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lunedì 16 aprile 2018

Report dei mercati




Wall Street chiude in calo, pesano Siria e banche
La Borsa di New York ha chiuso l'ultima seduta della settimana in ribasso a causa delle tensioni sul fronte geopolitico in Siria. Il Dow Jones ha perso lo 0,5%, l'S&P 500 lo 0,29% e il Nasdaq Composite lo 0,47%. Positivo invece il bilancio settimanale (Dow Jones +1,79%, S&P 500 +1,99% e Nasdaq Composite +2,77%).
Segno meno per il comparto bancario, nonostante i conti trimestrali superiori alle attese di tre big del credito. Bene invece il settore energetico in scia al rialzo del prezzo del petrolio.
Tra i titoli in evidenza Broadcom +3,11%. Il gruppo dei semiconduttori ha lanciato un programma di acquisto di azioni proprie da 12 miliardi di dollari.
JPMorgan Chase -2,66%. La banca d'affari ha chiuso il primo trimestre con profitti in crescita del 35% a 8,71 miliardi di dollari (2,37 dollari per azione). Il dato è superiore alle attese (consensus 2,28 dollari).
Citigroup -1,55%. Il colosso del credito ha pubblicato un utile per azione superiore alle attese nel primo trimestre a 1,68 dollari contro gli 1,61 dollari del consensus.
Wells Fargo -3,42%. La banca specializzata in mutui ha annunciato che nel primo trimestre l'utile netto è cresciuto a 5,9 miliardi di dollari da 5,6 miliardi dello stesso periodo del 2017. L'utile per azione si è attestato a 1,12 dollari contro gli 1,06 dollari del consensus.
GoPro +0,57%. Secondo la testata web The Information, la cinese Xiaomi starebbe studiando un'offerta per acquisire la società specializzata nella produzione di videocamere per utilizzo “estremo”.
Tesla +2,13%. Il fondatore Elon Musk ha escluso un aumento di capitale ed ha detto che il produttore di auto elettriche raggiungerà una redditività positiva nel terzo e quarto trimestre.
Sul fronte macroeconomico la stima preliminare di aprile dell'indice di fiducia dei consumatori statunitensi, calcolato dall'Università del Michigan e da Reuters, si attesta a 97,8 punti, risultando inferiore alle previsioni degli addetti ai lavori pari a 100,6 punti e alla rilevazione precedente pari a 101,4 punti.
MERCATI ASIATICI
Asia contrastata ma a Tokyo il Nikkei 225 guadagna lo 0,26%
Se venerdì le tensioni relative alla Siria avevano contribuito alla seduta negativa di Wall Street (peggiore dei tre principali indici Usa era stato il Dow Jones Industrial Average, deprezzatosi dello 0,50%), la nuova ottava inizia più contrastata per l'Asia, con gli operatori di mercato che prevedono che l'impatto dell'attacco lanciato dagli Usa (insieme a Francia e Gran Bretagna) possa essere limitato.
Tra le piazze in rialzo c'è quella di Tokyo, nonostante indicazioni contrastanti in arrivo per il Sol Levante. Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è sostanzialmente piatto dopo essersi apprezzato dello 0,50% settimana scorsa. Lo yen è invece in rialzo sul biglietto verde e sconta gli effetti del calo di popolarità del premier Shinzo Abe, le cui politiche sono finalizzate all'indebolimento della valuta nipponica.
D'altra parte venerdì Standard & Poor's confermando il rating A+ del Giappone ne aveva alzato l'outlook da stabile a positivo, citando prospettive economiche in miglioramento per il Paese asiatico. Alla fine è stato dello 0,26% il guadagno del Nikkei 225 (ha fatto meglio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,47%). Scambia in rialzo anche Seoul, con il progresso intorno allo 0,10% del Kospi.
Giornata decisamente negativa, invece, per le piazze cinesi, con gli investitori che reagiscono alle ancora presenti tensioni commerciali con Washington, ai timori relativi alle vicende siriane e alla decisione della People's Bank of China di aumentare di cinque punti base al 2,70% i tassi d'interesse sui reverse repo a 14 giorni. A circa un'ora dallo stop alle contrattazioni, Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono infatti in ribasso di circa l'1,70% entrambi, contro il declino intorno allo 0,90% dello Shenzhen Composite.
Male anche Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in calo di circa l'1,60% (superiore al 2% invece il deprezzamento dell’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China). Chiude invece con un progresso dello 0,21% l'S&P/ASX 200 di Sydney.
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MERCATI EUROPEI
Borse europee poco mosse, problemi tecnici su Euronext
Avvio di settimana senza grandi variazioni per le Borse europee dopo attacchi di sabato in Siria da parte di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna. Sostanzialmente piatto l'indice Stoxx Europe 600 e il Ftse100 di Londra mentre il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,3%. Per problemi tecnici su Euronext restano ancora ferme Amsterdam, Parigi, Lisbona e Bruxelles.
Tra i titoli in evidenza Shire +1,7%. Il gruppo biotech ha annunciato la cessione delle attività oncologiche a Servier per 2,4 miliardi di dollari.
Adecco -0,4%. Il gruppo svizzero del recruiting ha comunicato di avere acquisito l'americana General Assembly per 335 milioni di euro. Fondata nel 2011 a New York, General Assembly è specializzata in programmi di training focalizzati su competenze digitali (mobile e web development, data science, product management etc).
Wpp -2,7%. Il gigante britannico dell'advertising ha annunciato che il chief executive Martin Sorrell lascia la guida del gruppo. Dimissioni che arrivano dopo che a inizio mese la società aveva annunciato l'avvio di un'indagine interna su accuse di non ben specificati comportamenti impropri da parte di Sorrell. Roberto Quarta, chairman di Wpp, sarà executive chairman fino alla nomina di un nuovo chief executive.
Sanofi +0,5%. Secondo quanto riportano fonti citate dal Financial Times, Advent International sarebbe vicina a chiudere il deal per acquisire il business europeo nei generici del gruppo farmaceutico francese.
Sul fronte macroeconomico in Germania l'Ufficio di Statistica Destatis ha comunicato che l'Indice dei Prezzi all'Ingrosso (Wholesale Price Index) nel mese di marzo è aumentato dell'1,2% rispetto a un anno fa pari alla lettura precedente. Su base mensile il WPI è rimasto invariato dopo il calo dello 0,3%, di febbraio e l'incremento dello 0,9% a gennaio. Gli analisti avevano previsto un incremento dello 0,2%.
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana in verde, STM e Telecom in evidenza: FTSE MIB +0,33%.
Il FTSE MIB segna +0,33%, il FTSE Italia All-Share +0,34%, il FTSE Italia Mid Cap +0,46%, il FTSE Italia STAR +0,36%.
Mercati azionari europei poco sopra la parità: Euro Stoxx 50 +0,2%, DAX +0,3%, FTSE 100 invariato, CAC 40 +0,1%, IBEX 35 +0,3%.
Future sugli indici azionari americani in verde: S&P 500 +0,3%, NASDAQ 100 +0,3%, Dow Jones Industrial +0,4%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 -0,29%, NASDAQ Composite -0,47%, Dow Jones Industrial -0,50%.
Mercato azionario giapponese positivo, il Nikkei 225 termina a +0,26%. Borse cinesi in netto calo penalizzate dalle tensioni sul dollaro di Hong Kong: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen chiude a -1,61%, l'indice Hang Seng di Hong Kong al momento segna -1,9% circa.
Fari puntati su Telecom Italia (+1,1%) a poco più di una settimana dall'assemblea del 24 aprile: venerdì scorso il gruppo telefonico ha depositato presso il tribunale di Milano il ricorso contro l’integrazione dell’ordine del giorno dell’assemblea voluto dal fondo Elliott Management e ha chiesto l’adozione di provvedimenti d’urgenza entro quella data. Il cerchio attorno all'azionista di maggioranza Vivendi sembra però stringersi sempre di più.
Alla fine della scorsa settimana Repubblica ha scritto che Elliott, alleandosi con Blackrock, Cdp e alcuni fondi italiani, potrebbe presentarsi in assemblea con il 24% dei diritti di voto, gli stessi in possesso dei francesi. Sabato il fondo tedesco Shareholder Value Management ha comunicato di avere oltre l'1% di Telecom e che supporterà Elliott, mentre venerdì la Consob ha reso noto che JP Morgan ha derivati pari al 5,9% potenziale del capitale del gruppo telefonico. Inoltre il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, in un'intervista a Repubblica ha sparato a zero su Vivendi affermando che è stato un pessimo azionista. Calenda ha ribadito che l'ingresso di Cdp con il 4,2% è finalizzato a rendere Telecom una public company e a scorporare la rete.
Buon progresso per STMicroelectronics (+2,5%) che recupera dopo la flessione di venerdì. Situazione diametralmente opposta per Moncler (-0,9%).
Positivi i bancari: l'indice FTSE Italia Banche segna +0,6%. In evidenza UBI Banca (+1,3%), Banco BPM (+1,1%), Bper Banca (+1,1%).
In verde Mediaset (+1,1%): venerdì la controllante Fininvest ha comunicato di aver acquistato azioni pari allo 0,74% del capitale del gruppo di Cologno Monzese nella prima metà di marzo, salendo dal 39,54% al 40,28% del capitale sociale e dal 41,13% al 41,87% dei diritti di voto.
Petroliferi sotto la parità in scia al greggio che perde terreno dai massimi da fine 2014 toccati alla fine della scorsa settimana. I future giugno 2018 segnano per il Brent 71,40 $/barile (da 72,75 circa), per il WTI 66,40 $/barile (da 67,60 circa). In calo Tenaris (-0,7%), Saipem (-0,6%), Eni (-0,3%).
Sale Juventus FC (+2,3%). La vittoria per 3 a 0 sulla Sampdoria nell'ultimo turno del campionato di Serie A permette ai bianconeri di portare il vantaggio in classifica sul Napoli (bloccato sullo 0 a 0 dal Milan) a 6 punti.
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TITOLI DEL GIORNO
CNH Industrial sale e tocca i massimi dal 22 marzo venerdì. Il titolo si è spinto fino a quota 10,22 euro stabilizzandosi poi poco oltre i 10 euro, sopra la chiusura del giorno precedente a 9,906 euro. A 10,25 si colloca il lato alto del canale decrescente disegnato dai massimi di fine gennaio. La rottura di quella soglia metterebbe in discussione il trend ribassista prospettando il test a 10,83 della media mobile a 50 giorni. Oltre quella soglia attesi movimenti in area 11,50 almeno. Sotto 9,60 invece atteso il test del supporto critico di area 9 euro.
Fari puntati su Telecom Italia a poco più di una settimana dall'assemblea del 24 aprile. L'analisi del grafico di Telecom Italia evidenzia l'accelerazione rialzista partita a inizio febbraio e il rapido avvicinamento al massimo di maggio 2017 a 0,9160 euro. Si tratta di una resistenza fondamentale nel medio/lungo periodo: l'eventuale superamento della stessa determinerebbe il completamento del potenziale doppio minimo in formazione dall'estate 2016 con obiettivo sul massimo del marzo dello stesso anno a 1,0580. Discese sotto 0,84 favorirebbero approfondimenti verso 0,8160 almeno con appoggio successivo in area 0,80, ultimo sostegno utile per scongiurare il ritorno sui decisivi 0,75.
Tenaris (-0,40% a 14,9950 euro venerdì) annulla quasi integralmente le pesanti perdite viste in mattinata. Da un punto di vista grafico il titolo resta in vista dei massimi di marzo, ripetutamente testati in area 15. La flessione generata dal contatto con questa resistenza è stata quasi totalmente riassorbita, tuttavia fino a quando area 15 non sarà alle spalle rimarrà lecito il dubbio sulla natura della fase rialzista vista nelle ultime settimane. Solo oltre i 15 euro quindi si potrebbe guardare a obiettivi a 15,64 e 15,80 euro. Il rischio di ritorno della debolezza troverebbe invece conferma sotto 14,10, preludio al test della base del canale che sale dai minimi dello scorso autunno a 13,50 circa, riferimento coincidente con i minimi di marzo.
DATI MACRO ATTESI
Lunedì 16 Aprile 2018
01:01 GB Indice Rightmove (prezzi abitazioni) apr;
08:00 GER Indice prezzi all'ingrosso mar;
14:30 USA Vendite al dettaglio mar;
14:30 USA Indice Empire State Manufacturing apr;
16:00 USA Scorte delle imprese feb;
16:00 USA Indice NAHB (mercato immobiliare residenziale) apr;
22:00 USA Acquisti netti att. finanziarie (l/term.) feb.
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HEADLINES
Giappone: S&P conferma rating ma migliora outlook a positivo
Standard & Poor's (S&P) venerdì ha confermato il rating A+ del Giappone, migliorandone però l'outlook da stabile a positivo, citando prospettive economiche in miglioramento per il Sol Levante. Secondo l'agenzia di rating l'outlook riflette una prospettiva di espansione dell'economia più solida sia in termini reali che nominali, che dovrebbe permettere una stabilizzazione del debito prima di quanto preventivato. S&P ha comunque aggiunto che le finanze pubbliche rimangono un vincolo significativo sul merito di credito e l'outlook potrebbe tornare a stabile se la crescita si rivelasse più debole del previsto e il consolidamento fiscale rallentasse.
Cina: prestiti in essere saliti del 12,9% annuo in marzo
Secondo quanto comunicato venerdì dalla People's Bank of China (PboC), in marzo le banche cinesi hanno erogato prestiti per 1.120 miliardi di yuan, in accelerazione rispetto agli 839,3 miliardi di febbraio (comunque lontano dai 2.900 miliardi di gennaio) ma sotto ai 1.200 miliardi del consensus di Reuters. I prestiti in essere sono invece saliti lo scorso mese del 12,8% annuo come in febbraio (13,2% in gennaio) e contro il 12,9% del consensus di Reuters.
Cina: crescita massa monetaria M2 frenata all'8,2% in marzo
Secondo quanto comunicato venerdì dalla People's Bank of China (PboC), la massa monetaria M2 di Pechino è cresciuta dell'8,2% annuo in marzo, in frenata rispetto all'8,8% di febbraio (8,6% in gennaio) e tornando sui livelli di dicembre, che segnano la lettura più debole dal 1996 (anno da cui parte la serie storica della statistica). Il dato si confronta con il progresso all'8,9% del consensus di Reuters.
Cina: PboC alza di cinque punti base i reverse repo a 14 giorni
La People's Bank of China (PboC) ha aumentato di cinque punti base al 2,70% i tassi d'interesse sui reverse repo a 14 giorni. L'istituto centrale di Pechino aveva fatto altrettanto in marzo con i reverse repo a sette giorni, portati al 2,55% immediatamente dopo il rialzo dei tassi d'interesse Usa di 25 punti base in un range dell'1,50-1,75% deciso dal Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Federal Reserve che si occupa di politiche monetarie) nel meeting di 20 e 21 marzo
Spagna: Moody's alza rating da Baa2 a Baa1. Outlook stabile
Moody's Investors Service venerdì ha migliorato da Baa2 a Baa1 (tre livelli sopra il giudizio junk ovvero investimento speculativo) il rating sovrano della Spagna, con outlook stabile, citando crescita economica e fondamentali del settore bancario in progresso a controbilanciare i rischi politici. "Negli ultimi anni si sono registrati miglioramenti graduali, ma sempre più sostenibili, per il profilo creditizio della Spagna: è stato fatto molto per rimediare alle carenze del settore bancario emerse durante la crisi finanziaria e inoltre è diventato sempre più chiaro che i cambiamenti strutturali nell'economia hanno modificato il modello di crescita a uno più ampio e più sostenibile rispetto al passato", ha spiegato l'agenzia di rating. Moody's è l'ultima delle tre big dei rating ad aggiornare il giudizio su Madrid: in gennaio Fitch Ratings aveva restituito alla Spagna la A (il rating era stato alza to da BBB+ ad A-) per la prima volta dal 2012 e lo scorso mese Standard & Poor's (S&P) aveva fatto altrettanto.
Germania: Indice dei Prezzi all'Ingrosso invariato a marzo
In Germania l'Ufficio di Statistica Destatis ha comunicato che l'Indice dei Prezzi all'Ingrosso (Wholesale Price Index) nel mese di marzo è aumentato dell'1,2% rispetto a un anno fa pari alla lettura precedente. Su base mensile il WPI è rimasto invariato dopo il calo dello 0,3%, di febbraio e l'incremento dello 0,9% a gennaio. Gli analisti avevano previsto un incrementodello 0,2%
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