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martedì 17 aprile 2018

Pir: raccolta solida, ma in frenata. Preferire le blue chips ora


In una nota diffusa oggi gli analisti di Equita SIM sono tornati a parlare del tema dei PIR, i piani individuali di risparmio introdotti con la legge di stabilità 2017, con i quali si riconoscono incentivi fiscali per investimenti realizzati in favore di piccole e medie imprese italiane. 
Nel loro report gli esperti della SIM milanese ricordano che in base ai dati ufficiali forniti da Assogestioni, nel 2017 i fondi PIR hanno registrato una raccolta netta pari a 10,9 miliardi di euro, con un contributo di 3,36 miliardi solo negli ultimi tre mesi dello scorso anno.


Gli asset totali in gestione hanno raggiunto la somma di 15,8 miliardi di euro, segnalando che dal punto di vista degli asset manager il leader dei Pir resta Banca Mediolanum, con una quota di mercato del 23%, seguito da Intesa Sanpaolo che detiene il 17% della market share. Se però si guarda alla raccolta netta, le posizioni si invertono, con Intesa Sanpaolo al 25% rispetto al 19% di Banca Mediolanum.

Alla luce delle indicazioni delle principali case, gli analisti di Equita SIM si aspettano un rallentamento della raccolta dei PIR nei primi tre mesi dell’anno in corso. 
Questa frenata a detta degli esperti è da imputare a vari fattori, tra cui in primis la performance negativa dell’indice FTSE MID CAP nel primo trimestre, con un calo del 2%, più contenuto comunque rispetto a quello del 5% segnato a inizio febbraio.


La raccolta sarà frenata inoltre dall'aumento della volatilità sui mercati azionari, ma anche da una certa stanchezza delle reti, che dopo aver spinto i PIR per tutto il 2017, probabilmente stanno fisiologicamente spostando l’attenzione su altri prodotti.
Nel complesso la SIM milanese ha deciso di ridurre le previsioni sulla raccolta netta dei Pir quest'anno, tagliandole del 14% da 9,1 a 7,8 miliardi di euro.
Si tratta in ogni caso di un dato elevato perchè aggiungendo i quasi 8 miliardi previsti per il 2018 ai 10,9 miliardi raccolti lo scorso anno, ci si accorge facilmente che si superano le stime del Ministero delle Finanze, i cui tecnici avevano previsto un flusso totale di 16-18 miliardi di euro su base quinquennale.


La raccolta dunque si conferma solida, anche se si prevede una frenata per la stessa e questo ha indotto gli analisti di Equita SIM ad apportare delle modifiche alla loro strategia di portafoglio. 
Gli esperti fanno notare che oggi le mid-small caps di Piazza Affari trattano a premio del 26%, in calo rispetto al 29% di gennaio, mentre in confronto a quelle europee il premio è del 6%.

In termini di performance relativa nelle ultime settimane le small caps italiane hanno recuperato terreno rispetto a quelle europee, mentre si ha una situazione esattamente opposta nel confronto tra mid-small e blue chips italiane, nel senso che il FTSEMIB mostra una maggiore forza relativa.
Secondo la SIM milanese la sovraperformance dell'indice delle blue chips è destinata a continuare, per via del rallentamento della raccolta dei fondi PIR e della crescente preferenza per le azioni più liquide in un contesto caratterizzato da maggiore volatilità.
Alla luce di questa convinzione, gli analisti di Equita SIM nel loro PIR Portfolio hanno spostato tre punti di peso dalle mid-small caps alle blue chips.
Fonte: News Trend Online

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