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mercoledì 25 aprile 2018

SETTORE PETROLIFERO - Il Brent sfonda quota 75 dollari.



FATTO
L'indice Stoxx Europeo dei titoli energetici si porta su nuovi massimi dal 2015 grazie al rally del petrolio.

Il Brent ha sfondato stamattina quota 75 usd per la prima volta dal dicembre dal 2014.

Grazie alla cavalcata dell'ultimo mese, la performance da inizio anno dei petrolieri si colloca al primo posto all'interno dell'indice Eurostoxx globale: +11% contro +0,9%.

Il 2017 non era andato così bene, era terminato con un -2% contro +8% dell'indice Eurostoxx globale.

EFFETTO
Graficamente, il trend di lungo periodo del settore Energy europeo è ancora pesante con valori ben lontani dai picchi del 2007/2008 quando il petrolio costava oltre 100 dollari il barile.

Tuttavia, a partire da inizio 2016 è in costruzione un canale crescente ben delineato in rosso nell'immagine.

La rottura convinta del primo importante ostacolo in area 330 punti, più volte messo sotto pressione nelle ultime settimane, ha generato un importante segnale di forza che permette di puntare ai top del 2014 in area 380/400, posizionato sulla parte alta del canale (upside potenziale +18%).

Verso il basso la soglia critica è posizionata a 278 punti, area dei minimi 2017.

Quadro grafico dell'indice Europe Stoxx Energy (336 punti)
Operatività. La violazione di area 330 punti ha fatto scattare ulteriori acquisti in tendenza per target finale 380/400 punti. Riteniamo eventuali correzioni verso la parte bassa della trendline ascendente evidenziata in rosso una occasione interessante per accumulare azioni del settore energetico in ottica di medio periodo, stante la nostra visione positiva sulle prospettive del petrolio. 

Allerta ed eventuale stop loss in caso di discesa sotto 278 punti.

Per investire sul settore Energy europeo/Usa, giocandosi una chance sul recupero strutturale del comparto, due degli strumenti messi a disposizione a Piazza Affari sono i seguenti:

ETF Spdr MSCI Europe Energy UCITS (EUR)
Isin: IE00BKWQ0F09
(STNX.MI)
Guadagna l'8,5% da inizio 2018, è sui massimi dell'anno.

SPDR S&P US Energy Select Sector
(Isin IE00BWBXM492)
(SXLE.MI)
Guadagna l'1,1% da inizio 2018 (pesa la temporanea debolezza del dollaro) ma è balzato del +13% nell'ultimo mese.

Lo strumento sugli energetici europei, che gode del punteggio più alto espresso dagli specialisti di Morningstar (5 stelle), punta a replicare la performance dell'indice MSCI Europe Energy cha a sua volta investe nelle principali azioni del settore energetico europeo. I dividendi delle singole società non vengono distribuiti ma reinvestiti nel fondo (accumulazione). L'indice di spesa complessiva è pari allo 0,30% annuo.

I top 10, che spiegano quasi il 95% dell'indice MSCI Europe Energy, sono evidenziati nella tabella.

Royal Dutch Shell (RDSA.EQ) è il primo in termini di peso percentuale con un 20% circa.

Due di essi, Eni (ENI.MI) e Snam (SRG.MI) sono quotati a Piazza Affari.



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