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giovedì 12 aprile 2018

Report dei mercati




Wall Street chiude in calo, pesano tensioni in Siria
La Borsa di New York ha chiuso la seduta in calo a causa delle tensioni in Siria. Il Dow Jones ha perso lo 0,90%, l'S&P 500 lo 0,55% e il Nasdaq Composite lo 0,36%.
Il presidente Donald Trump in un tweet ha annunciato un prossimo attacco in Siria aggiungendo che i rapporti tra Usa e Russia sono al livello peggiore di sempre.
Dai verbali dell'ultima riunione di politica monetaria della Fed è emerso ottimismo sul raggiungimento del target di inflazione al 2% nel medio termine e sulla crescita dell'economia. La Banca centrale americana ritiene probabili ulteriori incrementi dei tassi dopo quello di marzo.
Tra i titoli in evidenza Carnival +0,86%. Il colosso delle crociere ha aumentato il dividendo trimestrale dell'11% a 0,50 dollari per azione. La cedola sarà messa in pagamento il 15 giugno.
eBay +0,61%. KeyBanc Capital ha alzato il rating sul titolo del gruppo e-commerce a overweight da sector weigh.
Fastenal -6,19%. Il gruppo dei bulloni, viti e altri materiali per l’industria ha annunciato risultati trimestrali in linea con le attese.
Analogic Corporation -13,22%. Il produttore di apparati per healthcare e sicurezza ha comunicato di avere raggiunto un accordo per il takeover da parte di Altaris Capital Partners. Il private equity ha offerto 84 dollari per azione, per una valutazione della società con base in Massachusetts di 1,1 miliardi.
Sul fronte macroeconomico l'indice grezzo dei prezzi al consumo è diminuito a marzo dello 0,1% rispetto a febbraio risultando inferiore alle attese degli analisti (fissate su una variazione nulla) e dal +0,2% precedente. Su base annuale l'indice ha registrato un incremento del 2,4%, dal +2,2% (consensus +2,4%) .
L'indice Core (esclusi energetici ed alimentari) è cresciuto dello 0,2% rispetto al mese precedente (pari al consensus). Su base annuale l'indice e' salito del 2,1% in linea con il consensus dal l'1,8% precedente. I redditi reali sono cresciuti dello 0,4% a marzo, oltre le attese fissate al +0,2%, a fronte di un incremento dello 0,3% rilevato a febbraio.
MERCATI ASIATICI
Asia in declino. A Tokyo Nikkei 225 in perdita dello 0,12%
Dopo il mercoledì di declino per Wall Street (peggiore dei tre principali indici Usa il Dow Jones Industrial Average, deprezzatosi dello 0,90%), la tendenza negativa è proseguita alla riapertura degli scambi in Asia, con le tensioni geopolitiche a guidare i mercati. Il possibile intervento in Siria di Washington ha contribuito a sostenere i corsi del greggio (il Wti si è apprezzato di oltre l'8% da inizio ottava), mentre il focus dell'amministrazione di Donald Trump si è momentaneamente spostato da Pechino a Mosca, con il Cremlino che ha minacciato contro-misure dopo le nuove sanzioni Usa.
Sul fronte valutario, il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in marginale rialzo ma il parallelo moderato indebolimento dello yen contro il biglietto verde non è sufficiente a sostenere la piazza di Tokyo: il Nikkei 225 ha infatti chiuso in declino dello 0,12% (ha fatto peggio l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,39%). Unica voce fuori dal coro, tra le principali piazze della regione, è quella di Seoul, con un guadagno di circa lo 0,30% per il Kospi. La Bank of Korea, come previsto dagli economisti, ha lasciato i tassi d’interesse fermi all'1,50% dopo averli aumentati in novembre di 25 punti base, nel primo incremento dal 2011. Il governatore Lee Ju-yeol ha confermato l'outlook per un'espansione dell'economia sudcoreana del 3% quest'anno, ma ha abbassato dall'1,7% all'1,5% la stima sull'inflazione (il target dell'istituto c entrale è del 2%).
La tendenza negativa della giornata è comunque confermata dalla perdita intorno allo 0,30% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso. Più netto il declino delle piazze cinesi: a circa un'ora dallo stop alle contrattazioni, Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono infatti in ribasso di quasi l'1% entrambi, contro la flessione intorno allo 0,60% dello Shenzhen Composite. Male anche Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in calo dello 0,60% circa (fa appena peggio l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, in ribasso intorno allo 0,70%).
Sul fronte macroeconomico, gli investimenti diretti esteri in Cina hanno registrato nel primo trimestre 2018 un progresso dello 0,50% annuo, medesimo tasso del periodo gennaio-febbraio (0,30% nel primo mese dell'anno). L'incremento è stato invece dello 0,40% nel solo mese di marzo. A Sydney è stata dello 0,23% la contrazione dell'S&P/ASX 200.
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MERCATI EUROPEI
Borse europee poco mosse
Le Borse europee hanno aperto la seduta senza grandi variazioni con i principali indici attorno alla parità. Mercati azionari incerti a causa dalle tensioni in Siria ed in attesa della pubblicazione dei verbali dell'ultima riunione della Bce.
Tra i titoli in evidenza Carrefour -4%. Il gruppo della distribuzione ha comunicato di avere registrato nel primo trimestre un declino delle vendite del 2,4% annuo (in progresso però del 2,6% al netto dei corsi valutari e dello 0,4% a perimetro costante) a quota 20,77 miliardi di euro. Risultato peggiore rispetto ai 20,87 miliardi del consensus di Reuters. Nel solo mercato francese, che pesa per il 47% del totale, i ricavi sono calati dello 0,1% a perimetro costante, contro il progresso dell'1,5% del quarto trimestre 2017.
Sodexo +0,3%. Il gruppo della ristorazione collettiva ha approvato un programma di acquisto di azioni proprie da 300 milioni di euro.
Engie +1%. Société Générale ha alzato il rating sul titolo dell'utility a buy da hold.
Man Group +2%. Il gruppo degli Hedge fund ha comunicato un incremento della raccolta nel primo trimestre 2018 e l'intenzione di procedere ad un buyback azionario per 100 milioni di dollari.
Sul fronte macroeconomico in Francia l'Ufficio di Statistica Insee ha pubblicato i dati finali sull'inflazione, riportando a marzo un incremento dell'1% su base mensile, pari alle attese ma in crescita dalla variazione nulla della rilevazione di febbraio. Su base annua l'inflazione è cresciuta dell'1,6% dal +1,2% della rilevazione precedente, a fronte di un incremento atteso pari al +1,5%.
Nel mese di marzo l'indice armonizzato dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,3% su base mensile dal -0,4% di febbraio ed è aumentato dello 0,9% su base annuale.
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana positiva con bancari e petroliferi: FTSE MIB +0,31%.
Il FTSE MIB segna +0,31%, il FTSE Italia All-Share +0,30%, il FTSE Italia Mid Cap +0,27%, il FTSE Italia STAR +0,17%.
Mercati azionari europei poco mossi: Euro Stoxx 50 +0,1%, DAX invariato, FTSE 100 invariato, CAC 40 invariato, IBEX 35 +0,2%.
Future sugli indici azionari americani in lieve rialzo: S&P 500 +0,2%, NASDAQ 100 +0,3%, Dow Jones Industrial +0,2%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 -0,55%, NASDAQ Composite -0,36%, Dow Jones Industrial -0,90%. Dai verbali relativi al meeting del Federal Open Market Committee (FOMC, il comitato ristretto della Federal Reserve che si occupa di politiche monetarie) di 20 e 21 marzo pubblicati ieri sera emergono conferme per nuovi rialzi dei tassi d'interesse USA nel corso del 2018.
Mercato azionario giapponese poco sotto la parità, il Nikkei 225 termina a -0,12%. Borse cinesi in rosso: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen chiude a -1,01%, l'indice Hang Seng di Hong Kong al momento segna -0,3% circa.
Petroliferi in rialzo grazie al rally del greggio sui massimi da fine 2014 in scia alla crisi USA-Russia sulla Siria. I future giugno 2018 segnano per il Brent 72,20 $/barile, per il WTI 66,95 $/barile. Bene Eni (+0,3%), Tenaris (+0,1%) e soprattutto Saipem (+1,8%), ancora favorita dalle indiscrezioni secondo cui due giorni fa è stato siglato, tra un consorzio di imprese (di cui, oltre al gruppo italiano, fa parte anche General Electric) e il ministero dell'energia dell'Uganda, un Project Framework Agreement per la realizzazione della raffineria di Hoima. Il progetto vale circa 4 miliardi di dollari.
Bancari in verde con l'indice FTSE Italia Banche a +0,4%. In evidenza Bper Banca (+0,7%), UniCredit (+0,6%) e soprattutto Banca Carige (+2,5% a 0,0083 euro): secondo indiscrezioni raccolte da Repubblica, Raffaele Mincione ha incrementato la propria quota della banca ligure dal 5,4% (di cui è attualmente accreditato dal sito Consob) all'8%.
L'assetto dell'azionariato potrebbe quindi subire un ribilanciamento, con il primo azionista Malacalza fermo al 20,6%, così come il secondo, Gabriele Volpi, al 9,1% circa. Sarà probabilmente quest'ultimo (insieme ai fondi) a determinare il controllo di Carige. Nell'assemblea di fine marzo Malacalza ha attaccato l'a.d. Paolo Fiorentino, mentre Mincione lo ha elogiato, nonostante il no ricevuto pochi giorni prima alla richiesta di entrare da subito nel cda.
Debole Telecom Italia (-1,1%) che prolunga la correzione di ieri (-2,89% dopo il rally delle sedute precedenti). In base alle comunicazioni Consob, Cdp ha il 4,262% del gruppo, mentre Blackrock è scesa dal 5,027% al 4,977%.
Juventus FC (+4,6%) in netto progresso nonostante l'eliminazione dalla Champions League per mano del Real Madrid. I bianconeri sono però andati vicinissimi all'impresa di rimontare lo 0 a 3 subito in casa nell'andata del quarto di finale. La Juve ha ceduto solo nei minuti di recupero al gol su rigore del Real quando i tempi supplementari sembravano raggiunti.
Snaitech (+15% a 2,16 euro) balza in avanti dopo che gli azionisti di controllo Global Games e OI-Games hanno ceduto il 70,561% delle azioni a Playtech a 2,19 euro per azione. Playtech lancerà un'OPA allo stesso prezzo, operazione che dovrebbe concludersi nel corso dell’ultimo trimestre 2018.
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TITOLI DEL GIORNO
Anima Holding in netto ribasso ieri (-4,56%) dopo l'annuncio dell'accordo triennale di distribuzione tra Poste Italiane e Intesa Sanpaolo. Anima ha toccato un minimo intraday a 5,555 euro per poi rimbalzare in area 5,58 (close di martedì a 5,815 euro). A 5,50 euro transita la linea di tendenza rialzista che parte dai minimi di luglio 2016, supporto gia' messo alla prova a fine marzo. La violazione della trend line potrebbe anticipare la ripresa del rialzo in atto dal top di fine gennaio con primo obiettivo a 5,15, sui minimi di dicembre, coincidenti con il 50% di ritracciamento del rialzo dai minimi di luglio 2016 e quindi supporto critico anche in ottica di medio lungo periodo. Discese al di sotto di 5,15 potrebbero portare al test di 4,70 almeno. Solo oltre 5,915, massimo di martedì e area di transito della media mobile a 20 giorni, atteso un tentativo di rimbalzo verso 6,13, linea che scende dal top di gennaio, e ver so 6,32, top del 12 marzo.
Interessanti novità per Banca Carige. L'analisi del grafico di Banca Carige evidenzia il movimento laterale in essere da novembre, ovvero dall'aumento di capitale da 560 milioni di euro chiuso con successo. Il titolo oscilla da 2/3 settimane poco al di sopra di 0,0080 euro, sostegno che se violato lascerebbe la porta aperta al ritorno sui minimi di febbraio a 0,0072. Oltre 0,0085 probabile un attacco al massimo del 19 marzo a 0,0100, resistenza oltre la quale le quotazioni potrebbero ambire ad estensioni verso 0,0116 e 0,0135.
Fincantieri (ieri +3,66%) è in progressiva ripresa dopo la brusca discesa vista a fine marzo ma dovrà confermarsi oltre area 1,20 per dimostrare di possedere energie sufficienti per risalire la china verso 1,29 e 1,33 euro. Target successivo a 1,46 circa per il test della linea che unisce i top di gennaio a quelli di marzo. Discese sotto la trend line disegnata dai minimi di maggio 2017, a circa 1,10, cancellerebbero i recenti sforzi di recupero prospettando un affondo verso 1,03 e 1 euro.
DATI MACRO ATTESI
Giovedì 12 Aprile 2018
01:01 GB Indice RICS (prezzi abitazioni) mar;
08:45 FRA Inflazione finale mar;
11:00 EUR Produzione industriale feb;
13:30 EUR Verbali BCE;
14:30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione;
14:30 USA Indice prezzi importazioni mar.
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HEADLINES
Russia: Medvedev promette contro-misure dopo le sanzioni Usa
La Russia promette contro-misure contro l'export Usa e in generale contro prodotti di società americane come rappresaglia dopo le nuove sanzioni decise da Washington che hanno avuto come principale vittima il colosso dell'alluminio Rusal. Il premier Dmitri Medvedev mercoledì, nel corso del suo rapporto annuale davanti alla Duma (il Parlamento di Mosca), ha dichiarato che il governo "esaminerà" la possibilità di contromisure su "una serie di beni" non solo forniti al mercato russo dall'esterno, ma anche prodotti nel Paese da imprese partecipate dagli americani. Il primo ministro ha sottolineato che spetterà al presidente Vladimir Putin decidere come rispondere alle sanzioni. "Non escludo che in alcune aree dovremo rivalutare tutti gli aspetti della nostra cooperazione con gli Stati Uniti", ha però precisato Medvedev.
Fomc: dai verbali conferme per nuovi rialzi tassi quest'anno
Dai verbali relativi al meeting del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Federal Reserve che si occupa di politiche monetarie) di 20 e 21 marzo pubblicati mercoledì emergono conferme per nuovi rialzi dei tassi d'interesse Usa nel corso del 2018, dopo il primo deciso proprio nel corso dello stesso incontro. A differenza di quanto accaduto nei meeting precedenti il dibattito si è concentrato infatti non sull'opportunità di nuovi aumenti ma sulla portata della stretta monetaria. I rappresentanti della Fed hanno attribuito la recente correzione di Wall Street al progresso dell'inflazione ma, soprattutto, alla crescita della valutazione di diversi titoli. In ogni caso la Fed non ritiene che la volatilità dei mercati sollevi particolari timori, neanche dal punto di vista puramente psicologico. "Tutti i partecipanti hanno convenuto che le prospettive per l'economia oltre il trimestre in corso si sono rafforzate negli ultimi mesi", si legge inoltre nei verbali.
Giappone: massa monetaria M2 aumentata del 3,2% in marzo
La Bank of Japan ha reso noto che la massa monetaria M2 è aumentata in Giappone del 3,2% annuo in marzo, a 990.800 miliardi di yen, con il medesimo tasso registrato in febbraio (dopo il progresso del 3,4% di gennaio), in linea con le attese degli economisti. La massa monetaria M3 è invece cresciuta del 2,8% annuo, contro il 2,7% di incremento di febbraio (2,9% in gennaio).
Corea del Sud: Banca centrale lascia i tassi fermi all’1,50%
La Bank of Korea ha lasciato i tassi d’interesse fermi all'1,50% dopo averli aumentati di 25 punti base, nel primo incremento dal 2011, in novembre, ultimo meeting del 2017. La decisione è in linea con le attese degli economisti. Il governatore Lee Ju-yeol ha confermato l'outlook per un'espansione dell'economia sudcoreana del 3% quest'anno, ma ha abbassato dall'1,7% all'1,5% la stima sull'inflazione (il target dell'istituto centrale è del 2%). Lee, che era in scadenza il 31 marzo, lo scorso mese aveva ottenuto il reincarico per un secondo mandato da parte del presidente Moon Jae-in (è la prima volta dagli Anni 70 che un governatore della Bank of Korea serve per due mandati consecutivi).
Cina: investimenti esteri primo trimestre saliti dello 0,50%
Secondo quanto comunicato dal ministero del Commercio di Pechino, gli investimenti diretti esteri in Cina hanno registrato nel primo trimestre 2018 un progresso dello 0,50% annuo, medesimo tasso del periodo gennaio-febbraio (0,30% nel primo mese dell'anno), a quota 227,54 miliardi di yuan (29,33 miliardi di euro). L'incremento è stato invece dello 0,40% nel solo mese di marzo.
Gran Bretagna: stima crescita Pil primo trimestre allo 0,2%
Il National Institute of Economic and Social Research (Niesr) mercoledì ha stimato allo 0,2% la crescita sequenziale del Pil della Gran Bretagna nel primo trimestre 2018, contro lo 0,3% registrato nel periodo dicembre-febbraio e lo 0,4% del quarto trimestre 2017. "Motivo principale di tale debolezza è stato il maltempo a marzo, che verosimilmente ha impattato sull'attività di tutti i principali settori dell'economia", ha dichiarato Amit Kara del Niesr, responsabile presso il Niesr delle previsioni macroeconomiche relative alla Gran Bretagna, confermando quanto anticipato lo scorso mese
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