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mercoledì 11 aprile 2018

Petrolio: l'Arabia lo vuole a 80 $. I titoli oil su cui puntare


La seduta odierna viene vissuta per ora in lieve calo dal petrolio che, dopo il rally di oltre il 3% messo a segno ieri, cede il passo ad alcune prese di profitto. Le quotazioni dell'oro nero vengono fotografate a 65,25 dollari, in calo dello 0,4% rispetto al close di ieri, in attesa del report sulle scorte strategiche Usa che sarà diffuso nel pomeriggio.

Nelle ultime giornate il petrolio è stato oggetto di forti acquisti, tanto che i corsi si sono riportati a circa 1 dollaro di distanza dai massimi segnati a fine marzo a ridosso dei 66,5 dollari al barile. 
Diversi i fattori che stanno scaldando le quotazioni del petrolio, a partire dai toni meni accesi tra Stati e Cina relativamente ai rapporti commerciali tra i due Paesi.

A ciò si aggiungono le tensioni geopolitiche sulla Siria, senza dimenticare che l'Arabia Saudita starebbe puntano ad un petrolio a 80 dollari al barile, per far fronte alle esigenze del bilancio statale e per sostenere l'IPO di Saudi Aramco. 
L'aumento dei prezzi dell'oro nero si riflette positivamente sull'andamento dei titoli del settore oil che anche oggi a Piazza Affari guadagnano terreno, ma non tutti.
La migliore performance è quella di Saipem che scatta in avanti con un progresso del 2,53%, seguito da ENI che avanza dello 0,41%, mentre oscilla intorno alla parità Tenaris, lasciando indietro Saras che cala di quai mezzo punto percentuale. 
Nel settore oil a Piazza Affari ci sono diversi occasioni d'acquisto, a patto di scegliere i titoli giusti.

Uno di questi è senza dubbio ENI che per Equita SIM merita un rating "buy", con un prezzo obiettivo a 17,5 euro. Commentando i recenti rumors relativi alle trattative intavolate dal gruppo italiano per vendere una quota dei campi messicani, gli analisti affermano che la notizia, s confermata, ha dei risvolti positivi per il titolo.

A puntare su ENI è anche Fidentiis che suggerisce di acquistare con un range di valutazione pari a 17-18 euro. Gli analisti non sono preoccupati per la nuova inchiesta per presunta corruzione in Congo che vede coinvolto ENI. Fidentiis parla di una notizia negativa, aggiungendo però di non attendersi una reazione rilevante del titolo in Borsa.
Indicazioni bullish per ENI arrivano anche da Mediobanca, i cui analisti segnalano che il gruppo ha uno dei migliori portafogli upstream del settore.

Questo, insieme ad un solido track record nell'esplorazione e a un ratio di sostituzione delle riserve di oltre il 130% negli ultimi cinque anni, rende ENI un must per gli investitori a lungo termine che vogliono avere una esposizione alla ripresa dei prezzi del petrolio. 

Meno entusiastica la view su Saipem, coperto da Mediobanca con una raccomandazione "neutral" e un fair value a 3,9 euro.
Con riferimento al procedimento amministrativo sanzionatorio avviato dalla Consob, per via delle contestazioni relative al prospetto dell'aumento di capitale, gli analisti spiegano che non è ancora chiaro se Saipem assorbirà il costo di una potenziale multa o meno, ma in ogni caso l'ammontare indicato dalla Consob non è materiale per la società.



Su Saipem non si sbilanciano neanche i colleghi di Equita SIM che oggi hanno ribadito il rating "hold", con un prezzo obiettivo a 3,7 euro. Gli analisti restano in attesa di ulteriori indicazioni sulla nuova commessa in Uganda, per capire in particolare quale sarà la quota dei lavori che spetterà a Saipem.


Equita SIM è invece bullish su Tenaris che è da acquistare con un target price a 15,7 euro. Una conferma che giunge dopo le indicazioni arrivate dagli Stati Uniti, dove nell’ultima settimana il numero di pozzi attivi ha superato le 1.000 unità, raggiungendo il livello più alto da aprile 2015, rispetto alla media del 2017 pari a 875 unità.
A livello di business, è migliorata l’attività Land-onshore, mentre è in calo l'offshore, con una riduzione di 9 pozzi a 195 totali, rispetto alla media del 2017 pari a 198.


Gli analisti di Equita SIM segnalano che complessivamente i dati per Tenaris sono leggermente positivi, in quanto mostrano un miglioramento dell’attività negli Stati Uniti, dove il gruppo realizza il 30% del suo fatturato, una sostanziale stabilità in Argentina e un miglioramento in Messico.


Anche Mediobanca guarda con favore a Tenaris che è destinato a sovraperformare il mercato, con un fair value a 17,5 euro. Gli analisti credono che il miglioramento dei fondamentali del mercato petrolifero dovrebbe tradursi in maniera graduale in un numero crescente di impianti di perforazione attivi negli Stati Uniti.



Infine, sempre Mediobanca ha una raccomandazione "outperform" su Saras, con un prezzo obiettivo a 2,2 euro. Gli analisti guardano con favore all'andamento del margine di raffinazione medio nell'area del Mediterraneo, ritenendo che il recupero probabilmente proseguirà nel corso di quest'anno.

Più cauti i colleghi di Fidentiis che, pur apprezzando il recupero del margine di raffinazione, si aspettano una trimestrale debole da Saras, mantenendo così invariato il rating "hold", con un range di valutazione a 1,9-2 euro. 
Fonte: News Trend Online

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