quota sulle importazioni al 70% della media degli ultimi 3 anni.

Se l’accordo venisse confermato, probabilmente entro maggio, gli analisti stimano una riduzione dell’import da parte dei player coreani di oltre il 50%, con un ulteriore potenziale upside sui prezzi e potenziale per guadagnare quote di mercato per Tenaris.
A ciò si aggiunga che nelle ultime settimane l’andamento dei volumi negli Usa è molto solido, grazie ad una crescita dei pozzi attivi che hanno superato le 1.000 unità nell’ultima ottava, il livello più alto dal 2015.
Anche per questo motivo gli analisti di Equita SIM restano positivi su Tenaris, reiterando la raccomandazione "buy", con un prezzo obiettivo a 15,7 euro.
Fonte: News Trend Online

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