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mercoledì 25 aprile 2018

T-bond Usa al 3%: su chi puntare secondo gli analisti


T-Bond Usa oltre il 3%, un livello che, se confermato in maniera continuata, potrebbe creare più di un problema in più di un settore.

Le conseguenze

Le conseguenze si abbatterebbero in primis sull'azionario in generale visto che i titoli di stato, soprattutto se ad emetterli è quella che è ancora la prima potenza al mondo, sono visti come più sicuri rispetto ai titoli, anche a quelli con lo stesso rendimento dei bond.

A rischio, inoltre, anche i famosi titoli difensivi che, come le utility, se da un lato sono una certezza sul rendimento, dall'altro devono scontare anche un pericoloso livello di indebitamento particolarmente alto. Anche per questo motivo da Raymond James consigliano di selezionare al meglio i singoli nomi, senza comunque farsi prendere dal panico e vendere in blocco l'intero settore; anche perché il T-Bond al 3% non dovrebbe essere una minaccia in un mondo caratterizzato da tassi ancora generalmente bassi, seppur in fase di inversione di marcia.

Meglio puntare, perciò, su energia, consumi discrezionali e settore finanziario. Wall Street, ad ogni modo, è sempre ben vista, grazie per lo più a una stagione delle trimestrali che sembra promettere belle sorprese: la conferma arriva da quell'80% di società le cui trimestrali hanno battuto le attese degli analisti.
Fondamentali sani quindi permettono di restare tranquilli sul fronte dell'azionario, in particolare dell'S&P500, anche in virtù di un VIX in calo da 22 a 17. Questa, in estrema sintesi, la view degli esperti UBS che guardano con favore all'azionario globale.

I commenti

Altri numeri danno ragione alla tesi della banca svizzera: margini di profitto netto all'11,1%, (livello più alto dal terzo trimestre del 2008), profitti aziendali in aumento del 18%.

Basti pensare a nomi come Caterpillar, Verizon e Alphabet che hanno regalato buoni risultati. Eppure, come dichiara Art Hogan, capo stratega di B. Riley FBR
"È un mercato molto difficile da accontentare in questo momento.
[…] si tratta di una stagione degli utili che sta avendo una reazione uguale e contraria rispetto ai risultati"
Tra le preoccupazioni vi sono l'incombente possibilità di una guerra commerciale USA con la Cina, i già citati aumenti dei rendimenti obbligazionari e una Federal Reserve potenzialmente più aggressiva che potrebbe ritoccare il costo del denaro 4 volte nel corso di questo 2018, invece delle 3 pronosticate dalla stessa banca centrale.

Paradossalmente, inoltre, la spinta degli utili registrata, potrebbe continuare fino al 2018 ma sarà difficile da replicare nel 2019.

Cosa significa questo?

Il significato è di seplice interpretazione: considerando un mercato abituato ad anticipare i trend, nella mente degli investitori c'è già la sensazione di una potenziale decelerazione futura come pronosticato anche dagli strateghi di Morgan Stanley: "Riteniamo che i principali fattori di un prossimo deterioramento siano prima di tutto una crescita degli utili di qualità inferiore, ma anche condizioni finanziarie più rigide presenti sul mercato probabilmente per il resto dell'anno".
Fonte: News Trend Online

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